VENEZIA 63 - "Se il mio The Queen avrà successo questo dipenderà dal suo contenuto fortemente umano e soprattutto non politico". Incontro con Stephen Frears

Non importa per Stephen Frears se Dio salverà o meno la regina. Per l'Inghilterra e il suo popolo esiste da sempre. Nel gene, nella vita di ogni giorno. Assieme all'eccellente interprete del personaggio protagonista Helen Mirren, Frears risponde alle domande in sala conferenze. Dopo una "prima" a Venezia attesa con curiosa e diffusa partecipazione.

Non importa per Stephen Frears se Dio salverà o meno la regina. Per l'Inghilterra e il suo popolo esiste da sempre. Nel gene, nella vita di ogni giorno. Assieme all'eccellente interprete del personaggio protagonista Helen Mirren, Frears risponde alle domande in sala conferenze. Dopo una "prima" a Venezia attesa con curiosa e diffusa partecipazione.

 

Ci sono stati problemi legali all'uscita di questo film?

 

Non esistono per la verità problemi di questo tipo. Non dimentichiamoci che in ogni caso non ne sorgerebbero. La Regina ha una visione delle cose molto liberale, tollerante. Non penso vorrebbe mai opporsi ad un film come il mio. La posizione dei Reali è quella in genere di essere molto riservati, di non fare commenti. E poi "The Queen" non è un'opera diffamatoria: in questo siamo stati attenti.

 

Dopo la morte di Lady Diana in Inghiliterra è esistita la possibilità che potesse cambiare qualcosa per la vita storico politica del paese?

 

L'aria che si respirava in quei mesi non era delle migliori. Ma la possibilità di una possibile "rivoluzione" non avrebbe mai potuto aver luogo. Sono stati semmai i mass media che hanno creato tutto questo. Niente di più falso. Il popolo inglese ama la Regina. E' qualcosa che gli appartiene da sempre.

 

Da un regista come lei ci si aspettava un film più critico, più rigido. Come mai non è accaduto?

 

Non era questa la mia intenzione. Semplicemente perché la Regina è l'immagine sempre presente nella nostra vita; non possiamo non tenerne conto. Una presenza costante. E' qualcosa che ci appartiene, come fosse un qualcosa familiare, un oggetto d'arredamento. Come un sofà: possiamo col tempo cambiarne la tappezzeria ma resterà in ogni caso con noi. Perché non vogliamo disfarcene. In ogni caso sarebbe comunque interessante fare un film più di critica, di analisi su altri aspetti di questo grande personaggio storico. Magari non adesso. E magari realizzato da un monarchico, un estremista di sinistra.

 

Quali saranno col tempo le reazioni del pubblico secondo lei? Sarà un film che passerà alla storia?

 

Non saprei. Di certo non verrà presto dimenticato. Se dovesse avere molto successo questo dipenderà dal suo contenuto fortemente umano e soprattutto non politico.

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