VENEZIA 63 - "Non prendere impegni stasera", di Gianluca Maria Tavarelli (Orizzonti)

La sensazione fastidiosa dell'opera di Tavarelli è quella di incompiutezza, forse perché il regista ha tentato una strada più ambiziosa. L'isolamento, la disperazione dei personaggi emergono a fatica, condizionati anche da una scrittura che fa sentire pesantemente le sue tracce. Soltanto in rari momenti riemerge la vena migliore del cineasta torinese

Si sentono pesantemente le tracce della scrittura dentro Non prendere impegni stasera, cosa che non era stata mai invece ravvisata nelle opere precedenti del cineasta torinese. Ciò può forse dipendere nella struttura frammentata del film, che vede protagoniste un gruppo di personaggi diversi alle prese con i loro problemi personali. Pietro scopre di avere un tumore e cerca consolazione nell'amicizia decennale con Cinzia. Andrea, un professionista affermato, vive una storia d'amore con una ragazza molto più giovane di lei che lo porterà a decidere di chiudere definitivamente il suo matrimonio.m Alessandro, un uomo chiuso nella sua paura di vivere, è legato a Irene che è incapace di leggere i suoi traballanti stati mentali. Nanni, un uomo solo, crede di poter ritrovare la felicità e crede di ritrovarlo tra le braccia della sua ex-donna. Giorgio e Mariella, chiusi spesso all'interno di una stanza da letto, cercano ogni volta di cercare di alimentare una storia che stenta a decollare. Iole infine è chiusa nel suo mondo anche se cerca in ogni modo di uscirne.

Non prendere impegni stasera è quasi tutto orientato all'indietro. Il film parte dalla notte del 23 dicembre dove un uomo si getta nel Tevere. Poi riprende le vicende dei vari personaggi cominciando a collocarli temporalmente tre mesi prima fino a giungere a quella fatidica data. Film sull'incomunicabilità e sulla solitudine, dove le diverse figure sembrano disperdersi dentro Roma, città che - come sempre accade nel cinema di Tavarelli - diventa spazio labirintico, di fughe cercate e poi negate. Rispetto alla vibrante dilatazione di Un amore, in cui si segue il percorso sentimentale di due soli personaggi è vista nel corso del tempo, in Non prendere impegni stasera Tavarelli opera al contrario per compressione in cui una vicenda corale viene invece delimitata.

La sensazione fastidiosa dell'opera di Tavarelli è quella di incompiutezza, forse perché il regista ha tentato una strada ambiziosa che somiglia quasi, come atmosfere, a un film francese. L'isolamento, la disperazione dei personaggi emergono a fatica, mentre nello straordinario Liberi erano invece immediati e avvolgenti. Si ha l'impressione che Non prendere impegni stasera sia composto da una serie di scenette teatrali - e, in molti casi, gli stessi attori danno l'impressione di utilizzare un tipo di recitazione più adatta al palcoscenico -  che si alimentano e si esauriscono. Ci sono solo rari momenti in cui riemerge la vena migliore del cinema di Tavarelli e sono presenti nella scena in cui Pietro (Giorgio Tirabassi), malato e depresso, decide di stracciare le lettere che hanno caratterizzato la parte integrante della sua vita o il momento in cui la figlia piccola le recupera per ricomporne i pezzi. Sono però brevi sussulti di un'opera che non decolla mai, che vede anche un cast ricco (Michela Cescon, Andrea Renzi, Giorgio Tirabassi, Luca Zingaretti, Rocco Papaleo, Paola Cortellesi, Donatella Finocchiaro, Michela Ramazzotti, Valerio Binasco, Valeria Milillo, Francesca Inaudi, Giuseppe Battiston) sembra essere tenuto in apnea con la sola eccezione di Gassman che per imporsi oltre questo inanimato respiro minimalista deve andare oltre le righe. E, in questo caso, funziona.

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