UOMINI CONTRO. IL CINEMA DI FRANCESCO ROSI

Torino, Cinema Massimo, 14-30 gennaio 2009

Uomini contro. Il cinema di Francesco Rosi
Cinema Massimo, 14-30 gennaio 2009
 
PROGRAMMA DELLE PROIEZIONI
 
Francesco Rosi
La sfida
Italia 1958, 95’, b/n
Vito Polara, giovanotto napoletano di pochi scrupoli, è divorato dall'ambizione di arrivare ad ogni costo alla fortuna. Per qualche tempo si occupa di contrabbando di sigarette ma, avendo avuto modo di osservare l'andamento del mercato dei prodotti ortofrutticoli a Napoli, decide di inserirsi a forza nell'organizzazione camorristica che lo domina e lo sfrutta. Avuto in prestito del denaro, Vito costringe un contadino a vendergli i suoi prodotti, benché questi siano riservati in esclusiva al potente capo dell'organizzazione, Salvatore Aiello che, in un primo tempo, vorrebbe far pagare caro al giovane la sua audacia, ma poi acconsente ad accoglierlo nell'organizzazione. Inebriato dalla vittoria riportata, Vito crede di avere ormai in pugno la fortuna. Si fidanza con Assunta, acquista un appartamento lussuoso, si carica di debiti.
Sc.: F. Rosi, Suso Cecchi D’Amico, Enzo Provenzale; Fot.: Gianni Di Venanzo; Int.: José Suárez, Rosanna Schiaffino, Decimo Cristiani.
MER 14, h. 20.30, DOM 18, h. 18.30
 
Francesco Rosi
I magliari
Italia/Francia 1959, 107’, b/n
Mario Balducci, giovane operaio italiano, sta per lasciare Hannover, dove ha tentato invano di far fortuna, per tornare in Italia ma conosce per caso Totò, astuto trafficante romano che si è arricchito vendendo stoffe e tappeti, e si fa convincere a restare. Mario si mette a lavorare con Totò, poi entra al servizio di Raffaele, un intraprendente napoletano che ha organizzato su vasta scala, per mezzo di un gruppo di magliari, la vendita di stoffe in tutta la Germania Occidentale. Però Totò, che si vuol creare una posizione indipendente, convince i magliari e anche Mario a lasciare don Raffaele e a lavorare sotto i suoi ordini per conto di un certo Mayer, un ricco tedesco. I magliari si trasferiscono ad Amburgo e qui iniziano i guai: i napoletani hanno spodestato un gruppo di profughi polacchi che si vendicano degli intrusi sabotando la loro attività e rendendola difficile e pericolosa.
Sc.: F. Rosi, Suso Cecchi D’Amico, Giuseppe Patroni Griffi; Fot.: Gianni Di Venanzo; Int.: Alberto Sordi, Renato Salvatori, Belinda Lee.
MER 14, h. 22.15, LUN 19, h. 18.30
 
Francesco Rosi
Salvatore Giuliano
Italia 1961, 125’, b/n
Subito dopo la liberazione della Sicilia, Salvatore Giuliano, già fuorilegge per aver ucciso un carabiniere, costituisce una banda ed entra a far parte dell'esercito separatista, sostenendo conflitti a fuoco con soldati e carabinieri. Quando questo esercito viene sciolto, Giuliano rimane isolato con la sua banda ed è costretto a riprendere la sua attività di fuorilegge. Uno dei fatti più gravi di questa attività è costituito dall'episodio di Portella della Ginestra, nel quale numerosi uomini, donne e bambini furono uccisi dalla banda. A questo punto viene decisa dalle autorità una guerra senza quartiere contro Giuliano. Uno dopo l'altro cedono i capisaldi della sua difesa e la mattina del 5 luglio 1950 il suo corpo inanimato viene ritrovato nel cortile di una casa di Castel Vetrano. Ma la storia non è conclusa. Gaspare Pisciotta viene avvelenato in carcere e altri mafiosi che hanno compiuto con lui i misfatti sono colpiti da mani misteriose. Orso d’Argento per la miglior regia al Festival di Berlino del 1962.
Sc.: F. Rosi, Suso Cecchi D’Amico, Enzo Provenzale, Franco Solinas; Fot.: Gianni Di Venanzo; Int.: Pietro Cammarata, Salvo Randone, Nando Cicero.
VEN 16, h. 16.15, SAB 17, h. 20.15
 
