CINEMA - 1a Festa Internazionale di Roma - "Cashback", di Sean Ellis (Extra)

La manipolazione della velocità del tempo è la vera protagonista del film; l'immagine viene rallentata, accelerata, variata di velocità, congelata nelle posizioni bellissime e grottesche dei personaggi nelle inquadrature, mentre il protagonista si muove come in una dimensione temporale diversa ma allo stesso tempo coesistente sulla scena

di Paola Dell'Uomo

Cosa si può fare per ingannare il tempo durante il turno notturno in un supermercato? Da questa domanda nacque l'idea al giovane Sean Ellis, quando nell'Aprile del 2003 chiese al direttore del Sainsbury's in Whitechapel di girare un breve corto nel suo supermercato. Su quel corto di 18 minuti, Ellis ha continuato a costruire qualcosa che è poi diventato il suo primo lungometraggio dopo tre anni e altri 20 giorni di girato.

Tutto ruota attorno a tre punti focali: l'idea di riuscire a manipolare il tempo, la contemplazione della bellezza e la voglia di scoprire il mistero dell'amore.

Questi sono i tre elementi attorno ai quali si focalizza la mente del protagonista Ben Willis, studente di arte, che, dopo essere stato lasciato dalla sua ragazza, inizia a soffrire di insonnia e che, per passare le notti, lavora in un supermercato, durante il turno notturno.

Questo è raccontato nei 20 minuti che hanno costituito il fulcro del lungometraggio. Ellis ha riutilizzato quasi totalmente il materiale del corto, con la necessità di rigirare solo la prima parte, per necessità di riadattare il commento musicale che poco si legava con lo svolgimento del film.

In questi 20 minuti il protagonista immagina di riuscire a fermare gli attimi, a cogliere la bellezza in ogni singolo persona, lì immobile, mentre lui la osserva, la studia, la spoglia, la disegna, cogliendo la vera essenza della perfezione della bellezza.

Intorno a lui ruotano un gruppo di strampalati colleghi, capi, amici, figure di varia umanità, con la caratterizzazione tipica del cinema Britannico.

Lo stesso Ellios ha riconosciuto una certa fortuna nella scelta del cast, riuscita in ogni singolo personaggio.

E tutto il gruppo funziona come il vortice che ruota intorno a quei momenti di assoluto immobilismo, quando il protagonista attraverso il campo, come camminasse dentro un quadro, una fotografia, entrando nella tridimensionalità della scena, lui unica forma vivente in un mondo congelato.

La provenienza dell'autore dal mondo della fotografia per la moda si scopre nella composizione della scena, nell'illuminazione delle figure immobili, come splendide modelle fissate in una fotografia, mentre il protagonista le osserva come se stessero posando per lui.

Il concetto di una fuggevole idea della bellezza, inseparabilmente legata all'idea della possibilità di manipolare il tempo, spiega l'autore, era il corpo del testo del corto, a cui poi Ellis ha voluto dare un storia, un primo ed un dopo, un racconto del trascorso del protagonista e il punto finale a cui lo porta.

Così, attraversando il tempo, Ben racconta la sua infanzia ed i momenti che lo hanno portato a scoprire l'assoluta bellezza nel corpo femminile.

Sarà poi la ricerca della bellezza e, attraverso questa, del vero significato dell'amore che lo porterà forse a risolvere la sua insonnia.

La manipolazione della velocità del tempo è la vera protagonista del film; l'immagine viene rallentata, accelerata, variata di velocità, congelata nelle posizioni bellissime e grottesche dei personaggi nelle inquadrature, mentre il protagonista si muove come in una dimensione temporale diversa  ma allo stesso tempo coesistente sulla scena.

Ci si rende conto che effettivamente tutto il film rimane ancorato al corto e, mentre il percorso per arrivare a quei momenti trova una sua funzione nel percorso narrativo, forse il finale forza un po' l'equilibrio del racconto filmico. 

 

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