"Clerks II", di Kevin Smith

Il sequel di "Clerks" inaugura spiazzamenti diversi, per cui forse le categorie atteso - non atteso non sono più valide: così Kevin Smith porta in scena il movimento nell'immobilità

Dodici anni dopo, il New Jersey in bianco e nero di stradoni e drugstore si riaffaccia inatteso sullo schermo. L'auto, la serranda, la chiave nel lucchetto, e poi siamo nel presente, nel bel mezzo di un incendio - ma a colori. Così Kevin Smith apre le danze di Clerks II, stessi attori, stessi posti, tutto diverso. Là dove il fenomeno Clerks giocava sullo spiazzamento, capace di echeggiare contemporaneamente i Simpson (per le assurdità delle chiusure di scena), Jarmusch (per il parlare di niente - anche se non è un niente vuoto, anzi quasi si tocca con il tutto) e la struttura universale della short story, qua il sequel inaugura spiazzamenti diversi, per cui forse le categorie atteso - non atteso non sono più valide. Perché i due protagonisti sono immutati, immobili come la provincia di sfondo: Dante sempre una specie di inetto, pieno di sentimenti ma incapace di decidere, di nuovo tra due donne; Randal cazzeggiatore folle, fastidioso di professione, politicamente scorretto per vocazione. E al tempo stesso non hanno più vent'anni, velleità pseudouniversitarie e inerpicate discussioni sulle attività sessuali delle proprie ragazze: sono trentenni - smussati, cambiati, cresciuti. Così, mentre la probabilmente irripetibile comicità verbale del precedente lascia il posto alle comiche, alla fisicità, alle gag essenziali da cinema muto, il cinismo lapidario e il nichilismo contagioso di Randal sfumano in un incassare i colpi di un ex compagno di scuola che ha fatto i soldi e viene a sfottere i due nel fast food dove lavorano, e in una improbabile quanto vera dichiarazione di amicizia. I finali necrofilo-deliranti diventano scelte giuste, rifiuto della vita pre-confezionata, svolte di futuro. E l'underground affollato di clienti evolve in un ulteriore approfondimento, che dal binomio dei protagonisti si allarga al terzo commesso Elias e alla manager Becky. Così, mentre l'unico elemento che sembra realmente immutato - ma che sarà invece la chiave di volta narrativa - è rappresentato dalla coppia Jay-Silent Bob, inchiodati al muro tra stereo e spaccio, Kevin Smith porta in scena il movimento nell'immobilità. Si resta nello sporco e desolato New Jersey e contemporaneamente i due 'white trash' svoltano all'unisono le loro esistenze. Si passa dagli anni Novanta delle VHS al millennio del web, ma la compulsione - guardare - è la stessa, nessuno escluso, che si tratti di un film porno o di un inimmaginabile live show di 'sesso interspecie'...Il passato vive nei particolari, ma forse poche cose contano quanto mettere lo smalto alla ragazza, fare il passo del bandito per far ridere l'amico o discutere inutilmente di quanto c'è di più inutile - l'arte, il cinema. In mezzo al film una scena che regala un valore di coinvolgimento totalmente nuovo, sole e corsa di go-kart di due kids/men, ancora la fluida fuoriuscita continua dal ruolo sociale mai riconosciuto come categoria, in più l'essenzialità catturata della vita. Prima e dopo, il bianco e nero: che apre e richiude, nel finale con carrello indietro sul vecchio/nuovo Quick Stop e gli stessi protagonisti dietro al bancone. Il movimento, il tempo. Il cinema, la vita. Dante e Randal cambiati, e uguali, come noi, come tutti.

Titolo originale: id.

Regia: Kevin Smith

Interpreti: Brian O'Halloran, Jeff Anderson, Rosario Dawson, Jason Mewes, Kevin Smith, Trevor Fehrman, Jennifer Schwalbach Smith

Distribuzione: Mikado

Durata: 97'

Origine: USA, 2006

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf  
"Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata
"Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
Diretta da David Gordon Green
Duncan Jones racconta la vita di Ian Fleming
Un biopic sul creatore di James Bond
CANNES 65 - Rupert Everett presidente del Queer Palm?
Possibile successione l'anno prossimo in giuria