Mangiare, bere, vivere, morire: Tsai Ming-Liang, "Che ora è laggiù?"
Lanciando mille volte una moneta, Tsai Ming-Liang compone i Ching per il suo cinema, divinando per l'uomo un futuro fatto di incertezze, di instabilità, di mutevolezza.
Spuntini consumati nella solitudine di un albergo. Cene improvvise a notte fonda. Pasti ingoiati di fretta nello squallore di un parcheggio, chiusi in macchina. Il corpo umano ha continuo bisogno di alimentare il proprio motore; la mente umana, di alimentare i propri desideri con la speranza. La speranza di trovare un amore, di poter incontrare di nuovo qualcuno che non c'è più, la speranza che l'impossibile accada, che il tempo torni indietro, che uno sguardo valga per una vita o che una vita valga per uno sguardo.
Sul suo cammino fatto di metafore, di parallelismi, Tsai Ming-Liang esibisce un amore tutto orientale per le opposte simmetrie, per lo yin e yang delle situazioni. Lanciando mille volte una moneta, Tsai Ming-Liang compone i Ching per il suo cinema, divinando per l'uomo un futuro fatto di incertezze, di instabilità, di mutevolezza. Testa: la morte è invincibile. Croce: possiamo reincarnarci in un insetto. Testa: l'amore nasce da eventi inattesi. Croce: nessun evento è veramente inatteso. Testa: se metto indietro gli orologi di sette ore, da Taipei mi troverò a Parigi. Croce: se mi trovo a Parigi, il mio cuore continuerà a battere a Taipei.
Le armonie, le assonanze di immagini - visive, metaforiche - che costituiscono il cuore di questo fare cinema, ricordano gli equilibri delle rime nella poesia classica; come un poeta, Tsai Ming-Liang non ha bisogno di mettere molte frasi nella bocca dei suoi (pochi) personaggi. Anzi, spesso non è necessaria alcuna parola: l'inquadratura regnerà incontrastata, la luce le farà da corona, la successione delle immagini rappresenterà lo scettro del potere evocativo del cinema.
Mangiare, bere, vivere, morire. Tanti spiriti attraversano questo film: quello dei morti che vogliono tornare, quello della vita che vuole trionfare, quello dell'amore che vuole possedere; perfino quello umoristico, lo "spirito" per antonomasia - anche se così sottile da passare quasi inosservato (in particolare nella scena della madre, che scambia il ritardo di sette ore dell'orologio da parete per un messaggio soprannaturale, da parte del marito defunto).
Equilibri, armonie. Specchi che si riflettono. Cerchi che si chiudono.
Regia: Tsai Ming-Liang
Sceneggiatura originale: Tsai Ming-Liang, con la collaborazione di Yang Pi-Ying
Fotografia: Benoit Delhomme
Montaggio: Chen Sheng-Chang
Suono: Du Tuu-Chih, Tang Hsiang-Chu
Scenografia: Yip Kam Tim
Interpreti: Lee Kang-Sheng (Hsiao Kang), Chen Shiang-Chyi (Shiang-Chyi), Miao Tien (padre di Hsiao), Lu Yi-Ching (madre di Hsiao), Jean-Pierre Leaud (uomo al cimitero)
Produzione: Arena Films
Distribuzione: Istituto Luce
Origine: Taiwan/Francia - 2001
Durata: 1h 56'
Sul suo cammino fatto di metafore, di parallelismi, Tsai Ming-Liang esibisce un amore tutto orientale per le opposte simmetrie, per lo yin e yang delle situazioni. Lanciando mille volte una moneta, Tsai Ming-Liang compone i Ching per il suo cinema, divinando per l'uomo un futuro fatto di incertezze, di instabilità, di mutevolezza. Testa: la morte è invincibile. Croce: possiamo reincarnarci in un insetto. Testa: l'amore nasce da eventi inattesi. Croce: nessun evento è veramente inatteso. Testa: se metto indietro gli orologi di sette ore, da Taipei mi troverò a Parigi. Croce: se mi trovo a Parigi, il mio cuore continuerà a battere a Taipei.
Le armonie, le assonanze di immagini - visive, metaforiche - che costituiscono il cuore di questo fare cinema, ricordano gli equilibri delle rime nella poesia classica; come un poeta, Tsai Ming-Liang non ha bisogno di mettere molte frasi nella bocca dei suoi (pochi) personaggi. Anzi, spesso non è necessaria alcuna parola: l'inquadratura regnerà incontrastata, la luce le farà da corona, la successione delle immagini rappresenterà lo scettro del potere evocativo del cinema.
Mangiare, bere, vivere, morire. Tanti spiriti attraversano questo film: quello dei morti che vogliono tornare, quello della vita che vuole trionfare, quello dell'amore che vuole possedere; perfino quello umoristico, lo "spirito" per antonomasia - anche se così sottile da passare quasi inosservato (in particolare nella scena della madre, che scambia il ritardo di sette ore dell'orologio da parete per un messaggio soprannaturale, da parte del marito defunto).
Equilibri, armonie. Specchi che si riflettono. Cerchi che si chiudono.
Regia: Tsai Ming-Liang
Sceneggiatura originale: Tsai Ming-Liang, con la collaborazione di Yang Pi-Ying
Fotografia: Benoit Delhomme
Montaggio: Chen Sheng-Chang
Suono: Du Tuu-Chih, Tang Hsiang-Chu
Scenografia: Yip Kam Tim
Interpreti: Lee Kang-Sheng (Hsiao Kang), Chen Shiang-Chyi (Shiang-Chyi), Miao Tien (padre di Hsiao), Lu Yi-Ching (madre di Hsiao), Jean-Pierre Leaud (uomo al cimitero)
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Durata: 1h 56'
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