CINEMA - 1a Festa Internazionale di Roma - "MirrorMask", di Dave McKean (New Cinema Network)
Frutto della collaborazione tra artisti provenienti dall'illustrazione, dal fumetto, dalla letteratura e dal cinema, un film che rinnova ed esalta le qualità fantastiche dell'immagine in movimento, ponendosi come allegoria del bisogno di sognare e come affascinante oggetto avanguardistico, ma anche retrò

Un film "per famiglie", nell'intenzione dei suoi autori, un progetto a budget ridotto, ma capace di esaltare al contempo le possibilità fantastiche insite nel cinema: MirrorMask è un film mimetico, che sfrutta strategie narrative e personalità artistiche di differente estrazione per produrre un universo coerente, ma nello stesso tempo astratto e inafferrabile. A scorrerne il cast tecnico c'è già di che sgranare gli occhi: la regia vede esordire nel lungometraggio il celebre illustratore Dave McKean, cui dobbiamo graphic-novel dall'immaginario dark, capaci di esteriorizzare le angosce dei protagonisti, come lo splendido "Batman Arkham Asylum" (1989); a lui si affianca l'amico (qui sceneggiatore) Neil Gaiman, romanziere e creatore del celebre fumetto "Sandman", mentre l'idea alla base dell'intero progetto è di Lisa Henson, figlia del grande e compianto Jim, creatore del Muppet Show e di capolavori del fantasy cinematografico come Dark Crystal (1982) e Labirynth (1986).

Capacità mimetica, dunque, quella che permette a una fiaba di esplodere in un caleidoscopio di immagini e situazioni surreali che ossequiano tanta storia del fantasy, soprattutto quello europeo: da "Alice nel paese delle meraviglie" di Lewis Carroll alla "Storia infinita" di Michael Ende, i modelli possibili sono molteplici per un viaggio che vede protagonista Helena, figlia ribelle di un'artista circense prossima a un'operazione chirurgica molto delicata, unica speranza per una vita che sembra volerla abbandonare all'improvviso. Durante la lunga notte dell'attesa per il destino della madre, Helena si ritrova in un universo fantastico, dove la Regina Bianca è caduta in un sonno profondo e tutto rischia di essere invaso dalle ombre della Regina Nera, a meno che qualcuno non ritrovi un mistico amuleto, la "Maschera Specchio", in grado di ristabilire l'equilibrio delle parti. Un po' come il Bastian del già citato "La storia infinita", Helena vive un'avventura che riflette i suoi timori per la possibile perdita della madre, ma al contempo permette a un sogno di continuare a esistere, e agli abitanti dell'altrodove di affascinarla e farla meravigliare, lei che da tempo ha iniziato a odiare l'ambiente circense e la sua capacità mitopoietica. Il mondo parallelo è dunque un universo generato dal desiderio di immaginazione perseguito dalla genitrice per tutta la vita, ora destinato a passare alla figlia, ed appare come il fulcro di un progetto teorico che ossequia i meccanismi stessi della creazione, pane per i denti di McKean/Gaiman/Henson.

Rispetto a film come Labyrinth, però, l'immagine è stavolta ammantata dalla leggerezza evanescente tipica degli effetti digitali e in questo modo la stessa fisicità circense, più che rimandare al più ovvio ascendente felliniano, sembra vicina maggiormente al Nichetti di Luna e l'altra, al suo ricordarci che l'origine dell'immagine in movimento è data dal muoversi di ombre, le cui forme si plasmano in un continuo processo di mimesi, trasformazione e ricomposizione. In questo senso l'esubero di effetti digitali ancora una volta finisce per porsi come idea di ritorno alle origini del cinema stesso, poiché dona alle inquadrature una qualità "melièsiana" che cerca di stazionare a metà strada fra l'artificio illusionistico (la cui natura posticcia è dunque evidente e richiede la fiducia dello spettatore) e la sofisticazione dell'effetto più avanzato, che dunque risulti credibile e realistico, pur nei suoi presupposti fantastici. Questa comunanza di opposti permette al film di risultare avanguardistico eppure retrò, alfiere di un fantasy che espande le possibilità immaginifiche del cinema, ma capace anche di meravigliare un pubblico che è cresciuto nel genere, o che non vi si è ancora accostato, ma comunque non lo dimenticherà facilmente. Gli altri lo ritengano pure un irritante esercizio di stile. L'uscita italiana è prevista direttamente in DVD per la fine di novembre.
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