"The History Boys", di Nicholas Hytner
Il nero; il ciccione; il musulmano; l'ebreo gay; il cattolico ultrapraticante; l'alternativo; lo sportivo; e il donnaiolo - collegiali alla Sheffield Grammar School, si preparano con i loro professori ai test di ammissione a Oxford e a Cambridge. Alan Bennett adatta per il cinema il suo dramma teatrale: ogni professore ha allora la sua scena madre.

Il nero; il ciccione; il musulmano con la famiglia numerosa; l'ebreo gay; il cattolico ultrapraticante; l'alternativo; lo sportivo; e il donnaiolo - collegiali alla Sheffield Grammar School, sembrano tutti usciti da La Rivincita dei Nerds: adorano studiare, parlano tra di loro per citazioni forbite, discorrono di filosofia e letteratura. In qualunque altro college movie li odieremmo, in questo invece si tiene per loro, per i secchioni antipatici che a fine anno scolastico prendono tutte A - possono allora tentare i test per entrare a Oxford, o a Cambridge. La scuola offre loro un trimestre aggiuntivo di preparazione all'esame di ammissione alle prestigiose Università. A tenere le lezioni, i due professori che li hanno seguiti in tutti gli anni del college: Hector (Richard "Zio Vernon Dursley" Griffiths), vecchio grasso che insegna loro l'amore per la poesia, il cinema, e la musica; e Mrs Lintott (Frances de la Tour), puntigliosa e accademica snocciolatrice di date e fatti storici. L'odioso preside crede però che ci sia bisogno di un ulteriore aiuto per i ragazzi, e convoca lo yuppie rampante Professor Irwin (Stephen Campbell Moore), il quale più che fare lezione tiene delle conventions, tra espedienti per risultare più originali ed affascinanti alla commissione di selezione, e trucchetti per rendere i temi meno noiosi e più frizzanti. Questo universo si rivela gay almeno quanto si dimostra erudito: il Professor Hector offre passaggi in motorino agli allievi, poi li palpeggia con nonchalance lungo il tragitto; il collegiale ebreo gay è innamorato del collegiale donnaiolo, per il quale stravede anche il Professor Irwin, pure egli omosessuale. Il drammaturgo Alan Bennett adatta per il cinema il suo dramma teatrale omonimo, che vanta una vagonata impressionante di premi e repliche (sull'utilità e sul bisogno di autori di teatro prestati alla sceneggiatura cinematografica, non si smetterà mai di dubitare...): ogni professore ha allora la sua scena madre - Hector si fa un bel pianto quando deve annunciare agli allievi il suo pensionamento anticipato e forzato a causa di una denuncia arrivata al preside riguardante il suo 'vizietto' in moto; Irwin per tutto il tempo è una macchina irrefrenabile di battute insopportabilmente acute e pungenti sulla storia dell'Inghilterra, Stalin, l'olocausto (!); e la Lintott all'improvviso si produce in una sparata interminabile sul valore del femminismo attraverso i secoli. Nicholas Hytner, già responsabile de La pazzia di Re Giorgio, dirige lo stesso cast dell'allestimento teatrale di The History Boys, che pure porta la sua firma, e circonda le lezioni in aula e i numerosi incontri tra i corridoi della Grammar School di sinuosi carrelli che pare di stare vedendo una delle prime serie di E.R.. Molta noia. Finale agghiacciante: la Professoressa Lintott viene visitata dalla visione dei fantasmi del futuro degli otto suoi allievi, ognuno dei quali le racconta come gli sarà dato di vivere il resto della propria vita. Tutta la nostra simpatia è per il giovane Rudge: finisce il college perché è l'asso della squadra di golf della scuola; non sa chi sia Sartre, ma entra a Oxford perché i membri della Commissione si ricordano del padre, "inserviente della Scala C negli anni Cinquanta...".
Titolo originale: id.
Regia: Nicholas Hytner
Interpreti: Richard Griffiths, Stephen Campbell Moore, Frances de la Tour, Samuel Anderson, Dominic Cooper
Distribuzione: 20th Century Fox
Durata: 109'
Origine: UK, 2006
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