"I Fantastici 4 e Silver Surfer", di Tim Story

Un sequel migliore del precedente, ma che non dissipa le perplessità circa una serie che ha sempre il sapore di un ridimensionamento del Mito. Un film che a dispetto delle sue cifre "blockbuster" pare un progetto molto "piccolo", proprio a causa della sua mancanza di pretese

Squadra che vince non si cambia. Purtroppo o per fortuna. Il sequel de I fantastici 4 arriva nelle sale con lo stesso (mis)cast del precedente film e il medesimo regista, attirando su di sé lo sconforto dei fans rimasti (a ragione) molto delusi dal precedente capitolo. Sconforto che aumenta esponenzialmente se consideriamo la presenza nel film di quel Silver Surfer che negli anni Sessanta assurse a icona controculturale e che si staglia ancora oggi come uno dei personaggi più belli, complessi e malinconici dell'universo Marvel.

Le sensazioni che il film suscita sono perciò ambivalenti. Si conferma infatti la tendenza del film allo scarso approfondimento e a un ritmo più vicino al tv movie che al colosso cinematografico. Scelta fomentata dalla decisione di fare dei Fantastici 4 un brand per famiglie, che sappia fare tesoro della grande tradizione della situation comedy americana, che dai Robinson arriva fino ai Simpson (idea peraltro sfruttata in maniera molto più geniale da Brad Bird con il capolavoro animato Gli incredibili). Peccato che Tim Story non abbia la velleità autoriale necessaria per rendere viva e palpitante la materia che ha per le mani e si limita a servire la storia in modo alquanto impersonale.

Certo, di buono c'è che in questo modo il film può vantare una asciuttezza e una capacità di sintesi rara di questi tempi, dove la regia non cerca artificiosamente di rendere "memorabili" le scene (e quando lo fa sbaglia clamorosamente, come nel ballo di Mr.Fantastic durante l'addio al celibato) ma si affida alla forza dell'idea messa in campo: per questo motivo l'inseguimento fra la Torcia Umana e Silver Surfer diverte, l'attacco di Galactus inquieta, il ritorno del Dottor Destino è da solo sufficiente a risvegliare l'interesse e nel complesso il film ha una progressione leggera e piacevole.

Emozioni superficiali, come superficiale è in fondo l'intero film. Risponde a questo principio anche la raffigurazione del Surfer, sorta di novello T-1000 che riesce nell'impresa di rendere la regalità del personaggio, ma ne manca il cosmico dolore scivolando sulla sua tavola argentea con la stessa facilità con cui Tim Story mette in scena i battibecchi tra i personaggi, invero più interessanti di quelli visti nel primo film, gratificati da una maggiore puntualità nel descrivere i rapporti tra i 4 eroi e tra gli stessi e la società - alla sceneggiatura in fondo c'è pur sempre il volenteroso Mark Frost.

In definitiva un sequel migliore del precedente, ma che non dissipa le perplessità circa una serie che ha sempre il sapore di un ridimensionamento del Mito: un film che a dispetto delle sue cifre "blockbuster" pare un progetto molto "piccolo", proprio a causa della sua mancanza di pretese.

In fondo, il modo migliore per non uscire delusi dalla sala è proprio quello di accostarsi alla visione con estrema prevenzione: in questo modo si apprezza la storia, ma si mantiene ben presente che il vero Silver Surfer e i veri Fantastici 4 ci guardano dalle pagine del fumetto, in attesa che venga un vero regista a render loro giustizia.

 

Titolo originale: Fantastic Four: Rise of the Silver Surfer

Regia: Tim Story

Interpreti: Ioan Gruffudd, Jessica Alba, Michael Chiklis, Chris Evans, Doug Jones

Distribuzione: Twentieth Century Fox

Durata: 90'

Origine: Usa, 2007

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