"Appuntamento al buio", di James Keach e Christopher Theo

Marcata risulta la scansione scenica secondo la quale procede l'intera pellicola, per sezioni, capitoli, collage di situazioni, pronte a suggerire questa o quella reazione. Resta poco, oltre alla delusione per l'ennesima occasione sprecata di un cinema d'intrattenimento che resta decisamente al buio

Lui è cieco dalla nascita. Lei lavora nello studio del medico che presto lo sottoporrà ad un'operazione sperimentale per regalargli la vista. Lui s'innamora di lei, ma lei ha già qualcuno che la aspetta. A complicare le cose ci sono le barriere culturali, responsabili di un matrimonio combinato, basato su senso del dovere e rispetto per la tradizione. Attorno a questo nucleo narrativo tanti sono i personaggi che gravitano, ognuno con la sua abbozzata caratteristica. Marcata risulta perciò la scansione scenica secondo la quale procede l'intera pellicola, per sezioni, capitoli, indipendenti gli uni dagli altri. Sembra manchi uno sguardo d'insieme, un'idea ispiratrice in grado di amalgamare differenti spunti,   un tono deciso e chiaramente impostato. Scorrono le immagini e ci si sorprende quasi per caso a sorridere, per un attimo consapevoli di essere di fronte ad una materia, come quella filmica, fonte d'impulsi visivo-emozionali.
Il coraggio con il quale il protagonista si lancia impavidamente anima e corpo per difendere il proprio amore, l'ingenuità con la quale si accosta all'universo femminile, la profondità dei suoi occhi, tanto spenti quanto brillanti, non riescono da soli a farsi carico  del progetto di James Keach e Christopher Theo, più impegnati a rimpinzare la colonna sonora di brani celebri e orecchiabili, piuttosto che a imporre al proprio sguardo una direttrice comune. La voce fuori campo che introduce i primi cinque minuti fa ben sperare per il successivo svolgersi degli eventi, ai quali la traccia sovrapposta di un “io” che si racconta dal di fuori avrebbe conferito spessore e dinamismo. Si trattava soltanto di un'espediente cinematografico per concentrare in pochi attimi le esperienze passate e dare al presente una solida base motivazionale, perciò presto abbandonato in favore di un collage di situazioni, ripetute in modo cadenzato, per suggerire questa o quella reazione. La partita di basket con inevitabile scommessa vinta dalla squadra del “menomato”, gli improbabili appuntamenti organizzati dal fratello Larry, le passeggiate tra prati e aiuole fiorite per l'angolo del romanticismo. Nel finale si sprecano sorrisi e baci appassionati dall'insopportabile carica buonista, che sugellano come previsto il trionfo di un amore onesto e sincero. Resta poco, se non la delusione per l'ennesima occasione sprecata di un cinema d'intrattenimento che resta decisamente al buio.

Titolo originale: Blind Guy Driving
Regia: James Keach e Christopher Theo
Interpreti: Chris Pine, Eddie Kaye Thomas, Anjali Jay, Jane Seymour, Stephen Tobolowsky, Sendhil Ramamurthy
Distribuzione: Mediafilm
Durata: 95'
Origine: USA, 2006


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