"Il sole nero", di Krzysztof Zanussi

Il sole nero di Krzysztof Zanussi soffre degli esiti negativi di un cinema realizzato da un autore che ha acquisito una versatilità televisiva. Il film non concede mai nulla ad un possibile deragliamento della storia o dei suoi personaggi, ma in cui vince una concezione manichea del bene e del male con risultati negativamente destabilizzanti.

Avevamo espresso il dissenso per Persona non grata. Non possiamo che continuare a dissentire per un cinema gelido come una lapide, che pretende di ricomporre, ancora una volta, nella vita, i fantasmi che la morte produce.

Il sole nero, la cui storia pare ispirata ad un fatto di cronaca, racconta di Agata e Manfredi amanti e sposi la cui vita è distrutta dall’insensato omicidio senza motivo ai danni di lui da parte di un balordo, un angelo caduto come più volte ci viene spiegato. Agata, persa ogni fiducia nella giustizia, vuole vendicarsi.

Krzysztof Zanussi si è spesso espresso per la televisione e questa sua acquisita versatilità televisiva ha forse intaccato le sue capacità più espressive che si manifestavano, agli esordi, attraverso un cinema molto formale, da camera, ma che, nel contempo, mostravano una differente strada alla cinematografia dell’est europeo in un periodo in cui quel cinema era sinonimo di eccessiva teorizzazione che si traduceva in un netto ostracismo dai circuiti appena appena commerciali.

Il sole nero soffre di questi esiti negativi a cui il cinema del regista polacco è approdato. Zanussi, proprio come accade al corpo morto del suo protagonista, raggela il film all’interno di coordinate formali molto rigorose (misurati movimenti di macchina e l’indiscutibile assunto iniziale della visione del set che ci introduce alla falsità della narrazione). Queste strette autoimposizioni però non gli consentono mai di concepire un’immagine destabilizzata rispetto alla storia narrata. Il film non concede mai nulla ad un possibile deragliamento della storia o dei suoi personaggi che appaiono obbligati all’interno di un percorso costrittivo. Non aiutano i dialoghi che, contrariamente alle angelicate tensioni alle quali si vorrebbero fare tendere i due amanti, come angeli puri (concetto ribadito a più riprese) che parlano dell’amore come concetto astratto e metafisico, paiono piuttosto centrare l’oggetto dei discorsi sul nulla. In una Catania/Siracusa - sintomatica inversione teorica incomprensibile per i più, ma non per un autore la cui matrice cattolica radicale è evidente - che non è il paradiso terrestre, Zanussi abbandona i suoi personaggi alla esposta nudità su un balcone della villa patrizia alla vista dei condomini vicini. Non ci si scandalizza della ardita concezione, quanto ci si immagina che risvolti potrebbe avere un tale evento nella realtà. Né, peraltro, la narrazione è condotta sul filo dell’immaginazione. Infatti, il registro utilizzato, pur con le successive digressioni da tragedia classica (le prefiche, le invocazioni e il rapporto con i morti), è quello di una realtà contingente in cui la polizia svolge le proprie indagini e in cui un colpo di fucile mette fine al sogno che mai è stato tale.

Il sole nero è quindi un film in cui vince la contrapposizione manichea tra bene e male, tra giustizia degli uomini e spirito di vendetta. In questo senso la lettura del finale che può giudicarsi premiale per avere compiuto la desiderata vendetta guadagnando nella morte il ricongiungimento con l’amato, o punitivo per avere coltivato quei desideri con un senso della colpa che va al di là della semplice commissione del fatto, ma che in ogni caso induce a prendere le distanze da siffatte idee che troviamo del tutto devianti e qui, negativamente, destabilizzanti. Il cinema però non muta la vita, ma potrebbe aiutare ad una maggiore impegno recitativo se solo Bertorelli e la Golino, della quale si apprezzano le ultime prove, fanno quel che possono per la salvezza dell’onore del film.

 

Regia: Krzysztof Zanussi

Interpreti: Valeria Golino, Kaspar Capparoni, Lorenzo Balducci, Mariella Lo Sardo, Toni Bertorelli, Victoria Zinny, Remo Girone

Distribuzione:Mikado

Durata:104’

Origine:Italia/Francia 2006

 

Su Zanussi:

Krzysztof Zanussi: la struttura inquieta del cinema 

Roma incontra Krzysztof Zanussi

Persona non grata

 

 

 

 

 

 

 

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf  
"Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata
"Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
Diretta da David Gordon Green
Duncan Jones racconta la vita di Ian Fleming
Un biopic sul creatore di James Bond
CANNES 65 - Rupert Everett presidente del Queer Palm?
Possibile successione l'anno prossimo in giuria