"SoloMetro" di Marco Cucurnia

I mondi che l’occhio di Cucurnia prova a fotografare: dove i giovani sono impauriti, i trentenni deboli e smarriti, e i cinquantenni distratti e lontani, sono microcosmi che lamentano una superficialità troppo televisiva, quasi bozzettistica, mai veramente marchiati dalla cattiveria e dal cinismo di tanti personaggi della gloriosa commedia italiana

Esordio dietro la macchina da presa per il trentenne genovese di nascita, ma romano d’adozione, Marco Cucurnia. Con l’aiuto di Michele Placido, produttore e attore, e il nome tutelare di Mario Monicelli, in un piccolo cameo, il giovane regista porta sullo schermo una sua storia dedicandola alla Capitale che lo ha accolto e proiettato nella carriera cinematografia. Lo sguardo omaggiante è rivolo ai padri della commedia italiana, lo stesso Monicelli, Scola, Salce, Risi, Age e Scarpelli, e tanti altri. Così SoloMetro intreccia le sue storie sullo sfondo delle pagine di un freepress distribuito nella metro. Un mosaico a cui danno vita Carla (Anna Valle) prostituta solitaria e triste contattata dal timido sceneggiatore Andrea (Pietro Sermonti) che si ritrova a doversela vedere con un cliente tanto facoltoso quanto volgare (Michele Placido) a cui ha rubato le carte di credito. La figlia di quest’ultimo è la vittima dello scherzo alla Totò messo in scena dallo spavaldo Giacomo (Augusto Fornari) e dal sosia per caso di un campione di motociclismo, in realtà timido ragazzo di provincia, Massimo (Simone Lupino). Sullo sfondo la pacanta indolenza della Roma metropolitana, pigra e sorniona di fronte al destino a volte cinico e a volte beffardo che si diverte a rivoltare la vita dei suoi protagonisti. Lodevole, ma Il gioco di incastri appare un po’ troppo debole, come i dialoghi tra i personaggi, dove la solo romanità “alla Sordi” del coatto Giacomo riesce, non sempre, a far sorridere. I mondi che l’occhio di Cucurnia prova a fotografare, microcosmi dove i giovani sono impauriti, i trentenni deboli e smarriti e i cinquantenni distratti e lontani, lamentano una superficialità troppo televisiva, quasi bozzettistica, mai veramente marchiati dalla cattiveria e dal cinismo di tanti personaggi della gloriosa commedia italiana. Quelli si in grado di descrivere l’italico carattere nazionale molto meglio di tanto inchiostro. La stessa Roma appare rinchiusa nella cornice della cartolina urbana, mai degnamente in risalto se non per le parole della voce fuori campo. Una vecchia signora lodata dal verbo, ma bistratta dal montaggio, quando invece molto del fascino e della forza di alcune maschere di Scola e Risi le devono gratitudine eterna.

 

 

Regia: Marco Cucurnia

Interpreti: Anna Valle, Pietro Sermonti, Michele Placido, Eleonora Giorgi, Augusto Fornari, Simone Lupi, Paolo Carneo, Mario Monicelli

Distribuzione: Istituto Luce

Durata: 84’

Origine: Italia, 2006

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