"Voce del verbo amore", di Andrea Manni
Buonismo, leggerezza e regia televisiva per il secondo lavoro di Andrea Manni, che si addentra nei territori retorici della commedia sentimentale. Se il film non delude del tutto, forte di una recitazione effervescente e di una scrittura brillante, tuttavia neppure soddisfa. E ci fa rimpiangere la commedia all'italiana di un tempo

Come vanno intesi, oggi, la coppia e il matrimonio? Sono ancora il coronamento dell'amore o, piuttosto, ne rappresentano la triste tomba, in cui tutto è destinato a spegnersi? Con questo interrogativo si apre Voce del verbo amore, secondo lungometraggio di Andrea Manni dopo Il fuggiasco, nato da un soggetto di Maurizio Costanzo, anche co-autore della sceneggiatura. Se la questione appare subito interessante, il film, purtroppo, ne elude la problematicità soffocandola in un buonismo fin troppo scoperto. La risposta al quesito, addirittura, arriva ben prima dei titoli di coda, escludendo ogni possibilità di intrigante finale aperto e proclamando a gran voce la vittoria della coppia. Quella al centro di Voce del verbo amore, innanzitutto. I coniugi Francesca e Ugo, infatti, si separano solo per scoprire di amarsi ancora e tornare insieme. E per regalarci, nel frattempo, una sequela di godibili scenette da telefilm hollywoodiano, con i classici approcci maldestri, gli sguardi ammiccanti e le puntatine nei supermarket per single. Stessa sorte, d'altra parte, tocca anche alle vicende di contorno, tutte ugualmente votate al più solido legame a due, nonostante gli intenti libertini sbandierati inizialmente. Macchiette appaiono tutti i personaggi, svuotati di spessore psicologico. Eppure, non è problema di cattiva recitazione. La Rocca e Pasotti, al contrario, sono interpreti efficaci: dolcemente isterica, lei, e candidamente ironico, lui, capace di farci dimenticare, coi suoi guizzi, di sembrare sempre troppo giovane. E poi, Cecilia Dazzi è effervescente, i dialoghi brillanti ed il ritmo, tutto sommato, ben sostenuto. Il problema, piuttosto, sta nel film in sé: troppi elementi trattati (la coppia, l'amore, i figli, un'Africa inverosimile, l'omosessualità...) indagata solo in superficie, una Roma di cornice eccessivamente patinata e una regia televisiva. Così, ci divertiamo, ma solo a metà: perché manca quell'amarezza tagliente e profonda che fu la gloria della commedia all'italiana e che, nostalgicamente, vorremo ritrovare ancora.
Regia: Andrea Manni
Interpreti: Stefania Rocca, Giorgio Pasotti, Cecilia Dazzi, Simona Marchini, Tony Kendall
Sceneggiatura: AndreaManni, Maurizio Costanzo, Anne Riitta Ciccone, Silvia Ranfagni
Distribuzione: Medusa
Durata: 92'
Origine: Italia, 2007
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