"Le ferie di Licu", di Vittorio Moroni
Un dramma inespresso e per questo ancora più potente, assopito, ma sempre presente. Dramma dell'incomunicabilità, identità negata. Emerge senza troppi giri di parole, la difficoltà di amare. Una finestra che Moroni spalanca sul coraggio di non giudicare e l'entusiasmo di continuare a lottare. Per un cinema puro, ostinatamente autoprodotto

Dalla finestra di casa Fancy guarda la gente passare. I panni stesi accarezzati dal vento. Le nuvole e il cielo. Passano ore. Non si può fare altro che aspettare. Come la pioggia che lava via il sangue sparso sull'asfalto il tempo diluisce le sensazioni, mescola desideri e insoddisfazioni, speranze e delusioni. Tutto appare indistinto, viziato dalla rassegnazione. Quasi snervante quest'attesa, sempre uguale a sé stessa. Troppo paziente, non chiede niente in cambio. Aspetta, affacciata alla finestra. Poi si guarda allo specchio. Un passo a destra e uno a sinistra. A passeggiare in una stanza, pareti tutt'intorno. Simulazione di vita. Prove generali, ma chissà per che cosa. Ogni giorno uguale a quello seguente. Cambia il cielo e il vento soffia più forte. Nessuno sa chi è Fancy, impenetrabile esempio di moglie fedele ad un' amore inventato, come in quel videoclip, fiori, colori, sorrisi, fotografie. E poi silenzio. Disorientante.
L'incontro di Fancy e Licu deciso dall'alto, contrattato in un pomeriggio, tutti in cerchio a giudicare lo sposo. Le nozze si celebrano in un tripudio di festeggiamenti, prima dell'allontanamento. La neo-coppia abita a Roma e il Bangladesh è lontano. Persistono però tutti quei riti, quelle convenzioni, che vedono la donna legata al marito secondo un rapporto di fiducia incondizionata. Chi sia lei non importa. L'una non può esistere senza l'altro.
Emerge senza troppi giri di parole. La difficoltà di amare, inscritta nel conflitto tra cattolici e musulmani, italiani e stranieri. Conflitto generato da culture differenti, che sopravvivono orgogliose delle proprie tradizioni. L'integrazione è un processo complesso che passa attraverso il dialogo, l'adattamento, la trasformazione e la comprensione, la diffidenza e la condivisione. Quello che manca ancora a Licu e Fancy, sorpresi nell'attimo in cui si tendono la mano.
Emerge dal fissarsi della mdp di Vittorio Moroni proprio su quella finestra, per diventare anch'essa una finestra. Le immagini scorrono senza interruzioni. Piccoli salti temporali in dissolvenza. Non ci sono voci fuori campo, solo la storia di due ragazzi rubata allo scorrere del tempo. Una finestra che Moroni stesso spalanca sul coraggio di non giudicare e l'entusiasmo di continuare a lottare. Per un cinema puro, libero da ogni condizionamento, ostinatamente autoprodotto. Una finestra attraverso la quale ognuno dovrebbe provare a sbirciare.
Titolo originale: id.
Regia: Vittorio Moroni
Interpreti: Md Moazzem Hossain Licu, Fancy Khanam, Giulia Di Quilio
Distribuzione: Myself
Durata: 93'
Origine: Italia, 2007
Cerca nel sito

- cinema UK
- Sean Penn
- oscar
- Cannes 65
- cinema spagnolo
- james franco
- george clooney
- documentario
- woody allen
- trailer
- torino film festival 28
- torino 29
- animazione
- steven spielberg
- film tratti da libri
- Festival di Roma
- cannes 2011
- cinema orientale
- venezia 68
- venezia 67
- DVD
- joaquin phoenix
- cinema americano
- Johnny Depp
- michael fassbender
- cinema italiano
- Kate Winslet
- serie tv
- Isabelle Huppert
- clint eastwood
- leonardo di caprio
- Martin Scorsese
- cannes 64
- hbo
- robert de niro
- 3D
- marion cotillard
- horror
- jessica chastain
- cinema giapponese
- nanni moretti
- cinema francese
- cinema indipendente
- david cronenberg
- Corso Salani
- ben affleck
- Jafar Panahi
- david fincher
- matt damon
- brad pitt
News
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa
- CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
- Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
- CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
- il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
- CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
- Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf
- "Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
- Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata
- "Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
- venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
- Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
- Diretta da David Gordon Green
- Duncan Jones racconta la vita di Ian Fleming
- Un biopic sul creatore di James Bond
- CANNES 65 - Rupert Everett presidente del Queer Palm?
- Possibile successione l'anno prossimo in giuria






