VENEZIA 63 - "Fallen" di Barbara Albert (Concorso)
E' molto interessante l'ultimo film della regista austriaca. Un quadro generazionale, una riflessione sulla giovinezza perduta, che rifugge da un tono eccessivamente nostalgico e patetico, ma che si rivela di estrema lucidità e concretezza. Grazie soprattutto a soluzioni narrative efficaci e a bravissime attrici

A leggere la trama, Fallen, l'ultimo film dell'austriaca Barbara Albert (Nordrand, Lovely Rita, Böse Zellen) sembra essere il solito quadro generazionale, un film sulla giovinezza che passa e i sogni perduti. E in effetti è così. Cinque donne sui trent'anni, vecchie compagne di scuola, si ritrovano dopo molto tempo al funerale del loro professore preferito. Ognuna ha seguito la sua strada. Nina ha intrapreso la carriera d'attrice in Germania, Brigitte è rimasta nel paese natale a fare l'insegnante, Carmen si ritrova incinta e senza alcun uomo accanto, Alex fa la "trainer" ed ha una vita sentimentale burrascosa, mentre Nicole è in carcere e ha una figlia già adolescente, Daphne. Strade diverse che tracciano solchi e distanze apparentemente incolmabili. Comunque sia, le ragazze decidono di passare la serata insieme, si ritrovano per caso ad un matrimonio e tra sbronze, amori, pianti, litigi tirano avanti sino al giorno seguente. I ricordi del passato segnano tutta la vicenda. Innanzitutto quello di Michael, il professore scomparso, vero e proprio deus ex machina, mentore, guida, bandiera. Con i suoi insegnamenti e i suoi ideali ha segnato la crescita delle cinque amiche, fino ad arrivare ad essere l'amante di due di esse, Nina e Brigitte. Il suo fantasma viene a rappresentare i sogni del passato, l'entusiasmo e l'impegno della gioventù. Ed è con il suo fantasma che le cinque donne, ognuna a modo suo, è costretta a fare i conti. C'è poi il ricordo della vecchia amicizia, un rapporto che sembra ormai svanito di fronte ai bivi e alle scelte della vita, ma che, in realtà, cova sepolto nelle anime. E poi, i vecchi amori, gli uomini che popolano la memoria, amori teneri e amori falliti. Il quadro è quello di una generazione allo sbando, il cui sogno di felicità sembra essere naufragato. E' un lasciarsi cadere. Speranze e aspirazioni del passato appaiono definitivamente messe da parte, negate dall'esigenza dell'adattamento, della sopravvivenza quotidiana. Un tema normale, che però viene affrontato dalla Albert con efficacia sorprendente. Il tono non è ostentatamente nostalgico, evita patetismi. Lo sguardo è lucido e concreto. Grazie a cinque interpreti eccezionali, sentimenti ed emozioni emergono dall'assoluta normalità delle vicende, dagli sguardi, dai comportamenti. Il rapporto tra Nicole e la figlia Daphne, ad esempio, ha potenzialità drammatiche che non vengono fatte esplodere, ma crescono piano piano nel gioco dei silenzi, del non detto, degli accenni, dei gesti. L'occhio della macchina sembra freddo, quasi clinico, ma in realtà scava lentamente, con efficacia inesorabile. E' come l'alcool della festa: sale alla testa e fa venire a galla sentimenti, frustrazioni, disperazioni. Il giorno dopo tocca smaltire la sbornia: rimangono malinconie e tristezza, ma, probabilmente, si acquistano una lucidità e consapevolezza maggiori. Ma piacciono anche alcune soluzioni narrative, quelle istantanee che precedono le sequenze e anticipano gli accadimenti. Una sorta di ricordi pregressi, scatti che, proprio perché anticipati, non trovano mai una corrispondenza piena con il punto di vista dell'istanza narrante. Anzi, con uno slittamento progressivo, arrivano a sostituirsi ai fatti, che rimangono fuori campo. Come se non ci fosse più corrispondenza tra il passato e i suoi sogni e il presente e i suoi problemi. Alla fine, passata la follia della nottata, ognuna torna a fare i conti con la propria quotidianità e i piccoli compromessi. Solo Brigitte, la professoressa, sembra non voltar mai pagina, pronta a rinnovare con i suoi allievi l'insegnamento del vecchio Michael. Per lei gli ideali del passato non sono tramontati. E' dura, ma lo scarto non si è ancora compiuto. Non è certo un caso, se è l'unica a non apparire nella foto ricordo tra compagne di classe.
Cerca nel sito

- cannes 2011
- nanni moretti
- cannes 64
- cinema indipendente
- steven spielberg
- torino film festival 28
- Kate Winslet
- brad pitt
- ben affleck
- david fincher
- leonardo di caprio
- robert de niro
- cinema UK
- cinema giapponese
- trailer
- horror
- Jafar Panahi
- marion cotillard
- clint eastwood
- venezia 67
- cinema francese
- cinema italiano
- documentario
- joaquin phoenix
- film tratti da libri
- Martin Scorsese
- woody allen
- Isabelle Huppert
- Johnny Depp
- jessica chastain
- matt damon
- hbo
- Corso Salani
- cinema orientale
- james franco
- serie tv
- venezia 68
- animazione
- 3D
- torino 29
- DVD
- cinema americano
- cinema spagnolo
- Cannes 65
- michael fassbender
- george clooney
- david cronenberg
- oscar
- Sean Penn
- Festival di Roma
News
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa
- CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
- Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
- CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
- il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
- CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
- Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf
- "Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
- Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata
- "Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
- venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
- Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
- Diretta da David Gordon Green
- Duncan Jones racconta la vita di Ian Fleming
- Un biopic sul creatore di James Bond
- CANNES 65 - Rupert Everett presidente del Queer Palm?
- Possibile successione l'anno prossimo in giuria






