VENEZIA 63 - "Credo che il compito di un'artista sia esprimere la propria visione". Incontro con Kenneth Branagh

Dopo le numerose trasposizioni shakespeariane, Branagh si cimenta con l'opera lirica, portando sugli schermi Il flauto magico di Mozart. Il film viene presentato qui a Venezia fuori concorso e costituisce uno degli avvenimenti più attesi, anche per la cornice d'eccezione.

Il flauto magico, l'ultimo film di Kenneth Branagh tratto dall'omonima opera di Mozart, è uno degli eventi di questa 63ª Mostra di Venezia. Al punto da avere l'onore di essere proiettato per due sere consecutive (il 7 e l'8 settembre) in uno dei tempi della lirica, il Teatro La Fenice. Un'occasione per diffondere la conoscenza e la passione per una forma d'espressione artistica sempre più d'élite. Ma anche per creare un dialogo tra due mondi apparentemente distanti: l'opera e il cinema. Abbiamo incontrato il regista Kenneth Branagh, accompagnato dai protagonisti Amy Carson, Lyubov Petrova, Joseph Kaiser, Benjamin Jay Davis e dal produttore Sir Peter Moores.

 

Lei è considerato uno dei più importanti interpreti shakespeariani contemporanei. Alla luce della sua approfondita conoscenza di Shakespeare e di quest'ultima avventura mozartiana, non crede che le grandi storie siano già state raccontate?

 

C'è uno studio in inglese molto interessante, in base al quale le storie vengono suddivise in sette grandi archetipi. La storia de Il flauto magico rientrerebbe nell'archetipo della "ricerca". In fondo, questi temi universali, fondamentali esistono da secoli e secoli. Ma credo che il compito di un artista che si confronta con una storia, originale o meno, sia quello di apportare la propria visione, le proprie idee.

 

Per Il flauto magico ha scelto di tradurre il libretto dal tedesco all'inglese. Come ha potuto conciliare le diverse caratteristiche metriche delle due lingue con la musica dell'opera?

 

Fortunatamente mi sono potuto avvalere della collaborazione dello scrittore inglese Stephen Fry, che, tra l'altro, ha un'approfondita conoscenza del tedesco. Credo, perciò, che la sua traduzione sia ottima, tesa a conciliare il rispetto del libretto originale con la cantabilità. Abbiamo cercato anche di mantenere l'espressioni vernacolari, attraverso un particolar uso dell'inglese.

 

Qual è il rapporto del suo film con le rappresentazioni precedenti dell'opera mozartiana? in particolare qual è il rapporto con Il flauto magico di Bergman?

 

Devo ammettere che prima di intraprendere questo progetto, non conoscevo molto bene l'opera lirica. perciò ho dovuto studiare, per entrare dapprima nello spirito de Il flauto magico. Poi, naturalmente, mi sono documentato su alcune delle rappresentazioni precedenti. Ho ammirato molto il film di Bergman, lo ritengo straordinario, affascinante. Ma nel mio film ho voluto, comunque, far qualcosa di diverso.

 

Perché ha scelto di ambientare l'opera nella prima guerra mondiale? Non ha avuto altre idee in proposito?

 

Naturalmente all'inizio, quando mi sono accostato a Il flauto, non aveva alcuna chiusura pregiudiziale. Ero pronto ad ogni soluzione. Ma, ad uno studio più approfondito, ho sentito che c'era un conflitto personale espresso drammaticamente in forma di musica. Ho avvertito nell'opera un grido a favore della pace. Perciò mi è venuta l'idea del prima guerra mondiale, un periodo storico drammatico in cui il conflitto assume una dimensione planetaria. E quest'ambientazione mi ha permesso di esprimere al meglio i drammi dei personaggi.

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf  
"Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata
"Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
Diretta da David Gordon Green
Duncan Jones racconta la vita di Ian Fleming
Un biopic sul creatore di James Bond
CANNES 65 - Rupert Everett presidente del Queer Palm?
Possibile successione l'anno prossimo in giuria