CINEMA - 1a Festa Internazionale di Roma - L'analcolica bionda fa impazzire il mondo... Incontro con Nicole Kidman e (forse) Steven Shainberg.
Nel cuore pulsante della città, ti accorgi dell'acustica adattata al cinema per un suono più direzionale, abbassando il livello di riverberazione perchè non vada troppo in "circolo". La Festa di Roma con Nicole Kidman parte sparata, come in una di quelle favole dove speri di andare dove non sei mai stato...

Entrando nel tempio romano della musica, nel cuore pulsante della città (è il refrain ossessivo ripetuto dai microfoni di Rai Sat Word), ti accorgi dell'acustica adattata al cinema per un suono più direzionale, abbassando il livello di riverberazione perchè non vada troppo in "circolo". Pensi allora a quanti desidererebbero non vedere mai violato questo luogo da assorbenti profanatori della "settima arte" senza il dono del "rimbalzo". Nicole Kidman, l'analcolica bionda che fa impazzire il mondo, ha presentato il film inaugurale della Festa, Fur, ritratto immaginario sulla grande fotografa statunitense Diane Arbus. Di questa grande artista, neanche l'ombra, neanche un clic sui mostri, su quell'aristocrazia del mondo dell'emarginazione, perché tutti attraversano la vita temendo esperienze traumatiche. I mostri alla festa non si sono visti, quelli che sono nati insieme al loro trauma e per questo hanno superato l'esame della vita. Allora tanto vale rifarsi alla nuova biografia di Patricia Bosworth, da pochi giorni in libreria (adiacente alle sale) per la Rizzoli, per poter trovare un'immagine degli emarginati. Troppo fiacco il film e troppo ghiotta l'occasione di poter parlare con la Kidman, per ben 45 minuti di domande e risposte, senza che il regista Steven Shainberg, potesse partecipare alla festa popolare. Neanche l'ombra dei "freak", ma lontani dalla sala sono rimasti anche i fricchettoni della critica, o almeno non si sono sentiti. Tanto che la De Tassis (tra le organizzatrici della festa) ha esortato il pubblico a rivolgere la parola anche al regista, relegato in un angolo, quasi al buio. È il trionfo della mondanità o il tonfo del cinema, se almeno avessimo potuto sentirne qualche flebile palpito. Era già morto prima che l'analcolica bionda guadagnasse il centro del palco e confidasse al pubblico i più reconditi segreti, proprio ciò che andava cercando Diane Arbus dai suoi modelli, prima di immortalarli. Testuali parole: " Non è stata una fotografia in particolare a farmi amare la Arbus. In realtà già conoscevo l'artista anche perché da tempo colleziono foto in bianco e nero... Amo Venezia ma amo anche Roma, soprattutto amo mangiare il pesce da "Rosetta". La Festa di Roma con la Kidman parte sparata, come in una di quelle favole dove speri di andare dove non sei mai stato...
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