"Hikikomori", di Gianluca Olmastroni
Lo stare in disparte, l'abdicazione ad ogni forma di vita sociale come impossibilità di affrontare la propria esistenza, è la difficile tematica raccontata da Gianluca Olmastroni nel suo lungometraggio d'esordio

Hikikomori, chiudersi dentro, è il termine utilizzato per indicare un malessere, particolarmente diffuso in Giappone tra i giovani e gli adolescenti, che porta all'isolamento, alla rinuncia ad intrattenere ogni contatto diretto con il mondo esterno. Lo stare in disparte, l'abdicazione ad ogni forma di vita sociale come impossibilità di affrontare la propria esistenza, è la difficile tematica raccontata da Gianluca Olmastroni nel suo lungometraggio d'esordio. Presentato al Miff - Film Festival Internazionale di Milano, nella sezione Mixer, Hikikomori è la storia di un giovane, interpretato da Adamo Rondoni, sospeso nella necessità alienante di estromettersi dalla vita, intrappolato nella ripetitività ossessiva ma rassicurante dei suoi gesti, incapace di sostenere ogni rapporto sociale che presupponga il confronto reale, che da spettatore assente della sua stessa esistenza, dopo il casuale e muto incontro con una ragazza, comincia lentamente ad abbandonarsi al desiderio di riappropriarsi della volontà di essere, lasciando affiorare, attraverso il volto della donna sconosciuta, la necessità della speranza. Girato in alta definizione con costi bassissimi, Hikikomori scorre nella totale impersonalità degli ambienti attraversati, in un rigore visivo che, sposandosi a perfezione con la narrazione, spoglia l'immagine di ogni possibile fascino, scarnificandola nella desaturazione del colore, sacrificandola nell'indifferenza della luce che, attraverso la perfetta e totale leggibilità del mondo rappresentato, rende quasi tangibile il desiderio di assenza nel quale è imprigionato il protagonista. Lo sforzo di Olmastroni riesce però solo in parte, il film risulta incapace di penetrare in profondità nella materia trattata e di far aderire intimamente la visione ai moti interiori del protagonista, i pochi dialoghi soffrono di un'ingenuità che spesso semplifica il racconto, la narrazione, intrappolata nella cura meticolosa dell'aspetto formale, rimane ad un livello superficiale, dal quale non riesce quasi mai ad emergere il complesso e sofferto percorso compiuto dal personaggio interpretato da Adamo Rondoni. Proiettato in anteprima tramite il sistema Digima, che consente d'inviare film e di proiettarli in alta definizione con sonoro Dolby Digital 5.1 senza alcuna perdita di qualità, abbattendo in tal modo i costi del riversamento in pellicola, ed in cerca di una distribuzione, Hikikomori è stato prodotto e realizzato con mezzi tecnici propri dalla DM Communication, sul sito della quale è possibile acquistare il dvd del film, proponendosi come un tentativo di affermare una forma d'espressione liberata dalle costrizioni imposte dall'industria cinematografica.
Regia: Gianluca Olmastroni
Interpreti: Adamo Rondoni, Olivia Fontani, Tania Pedini, Simone Martino
Distribuzione: Digima
Durata: 80'
Origine: Italia, 2006
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