"Turistas", di John Stockwell
Trama perfetta per un film alla Amando De Ossorio o alla Eddie Romero, per citarne un paio, ma almeno in quel caso, dinanzi a film deliranti e demenziali, ci si divertiva allegramente. Invece Turistas si prende maledettamente sul serio

Sulla falsariga di Hostel (è di imminente uscita il secondo capitolo) ecco approdare nelle nostre sale l'ennesima storia di giovanotti americani in vacanza (mischiati ad inglesi, svedesi e australiani), questa volta nelle splendide spiagge del Brasile intenti a sbronzarsi, drogarsi e farsi le belle ragazze brasiliane. Ma il folle e "romantico" dottor Zamara vorrà prendersi i loro organi per donarli alla povera gente delle favelas. Trama perfetta per un film alla Amando De Ossorio o alla Eddie Romero, per citarne un paio, ma almeno in quel caso, dinanzi a film deliranti e demenziali, ci si divertiva allegramente. Invece Turistas si prende maledettamente sul serio, infarcisce la sceneggiatura di luoghi comuni (i soliti bacchettoni e smargiassi turisti americani che pensano di poter comprare tutto e tutti con dollari sonanti, i brasiliani descritti senza mezze misure: o crudeli e senza un briciolo di pietà o miserabili dal cuore generoso oltre ogni immaginazione) non avendo il coraggio di innescare la miccia dell'orrore più radicale come era successo invece in Hostel di Eli Roth (uno dei film più incompresi e massacrati degli ultimi anni). Il problema nel lavoro di Stockwell sta proprio nel fallimento del nucleo centrale della storia, quello in cui i ragazzi vengono rapiti e portati in un casolare in mezzo alla foresta per essere operati e privati dei loro organi vitali. Se infatti i primi quaranta minuti del lungometraggio funzionano discretamente nel filmare sia la parte prettamente naturalistica (vengono ripresi ameni paesaggi balneari, in particolare subacquei) dove le immagini acquistano vivacità e libertà creativa, sia quella festaiola, con un montaggio veloce e frammentato che bene rende l'idea della "movida" più scatenata e liberatoria, è la seconda fase del racconto che perde inaspettatamente di mordente e sostanza. Immagini che si tramutano prima in una parabola terzomondista - l'imbarazzante monologo del dottor Zamara che si auto proclama difensore dei più poveri ed abietti e Stockwell a sentenziare che non ci sono buoni ma ognuno ha le proprie colpe - per passare poi ad una sorta di action sgangherato giocato su continui inseguimenti notturni ed acquatici privi di dinamismo frenanti l'evolversi della narrazione. Un film incapace di prendere una direzione, un'idea e di portarla fino alle estreme conseguenze, confuso e dai messaggi morali(stici) fastidiosamente ambigui.
Titolo originale: id
Regia: John Stocwell
Interpreti: Josh Duhamel, Melissa George, Olivia Wilde, Desmond Askew, Beau Garrett, Max Brown, Agles Steib, Miguel Lunari
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 89'
Origine: USA, 2006
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