CINEMA - 1a Festa Internazionale del Cinema - "Tornerò presto a vestire i panni di Indiana Jones". Incontro con Harrison Ford.

Alla Festa Internazionale di Roma, Harrison Ford ha incontrato il pubblico e la stampa, nella Sala Petrassi, per presenziare al premio "Patricia McQueeney Award", riservato al miglior agente cinematografico. Il premio è stato assegnato, all'agente dello stesso attore americano, Jim Berkus, fondatore dell'UTA (United Talent Agency)

Alla Festa Internazionale di Roma, Harrison Ford ha incontrato il pubblico e la stampa, nella sala Petrassi dell'Auditorium per presenziare al premio "Patricia McQueeney Award", riservato al miglior agente cinematografico. Il premio è stato assegnato, all'agente dello stesso attore americano, Jim Berkus, fondatore dell'UTA (United Talent Agency). "Un buon agente è colui che permette all'attore di esprimere le proprie capacità ma soprattutto le proprie ambizioni". Per Harrison Ford è questo il segreto dell'agente cinematografico, del manager; per Ford è questo che per più di trent'anni ha rappresentato Patricia McQueeney, celebre agente d'attori scomparsa lo scorso anno e oggi celebrata dalla Festa del Cinema con un premio a suo nome. "Ogni attore ha un rapporto unico con il suo manager - ha affermato Ford durante la conferenza- Io e Pat avevamo un rapporto così stretto che ci lasciava liberi di esprimere qualsiasi opinione. Un rapporto di scambio costante. Pat era una donna precisa, rigorosa, onesta. Il nostro dialogo lavorativo e personale si basava sullo scambio di consigli. Avevo trent'anni quando conobbi Pat, arrivavo in California e volevo ottenere un contratto da 150 dollari al giorno con la Columbia Pictures. In questo mi aiutò Pat, anche lei agli inizi, ma con molta più classe di noi. Quello che spesso manca all'attore, anche dopo tanti anni di esperienza, è proprio la capacità di fare della propria arte un business, ma anche di relazionarsi con le case di produzione e con tutte le persone che lavorano nel cinema". Sui prossimi impegni lavorativi Ford ha le idee chiare: "Tornerò presto a vestire i panni di Indiana Jones, il quarto episodio della saga. Stiamo lavorando ancora alla sceneggiatura, nella quale abbiamo tenuto naturalmente conto del tempo. Quello che è passato soprattutto per me. Sono felice di tornare a lavorare con Steven Spielberg e George Lucas. Il teatro? Sono passati quarant'anni dall'ultima volta che ho calcato un palco. Oggi non lo rifarei. Quello si che è un vero lavoro, devi svegliarti tutti i giorni alla stessa ora, andare nello stesso luogo, lavorare con le stesse persone. Se ho mai pensato di lavorare come regista? Assolutamente no. È un mestiere troppo difficile ed impegnativo". "Continuo ad amare il cinema e il suo grande potere emozionale. Ogni volta che si sceglie di andare con degli sconosciuti a rinchiudersi in una sala buia per vivere tutti insieme un'esperienza analoga si verifica un piccolo miracolo. Il cinema italiano? Lo conosco poco. L'attrice più sexy del mondo? Calista Flockhart". Sua moglie, naturalmente. ''L'Oscar? Quello che conta sono i soldi, ovvero quanto un film ha successo al botteghino, non i premi. E' possibile che non abbia mai preso l'Oscar perche' i miei film lasciano piu' spazio alla storia che alla singola interpretazione. A me interessa che il film sia buono nel suo complesso, non avere il mio momento di gloria''.

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