VENEZIA 63 - "WWW - What a Wonderful World", di Faouzi Bensaïdi (Giornate degli Autori)
Secondo lungometraggio del regista marocchino Faouzi Bensaïdi, è un film sorprendente, che spinge il cinema arabo verso spazi del futuro con la memoria del presente e del passato. E WWW porta la sua ricerca ancora più lontano, facendo esplodere gli spazi, smuovendoli, penetrandoli, come i motociclisti sulla spiaggia nella sequenza d'apertura.

Casablanca, luogo di cinema. Della metropoli marocchina Faouzi Bensaïdi fa un ritratto stratificato, un casting in verticale e orizzontale, e trasversale, per dissolvenze incrociate e sovrimpressioni, e carrelli laterali sensuali che accompagnano i personaggi nei loro percorsi ritualmente precisi. Corpi della solitudine, del contatto (im)possibile, quelli del killer Kamel, della prostituta Souad, della vigilessa Kenza, dell'hacker Hicham... Ma è Casablanca, le sue strade, i suoi edifici, il protagonista che tutto racchiude, dentro il quale le donne e gli uomini disegnano i loro falsi movimenti con i gesti dei loro corpi e delle loro voci.
WWW - What a Wonderful World, secondo lungometraggio del regista marocchino Faouzi Bensaïdi (presentato nelle Giornate degli autori), è un film sorprendente, che spinge il cinema marocchino e arabo verso spazi del futuro con la memoria del presente e del passato. Come avevano fatto, in anni recenti e con sguardi molto personali e differenziati, l'egiziano Youssef Chahine con L'altro e la tunisina Nadia El Fani con Bedwin hacker. Film rivoluzionari, e film rivoluzionario, WWW, nel preciso contesto della filmografia del suo autore. Fin dai cortometraggi (La falaise, Le mur), Bensaïdi lavora con incessante sensualità sugli spazi, urbani o rocciosi, montagnosi, a picco sul mare... Che trovano respiro ampio e western nel primo lungometraggio Mille mesi.
È lo stesso cineasta (e attore, nei suoi film e per altri registi, e sceneggiatore anche per André Téchiné) a dire che ama fare il casting dei luoghi come fossero veri e propri personaggi, come altri registi lo fanno per gli attori. E con WWW porta la sua ricerca ancora più lontano, facendoli esplodere, gli spazi, smuovendoli, penetrandoli, come i motociclisti sulla spiaggia nella sequenza d'apertura. Terra smossa. Corpi solidi che lo sguardo (sempre in campo) di Bensaïdi (anche attore nel ruolo di Kamel), presenza extra-diegetica che attraversa il film, rende acquosi, sospesi, fluttuanti negli spazi di una superficie che si apre su una moltitudine di altre superfici della visione. Lo schermo come finestra virtuale che viaggia nello spazio delle informazioni digitali e oltre-terrestri. Le strade, i palazzi, il cielo di Casablanca si intrecciano in uno sguardo soggettivo che si appropria anche di immagini satellitari anonime cui ri-dare orientamento. Così, WWW, oltreché un film di immensa descrizione di solitudini e desideri (in)espressi, è un saggio teorico, dotato di umorismo sovversivo, sulla perdita del senso d'orientamento, sul crash di segni della quotidianità e del cinema che solo reinterprendandoli con morbida soggettività plurale possono distillare nuove traiettorie della visione e della comunicazione.
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