Francesco Rosi
Il momento della verità
Italia/Spagna 1964, 110’, col.
Per fuggire la miseria della campagna, il giovane Miguel giunge a Barcellona, dove tenta i mestieri più diversi. Ha molta fretta di arricchirsi e scopre che l'unica maniera per farlo è quella di affrontare il rischio dell'arena. Comincia a frequentare una scuola e poi, con raccomandazioni e molto coraggio, affronta il primo toro in una corrida di paese. Un impresario nota le possibilità di Miguel e ne fa ben presto un torero affermato. Comincia così la corsa alla ricchezza: Miguel vuole guadagnare il più possibile senza risparmiarsi, e si sottopone ad una serie fitta e spossante di prove. Ormai ha raggiunto la celebrità e l'agiatezza e viene accolto nell'alta società. Miguel comincia a sentire il peso della stanchezza e del destino che ha voluto scegliersi; ma non gli sarà più possibile sottrarsi alla tragica conclusione della sua breve carriera, che verrà stroncata sanguinosamente nel mezzo d'una corrida. David di Donatello per la miglior regia nel 1965.
Sc.: F. Rosi; Fot.: Gianni Di Venanzo; Int.: Miguel Mateo, José Gómez Sevillano, Pedro Basauri.
VEN 16, h. 18.30
 
Francesco Rosi
Le mani sulla città
Italia 1963, 105’, b/n
Il crollo, con morti e feriti, di un palazzo in un vicolo di Napoli, provoca la denuncia del costruttore Eduardo Nottola, consigliere comunale di un partito di destra. Nei suoi confronti viene svolta un'inchiesta, ma non approda a nulla, anche se il costruttore ne esce irrimediabilmente compromesso agli occhi dell'opinione pubblica, fino al punto che i compagni del suo stesso partito lo pregano di ritirare la candidatura alle imminenti elezioni comunali. Ma Nottola è un uomo che conosce l'ambiente in cui si muove e sa bene che, perso il potere, un uomo come lui non conta più nulla. Perciò, proprio sotto le elezioni, passa, con quattro consiglieri suoi amici, nelle file del partito di centro provocando il rovesciamento della maggioranza in consiglio comunale e la sconfitta del suo partito d'origine. Ma l'odio dei suoi compagni cederà di fronte al pericolo di compromettere la realizzazione di un grandioso progetto edilizio in cui tutti hanno più o meno confessabili interessi. Leone d’oro a Venezia nel 1963.
Sc.: F. Rosi, Raffaele La Capria, Enzo Provenzale, Enzo Forcella; Fot.: Gianni Di Venanzo; Int.: Rod Steiger, Salvo Randone, Guido Alberti.
VEN 16, h. 20.30, DOM 18, h. 16.30
 
Francesco Rosi
Diario napoletano
Italia 1993, 86’, col.
In occasione di un dibattito sulla speculazione edilizia che si terrà alla Facoltà di Architettura di Napoli, viene proiettato il film-inchiesta Le mani sulla città di Francesco Rosi. Quasi trent'anni dopo, il regista decide di tornare a Napoli insieme ai suoi collaboratori per cercare di capire quanto sia cambiata la realtà metropolitana. Come se si trattasse di un diario, Rosi ripercorre le vie della città osservandone il degrado, la criminalità giovanile e le terribili conseguenze del mercato della droga, visibili in ogni punto di Napoli. La città è molto cambiata e forse, è diventata più insidiosa e cattiva, ma c'è ancora posto per la speranza di poter restituire alla città un volto civile facendola tornare uno dei luoghi più belli del mondo.
Sc.: F. Rosi, Raffaele La Capria; Fot.: Pasqualino De Santis; Int.: F. Rosi, Simona Caramelli, Pietro Buontempo.
VEN 16, h. 22.30 -
Il film sarà preceduto dalla proiezione di Napoli, episodio diretto da Rosi nell’ambito del film collettivo Dodici registi per dodici città (Italia 1989, 8’, col.)
 
Francesco Rosi
Uomini contro
Italia/Jugoslavia 1970, 101’, col.
Copia ristampata da Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e Museo Nazionale del Cinema
Nel corso della prima guerra mondiale, i soldati del generale Leone, dopo aver conquistato una cima considerata strategicamente indispensabile, ricevono l'ordine di abbandonarla. Poi l'ordine cambia: occorre che la cima venga di nuovo tolta al nemico. Gli austriaci, però, vi si sono saldamente insediati e la difendono accanitamente con due mitragliatrici. Gli inutili assalti, nemmeno protetti dall'artiglieria, si susseguono provocando ogni volta una strage tra gli attaccanti. Stanchi di essere mandati al massacro, una parte dei soldati inscena una protesta, ma il generale Leone ordina di punirli con la decimazione. Costretti ad uccidere o ad essere uccisi da uomini come loro, i soldati chiedono aiuto a due ufficiali di cui si fidano, ma gli ordini superiori non possono essere contraddetti.
Sc.: Raffaele La Capria, F. Rosi, Tonino Guerra; Fot.: Pasqualino De Santis; Int.: Gian Maria Volonté, Alain Cuny, Mark Frechette.
SAB 17, h. 16.00, DOM 18, h. 20.30
 
