"Cardiofitness" di Fabio Tagliavia
Il regista, esordiente, mostra un indubbio talento, ma non riesce a deviare dai percorsi sicuri. Un film che sarebbe potuto diventare il racconto di un altro rito di passaggio, ma che si ferma ben al di qua della linea d'ombra
Va' dove ti porta il cuore...Stefania (Nicoletta Romanoff) è una ventisettenne un po' svampita e imbranata, con la passione per la scrittura. Viene fuori da un rapporto fallimentare e cerca di rimettere ordine nella sua vita amorosa, con l'aiuto (in verità scarso) delle amiche Ilaria (Sara Felberbaum) e Cecilia (Giulia Bevilacqua). E' un ginocchio rotto l'occasione che le offre il caso. Infatti Stefano (Federico Costantini), costretto a una riabilitazione per un infortunio durante una partita di baseball, s'iscrive nella stessa palestra frequentata dalle tre amiche. E' subito amore. Ma c'è un problema: quel ragazzo taciturno, apparentemente così maturo, ha solo quindici anni. Un rapporto che non sembra destinato a un gran futuro. Ma la "vie en rose" fa il suo corso...Tutto qui, una storia semplice sugli strani percorsi del cuore, tratta dall'omonimo romanzo di Alessandra Montrucchio. Sarebbe potuta diventare un altro racconto d'iniziazione, un sofferto rito di passaggio all'età adulta. Ma ci si ferma ben al di qua della linea d'ombra, nel "comodo " mondo delle storie d'amore, dove alla fine la passione trionfa su tutto. Una sceneggiatura su cui ci si sono messi addirittura in tre, Barbara Frandino, Lucia Moisio e Marco Ponti e la mano del regista di Santa Maradona si sente in quella ironia simpatica e accattivante, ma tutto sommato facile e innocua. Rapporti difficili tra padri e figli, le difficoltà "sociali" della passione amorosa, sprazzi di ribellione giovanile, inquietudine pre e post adolescenziale che si risolve nelle solite battute più che allusive sul sesso. Fabio Tagliavia, al suo esordio, fa gran sfoggio di talento, split screen, carrellate veloci e long takes, sguardi in macchina imposti agli attori, utilizzo suggestivo delle musiche. Addirittura sembra di riconoscere un omaggio al Mean Streets di Scorsese, con il vagare barcollante e ubriaco di Stefania nella discoteca che rimanda all'incedere sbandato di Harvey Keitel nel Bar Volpe. Ma se la capacità tecnica è indubbia, resta il fatto che Taglaivia non riesce a insinuare un solo dubbio, una minima obiezione a una storia "corretta". Solo ogni tanto si affaccia all'orizzonte dello sguardo qualche fantasma, un fremito, una leggera dissonanza che lascia sperare in una deviazione dai percorsi sicuri. Ma è un istante. Un cinema, quello italiano, che sempre più pare accontentarsi delle carinerie glamour e dei bozzettini sociologici e in cui il meglio, come spesso accade, lo danno gli attori, tutti in forma, a cominciare dai sorprendenti giovani Federico Costantini e Dario De Angelis, fino ad arrivare agli improbabili Dino "Papà" Abbrescia e Giorgio "Fidel" Colangeli.
Regia: Fabio Tagliavia
Interpreti: Nicoletta Romanoff, Federico Costantini, Giulia Bevilacqua, Sara Felberbaum, Dario De Angelis, Fabio Troiano, Dino Abbrescia, Giorgio Colangeli
Distribuzione: 01 Distribution
Durata: 82'
Origine: Italia, 2006
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