CINEMA. 1a Festa Internazionale di Roma - "Mille miglia...lontano", di Zhang Yimou (Extra)

Poteva essere un vibrante film sul perdono. Invece è soltanto un freddo teorema sui sentimenti girato con quella pomposità ancora più evidente in quanto nascosta nei silenzi Il film esibisce quindi la sua autorialità. Come se si mettesse in posa davanti a una vetrina. Peccato, perché ultimamente il cinema di Zhang Yimou non ne aveva proprio bisogno.

È piuttosto sintomatico che il cinema di Zhang Yimou denoti i segni di stanchezza proprio nel momento in cui si approccia al versante più realistico e intimo. A metà tra il Giappone e la Cina, tra due spazi separati del primo paese (un villaggio di pescatori) e Tokyo e la provincia dello Yunnan del secondo in cui la vita e l'arte entrano a diretto contatto. Al centro della vicenda del regista cinese c'è Takata Gou-ichi che, dal villaggio della costa nord-orientale del Giappone prende il treno che lo conduce a Tokyo. La nuora Rie lo ha chiamato per dirgli che il figlio Ken-ichi è gravemente malato; è stato infatti ricoverato per un cancro al fegato. Questi però si rifiuta di vedere il padre. L'uomo ha l'animo a pezzi. Rie gli consegna comunque buna videocassetta che può permettere a Takata Gou-ichi di conoscere meglio suo figlio. Dal filmato l'uomo scopre così che Ken-ichi era appassionato di un particolare dramma cinese antico circa 1000 anni e che era arrivato fino alla Cina meridionale (provincia dello Yunnan) per vedere le rappresentazioni del famoso attore Li Jamin. Quell'anno però l'interprete non si era potuto esibire. Il padre allora arriva in quel luogo nella speranza di trovare Li Jamin e di riprendere la rappresentazione su un nastro da mostrare al figlio agonizzante.

Mille miglia...lontano è un film di spostamenti, di superamenti di barriere, geografiche e umane. Il viaggio di Takata Gou-ichi - interpretato da Takakura Ken, leggenda del cinema giapponese che ha lavorato anche in Yakuza di Pollack e Black Rain di Ridley Scott - sembra riprendere quello della moglie del contadino incinta che arriva fino a Pechino per chiedere giustizia di La storia di Qiu Ju o della supplente che da uno sperduto paesino va in città per recuperare un allievo che ha deciso di abbandonare la scuola per cercare un lavoro in Non uno di meno. Quello di Zhang Yimou è anora un percorso sentimentale (senza però avere, minimamente, l'impatto emotivo di La strada verso casa) e all'interno della burocrazia dello stato cinese, evidente nei tentativi di Takata Gou-ichi di mettersi in contatto con Li Jamin, visto che l'attore è stato arrestato e si trovain prigione. Il film è però trattenuto nelle tonalità grigie e riporta alla luce del cinema più accademico del cineasta cinese. Quello di Mille miglia...lontano appare quasi un apologo sulla distanza: la non-comunicazione tra padre e figlio, il consistente distacco spaziale in cui Yimou riprende quell'antinomia città-campagna. Poteva essere un vibrante film sul perdono. Invece è soltanto un freddo teorema sui sentimenti girato con quella pomposità ancora più evidente in quanto nascosta nei silenzi che sembrava svanita nei due straordinari wuxia (Hero e La foresta dei pugnali volanti) nel riprendere le forme d'arte tradizionali cinesi e con cadute visive di cattivo gusto come, per esempio, la scena in cui il padre si trova in ospedale e sente di essere rifiutato dopo aver ascoltato una conversazione del figlio con la moglie. Mille miglia...lontano esibisce quindi la sua autorialità. Come se si mettesse in posa davanti a una vetrina. Peccato, perché ultimamente il cinema di Zhang Yimou non ne aveva proprio bisogno.

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf  
"Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata
"Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
Diretta da David Gordon Green