Francesco Rosi
C’era una volta
Italia/Francia 1967, 115’, col.
Rodrigo, un principe spagnolo restio a sposarsi, incontra casualmente una bella e fiera contadina, Isabella, da cui si fa preparare sette gnocchi. Poco prima, infatti, frate Giuseppe da Copertino aveva consigliato al principe di sposare la ragazza che gli avesse preparato e fatto mangiare sette gnocchi. Ma Isabella ne mangia uno e la profezia del frate non si avvera immediatamente. Passerà un po' di tempo, durante il quale Isabella, fatta rinchiudere per punizione in una botte, riuscirà a fuggire e a introdursi nella reggia come sguattera. Qui Rodrigo finalmente la ritrova, e, dovendo scegliere una moglie, impone una prova di abilità illudendosi così di facilitare Isabella. Le cose vanno diversamente e i due dovranno aspettare prima di potersi sposare.
Sc.: F. Rosi, Giuseppe Patroni Griffi, Raffaele La Capria, Tonino Guerra; Fot.: Pasqualino De Santis; Int.: Sophia Loren, Omar Sharif, Dolores Del Rio.
SAB 17, h. 18.00, DOM 18, h. 22.30
 
Francesco Rosi
Tre fratelli
Italia/Francia 1981, 113’, col.
Un vecchio contadino, Donato Giuranna, dopo la morte di sua moglie è rimasto solo nella sua masseria delle Murge. Sceso in paese, telegrafa ai tre figli il grave lutto che li ha colpiti. Raffaele ha cinquant’anni, è giudice a Roma, coinvolto nei processi ai terroristi; Nicola, quarantenne, è assistente in un riformatorio di Napoli, mentre Rocco, che ha trent’anni anni, è operaio a Torino, separato dalla moglie, con una bambina, Marta, che lo accompagnerà nel lungo viaggio in auto. I tre fratelli si incontrano nella casa paterna e confrontando, in accese discussioni, le loro idee socio-politiche. Dopo una notte di discussioni, di sogni, di incubi, la mattina si svolgono i funerali. L'incontro tra i tre fratelli è finito. Ritorneranno alle loro città e alle loro angosce quotidiane; mentre il vecchio padre rimarrà nella casa, solo con il ricordo della persona più cara, la moglie, di cui conserva la fede.
Sc.: Tonino Guerra, F. Rosi; Fot.: Pasqualino De Santis; Int.: Philippe Noiret, Michele Placido, Vittorio Mezzogiorno.
SAB 17, h. 22.30, LUN 19, h. 16.30
 
Francesco Rosi
Il caso Mattei
Italia 1972, 116’, col.
Copia conservata da Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale
Nominato, nell'immediato dopoguerra, a capo dell'Agip, l'ente petrolifero creato dal fascismo, con il compito di liquidarlo, il marchigiano Enrico Mattei decide invece di tenerlo in vita. La sua decisione è dovuta al ritrovamento di una relazione che afferma che la Val Padana nasconde importanti risorse energetiche. Riprese le trivellazioni, l'Agip trova soprattutto metano. Questo gas consentirà di fornire all'industria energia a basso prezzo. Per Mattei è il punto di partenza per la creazione di un centro di potere, al servizio dello Stato e degli italiani, che gli darà modo di impostare su nuove basi i rapporti con i Paesi produttori di petrolio. La sua politica, sorretta da giuste intuizioni, provocherà la rabbiosa reazione degli interessi da lui colpiti. Che siano stati proprio questi a decretare la morte di Mattei, è l'interrogativo che pesa sulla sua fine, avvenuta nel 1962, quando il aereo personale precipitò nelle campagne a pochi chilometri da Milano.
Sc.: F. Rosi, Tonino Guerra, Nerio Minuzzo, Tito De Stefano; Fot.: Pasqualino De Santis; Int.: Gian Maria Volonté, Luigi Squarzina, Franco Graziosi.
SAB 24, h. 16.00, DOM 25, h. 20.20
 
