"Thank You For Smoking", di Jason Reitman
Commedia nerissima sulla "mercificazione religiosa" della vita moderna, Thank for you Smoking sembra contraddire tutto e il contrario di tutto con felicissimo spirito anarchico: dove sta il male? In quelli che vogliono negare i pochi piaceri della vita o nei malfattori che si arricchiscono avvelenando il mondo?

Che faccia tosta questo giovane regista, davvero degno di quel padre ceco-americano (Ivan Reitman), che negli anni ottanta osava sfidare l'immaginario americano a suon di "polpette" e "acchiappafantasmi"...
Diteci come si fa, oggi, anche solo ad immaginare un film più "politicamente scorretto" di questo Than You For Smoking, dove non solo il protagonista è un abilissimo promotore della "industria del crimine" del tabacco, e i suoi più cari amici sono una rappresentante dell'industria degli alcolici e uno di quella delle armi, ma pensate che sono persino simpatici e, pazzesco!, dotati anche di una certa umanità. E infine, bestemmia, ci mettono anche dei dubbi amletici su cosa veramente ci fa male oggi in questa fottutissima società post-post-post-moderna.... Che mentre crea sempre più strumenti dannosi al mondo, al pianeta e all'umanità tutta (l'elenco potrebbe essere infinito, dagli anni cinquanta ad oggi), nello stesso tempo considera i suoi abitanti sempre più dei bambini indisciplinati e incapace di autogestirsi e quindi da vincolare in divieti e prescrizioni. Rivedendo a Venezia un vecchio filmato con John Lennon che, in tv, parlava tranquillamente fumando una sigaretta in uno studio televisivo, e tutti tranquillamente in motocicletta senza casco in un film francese ambientato in India, si resta colpiti da questa volontà di protezione/carcere preventivo che gli occidentali vogliono dare sempre più a se stessi. Fumare fa male, andare senza cintura è pericoloso, senza casco si muore, aumentano dappertutto le misure di sicurezza, e il protezionismo sembra non trovare più limite, spinti da vocazione tra il religioso e l'assicurativo....
Nick Naylor (Aaron Eckhart), consulente e promoter dell'industria del tabacco, è bravo ogni volta a sviare i discorsi sulla pericolosità del fumo e a rigirare "la frittata". Siamo veramente così sicuri che sia il fumo la causa principale di morte? E il colesterolo (pensando alle malattie cardiovascolari al primo posto in USA)? E l'automobile (pensando agli incidenti automobilistici)? E, aggiungiamo noi perché il film non lo dice, l'infelicità che la solitudine del mondo occidentale impone che fa si che il suicidio sia in Europa tra le principali cause di morte????? Quando sarà che per evitare i suicidi decideremo di imporre la felicità agli umani? Un mondo impazzito, in preda a un'isteria collettiva che il giovane Reitman racconta attraverso lo sguardo cinico, ma in fondo amabile, di Nick, perché è un umano debole come tutti noi, che a letto con la bella giornalista non esiterà a confessare tutte le malefatte dell'industria del tabacco, autoinfliggendosi l'articolo/verità che la cinica cronista pubblicherà costringendolo a perdere il lavoro e la faccia. E Nick poi sarebbe anche un buon padre, se non fosse che la madre di suo figlio Joey (Cameron Bright) cerca di limitarne l'influenza, con continue negazioni e critiche sul suo operare. Ma Nick è bravo nel suo lavoro, sa usare la parola e, più che convincere, insinuare il dubbio negli altri. E la battaglia tra pubblico e privato sarà senza esclusione di colpi.
Commedia nerissima sulla "mercificazione religiosa" della vita moderna, Thank for you Smoking sembra contraddire tutto e il contrario di tutto con felicissimo spirito anarchico: dove sta il male? In quelli che vogliono negare i pochi piaceri della vita o nei malfattori che si arricchiscono avvelenando il mondo? E' uno scontro tra titani, con l'America rinchiusa in una folle battaglia esclusiva contro una sola delle cause di morte dell'uomo moderno (il fumo) mentre tutto il resto - protocollo di Kyoto non firmato dagli USA compreso - sembra essere una bazzecola da ecologisti comunisti estremisti terroristi.... Reitman sa tenere il ritmo anche grazie a dei dialoghi fulminanti, non prende posizione e spara in faccia all'ipocrisia dominante, regalando dei momenti di piccola tenerezza nel rapporto "adulto" tra padre e figlio. E alla fine lanciando una deliziosa frecciata contro quell'oggetto misterioso che, forse, un giorno, metterà fine all'umanità... Qual è? Vedetevi il film, non vogliamo rovinarvi il delizioso finale...
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