Francesco Rosi
Cadaveri eccellenti
Italia/Francia 1976, 127’, col.
In una regione del Sud, vengono uccisi tre magistrati. Ad indagare sui tre delitti viene incaricato l'ispettore Rogas che, scartate le ipotesi di una vendetta mafiosa, ritiene che l'omicida sia un farmacista ingiustamente condannato per un presunto tentativo di avvelenamento, ed ora scomparso. Quando, però, il misterioso assassino comincia a uccidere i magistrati della capitale, il capo della polizia impone a Rogas di indirizzare le indagini verso i gruppi di estrema sinistra, e non più da solo, ma agli ordini di un commissario della squadra politica. Ormai convinto che quei delitti facciano parte di un piano eversivo, Rogas continua per la sua strada, finché raggiunge le prove del complotto. Ne informa il segretario del partito comunista, al quale ha dato appuntamento in un museo: ma un killer appostato sul luogo li uccide entrambi.
Sc.: F. Rosi, Tonino Guerra, Lino Jannuzzi; Fot.: Pasqualino De Santis; Int.: Lino Ventura, Tino Carraro, Max Von Sydow.
SAB 24, h. 18.10, DOM 25, h. 22.30
 
Francesco Rosi
Cristo si è fermato a Eboli
Italia/Francia 1979, 160’, col.
Copia restaurata da Museo Nazionale del Cinema
Nel 1935, il medico-pittore torinese Carlo Levi, condannato al confino dalla dittatura fascista, scortato da due carabinieri, scende dal treno alla stazione di Eboli: “Cristo si è davvero fermato a Eboli, dove la strada e il treno abbandonano la costa di Salerno e il mare, e si addentrano nelle desolate terre di Lucania. Cristo non è mai arrivato qui, né vi è arrivato il tempo, né l'anima individuale, né la speranza, né il legame tra le cause e gli effetti, la ragione e la Storia”. Il viaggio prosegue in pullman e quindi in automobile. Raggiunto Gagliano, Carlo inizia a fare piccole passeggiate giornaliere in compagnia del cane Barone e lentamente entra in contatto con la popolazione che finisce per imporre, tanto a lui quanto al podestà fascista, di esercitare la professione di medico.
Sc.: F. Rosi, Tonino Guerra, Raffaele La Capria, dal libro di Carlo Levi; Fot.: Pasqualino De Santis; Int.: Gian Maria Volonté, Alain Cuny, Lea Massari.
DOM 25, h. 16.30
 
Francesco Rosi
Lucky Luciano
Italia/Francia/Usa 1974, 105’, col.
Copia conservata da Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale
Salvatore Lucania, alias Lucky Luciano, è l'indiscusso capo della malavita italoamericana sin dal 1931, quando prende il potere mediante l'eliminazione di una quarantina di avversari. Nel 1946, il governatore Thomas E. Denwey - che nove anni prima lo aveva condannato in veste di giudice - lo spedisce in Italia come persona "indesiderabile". Da quel giorno Lucky vive a Napoli una vita apparentemente tranquilla e ineccepibile. Eppure voci sempre ricorrenti lo accusano di essere l'ispiratore del traffico internazionale della droga. Charles Siragusa, capo dell'Ufficio Europeo del Narcotic Bureau, tenta invano di smascherarlo. In un dibattito alle Nazioni Unite, si scontrano, a causa di Luciano, l'inquisitore Henry J. Anslinger e il delegato italiano. Pressata dall'opinione pubblica internazionale, la Guardia di Finanza sottopone Luciano a pedinamenti, perquisizioni e interrogatori. Ma a nessuno il misterioso "boss dei boss" concede la soddisfazione di reperire una sola prova contro di lui. Lucky Luciano muore di infarto all'aeroporto di Napoli, portando il proprio segreto nella tomba.
Sc.: F. Rosi, Lino Jannuzzi, Tonino Guerra; Fot.: Pasqualino De Santis; Int.: Gian Maria Volonté, Rod Steiger, Charles Siragusa.
LUN 26, h. 20.30, MER 28, h. 16.30
 
Francesco Rosi
Dimenticare Palermo
Italia/Francia 1990, 100’, col.
Carmine Bonavia, uno spregiudicato uomo politico di New York, figlio di un immigrato siciliano e candidato alla carica di sindaco, accetta il consiglio della giornalista Gianna di incentrare la sua campagna elettorale non più in favore della realizzazione di centri sociali per il recupero di tossicodipendenti ma per la liberalizzazione della droga. Pertanto, dopo essersi sposato con l'avvenente Carrie, si reca a Palermo in viaggio di nozze per conoscere la città di suo padre. In Carmine si risvegliano i sopiti istinti della gelosia durante la festa di Santa Rosalia, quando un giovane venditore di rari gelsomini offre gratuitamente a Carrie i suoi fiori. Rintracciato il fioraio, dopo svariati tentativi stranamente ostacolati, Carmine affronta il giovane che nella colluttazione rimane misteriosamente accoltellato. Accusato di omicidio, viene scagionato per l'intervento della mafia locale che, come contropartita, gli chiede di non sostenere la liberalizzazione della droga.
Sc.: F. Rosi, Gore Vidal, Tonino Guerra; Fot.: Pasqualino De Santis; Int.: James Belushi, Mimi Rogers, Vittorio Gassman.
LUN 26, h. 22.30, MER 28, h. 18.30
 
Francesco Rosi
Carmen
Italia/Francia 1984, 152’, col., v.o. sott.it.
In un piccolo paese spagnolo irrompe Carmen, sensuale e scatenata gitana, che inizia a cantare e danzare. Il brigadiere don José ne rimane affascinato e non riesce a distoglierne lo sguardo, anche dinanzi alla giovane Micaèla, che arriva dal suo villaggio per portargli i saluti ed il bacio della madre, che desidera che Don José diventi suo genero. Quando Carmen e un’altra donna iniziano a litigare, don José deve intervenire arrestando Carmen. Ma la donna lo ha ormai sedotto e i due fuggono insieme sulle montagne, dove don José, tra contrabbandieri e gitane, diventa un fuorilegge. L'arrivo del celebre torero Escamillo, però, cambia ogni cosa, perché Carmen si infatua di lui e don José rimane solo con la sua gelosia. Sei David di Donatello tra cui regia, film, fotografia, scenografia, montaggio.
Sc.: F. Rosi, Tonino Guerra; Fot.: Pasqualino De Santis; Int.: Julia Migenes-Johnson, Placido Domingo, Ruggero Raimondi.
MAR 27, h. 16.30, MER 28, h. 20.45
 
Francesco Rosi
La tregua
Italia/Francia 1996, 125’, col.
Subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, un gruppo di deportati viene liberato dai russi dal lager di Auschwitz. Ci sono polacchi, cechi, francesi e anche italiani. Per un po' tutti rimangono uniti, poi gli italiani si affidano a un connazionale e cercano di trovare il modo per tornare a casa. Comincia così un viaggio pieno di difficoltà affrontato nelle condizioni più disperate. Nel gruppo c'è Primo, che continua a rivivere dentro di sé gli orrori del lager e quasi non riesce più a pensare ad una vita diversa. Ci sono Cesare, molto estroverso, e Daniele, Ferrari, Unverdorben, D'Agata. Insieme attraversano l'Europa centrale, ora a piedi ora sui treni di fortuna, talvolta pensando di aver trovato la strada giusta, altre in preda allo sconforto. In rapidi flashback riaffiorano i ricordi del lager e Primo a contatto con una realtà che si riapre alla vita, sente quasi la colpa di essere sopravvissuto.
Sc.: F. Rosi, Sandro Petraglia, Stefano Rulli, dal libro di Primo Levi; Fot.: Pasqualino De Santis, Marco Pontecorvo; Int.: John Turturro, Massimo Ghini, Stefano Dionisi.
MAR 27, h. 20.15, VEN 30, h. 16.15
 
Francesco Rosi
Cronaca di una morte annunciata
Italia/Francia/Colombia 1987, 109’, col.
Il maturo dottor Cristof Bedoya torna dopo molti anni al villaggio della Colombia, dove è stato richiamato a dirigerne l'ospedale. L'assalgono i ricordi della giovinezza, quando il ventunenne amico Santiago Nasar, rampollo di una famiglia benestante del paese, venne ucciso a coltellate dai fratelli Vicario, per vendicare l'onore della loro sorella Angela. La ragazza, infatti, fu ripudiata subito dopo le nozze dal marito Bayardo San Roman perché non illibata. All’epoca si disse che fu proprio Santiago il colpevole del suo disonore. Nessuna prova concreta delle presunte responsabilità di Santiago affiorarono alle ostinate ricerche dell’amico, che ora fa ritorno in quel luogo dove ritrova Angela che non ha smesso di essere fedele al marito.
Sc.: F. Rosi, Tonino Guerra, dal romanzo di Garbiel García Márquez; Fot.: Pasqualino De Santis; Int.: Gian Maria Volonté, Rupert Everett, Ornella Muti, Anthony Delon.
MAR 27, h. 22.30, VEN 30, h. 18.30
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