SAN SEBASTIAN 57 - " Ho cercato di mostrare la solitudine e il disorientamento di una donna, ho voluto raccontare la sua lotta per ritrovare la libertà". Intervista a François Ozon
“Il mio cinema è un’esplorazione dell’identità. L’identità spesso non è ben definita, è sfuggente e in bilico. Nel caso di Le refuge ho voluto mostrare la solitudine e il disorientamento di una donna, Mousse, ho voluto raccontare la sua lotta per trovare una strada per essere libera”. François Ozon parla del suo film, in concorso al festival basco
In Le refuge ci sono due protagonisti, due personaggi, Mousse e Paul, diversi eppure simili. Entrambi si sono persi, entrambi soffrono una mancanza, una perdita. E alla fine entrambi trovano una strada, Paul riesce ad andare avanti, mentre Mousse sembra continuare a perdersi...
Credo che il film si chiuda con un happy end. Alla fine per entrambi si trova una soluzione. Quest’uomo, Paul, che come Mousse è disorientato, trova un modo per ricostruire i suoi rapporti familiari, molto difficili perchè è stato adottato. Mousse riesce invece a trovare una grande lucidità. Si rende conto di non esser ancora pronta a diventare madre, ma sa che un giorno lo sarà. E allora tornerà indietro. Ho cercato di mostrare il raggiungimento di questa lucidità, di raccontare la storia una donna che ritrova la sua libertà, senza però giudicarla. Non ho voluto dire: “Mousse non è una brava madre”. Semplicemente Mousse non è madre, la gravidanza è solo un momento di passaggio necessario per andare avanti.
Nel relazionarsi con Paul, Mousse all’inizio si ritrae, cerca di sottrarsi alla vicinanza, e poi inizia a desiderare la presenza di quest’uomo...
Mousse non sa bene dove sta andando. Vive contemporaneamente diverse emozioni. All’inizio è arrabbiata con quest’uomo perchè è un intruso nella sua intimità. Ma dopo capisce di essere interessata, di vedere in lui il suo amore morto , che è il fratello di Paul. E’ eccitata e ha sentimenti confusi. Amo il fatto che Mousse continui a tentennare, perchè questa è la vita.
C’è una grande differenza tra come Mousse e Paul si relazionano con i loro corpi. Mousse sembra non accettarsi, non accettare il suo corpo trasformato dalla gravidanza. Mentre Paul è ancora capace di condividere con gli altri la sua bellezza...
E’ molto importante per me mostrare i corpi dei miei attori, spesso li riprendo nudi. Si possono esprimere molto cose attraverso il corpo. Non c’è più bisogno dei dialoghi, si dice molto di più con il linguaggio del corpo. Ad esempio da come Mousse cammina o tocca la sua pancia si capiscono molte cose. Credo che Paul non abbia piena coscienza della sua bellezza, è ingenuo e innocente, è molto bello ma non ha il comportamento di chi sa di essere “bello”. E’ per questo che ho scelto Louis-Ronan Choisy, non è un attore, ma un cantante.
Tra Mousse e Paul c’è un momento magico, una notte d’amore...
Quella notte è un incindente, un magico incidente. Non è nella logica della storia e del rapporto tra un gay e una donna incinta. Quella notte è un momento magico che non si ripeterà mai più. Per una notte Paul Mousse avevano bisogno di rifugiarsi l’uno nelle braccia dell’altra.
In Le refuge torna spesso l’immagine di Mousse, la protagonista, riflessa in uno specchio...
E’ perchè Mousse è un personaggio perso. Non sa bene chi è. Ho scelto di rappresentarla riflessa negli specchi per mostrare la sua ricerca di un’identità. Il film è un viaggio alla scoperta di Mousse, viaggiamo insieme a lei cercando di capire chi è, cosa vuole fare. La sua è una situazione molto complessa, il suo fidanzato è morto e Mousse è incinta di lui, ma non ha alcun desiderio di diventare madre. La gravidanza è solo un modo per superare la morte, per accettarla. Volevo mostrare questo personaggio perduto e cercare insieme a lei la sua identità. Credo che la sua immagine riflessa nello specchio riesca ad esprimere tutto questo.
Nel tuo cinema continuano a tornare gli interni, gli spazi chiusi, perchè?
Il mio cinema è un’esplorazione dell’identità. L’identità spesso non è ben definita, è sfuggente e in bilico. Il posto migliore per mostrare la ricerca della propria identità, questa lotta con se stessi che i miei personaggi continuano a raccontare, sono gli interni. Nel caso di Le refuge ho cercato di mostrare la solitudine e il disorientamento di una donna, Mousse, ho voluto raccontare la sua lotta per ritrovare la libertà.
Perchè la scelta dell’HD?
Per questo progetto l’HD era perfetto perchè avevamo un budget molto basso, una troupe molto ristretta. Vovelo girare un film molto semplice, molto lineare e l’HD era la cosa ottimale per dare corpo ad una storia molto “intima”.
Cerca nel sito

- david fincher
- woody allen
- cannes 2011
- cinema giapponese
- Jafar Panahi
- Kate Winslet
- Sean Penn
- david cronenberg
- robert de niro
- animazione
- george clooney
- trailer
- serie tv
- steven spielberg
- clint eastwood
- cinema americano
- cinema indipendente
- ryan gosling
- joaquin phoenix
- matt damon
- casey affleck
- nanni moretti
- oscar
- venezia 67
- festival di roma 2011
- olivier assayas
- documentario
- torino 29
- cannes 64
- Johnny Depp
- l'
- marco bellocchio
- michael fassbender
- venezia 68
- cinema orientale
- brad pitt
- jessica chastain
- ben affleck
- leonardo di caprio
- Corso Salani
- Martin Scorsese
- james franco
- natalie portman
- 3D
- horror
- cinema francese
- torino film festival 28
- film tratti da libri
- cinema italiano
- hbo
News
- Blake Lively e Benicio Del Toro per Oliver Stone
- Prima foto da Savages, tratto da Le Belve di Don Winslow
- Addio a Ben Gazzara
- aveva 81 anni
- Rooney Mara protagonista per Soderbergh
- Al posto di Lively in Side Effects
- Corti d'Argento 2012: 30 titoli italiani selezionati
- I premi del Sngci assegnati il 23 e 24 marzo durante Cortinametraggio
- Dujardin fa scandalo
- Per la locandine de Les infideles
- La nuova Mostra di Venezia 69 (2)
- Biennale College – Cinema e Light Market
- La nuova Mostra di Venezia 69
- Nuova Commissione di selezionatori e riduzione del numero di film
- Il metodo David Fincher
- Il regista si racconta a Daily Wired
- Serata ATTRAVERSO IL BOSCO FUORI rinviata
- La presentazione si terrà venerdì prossimo alle ore 20.30
- I Videodiari di Mauro Santini a Fuori Orario
- Lunedì 6 Febbraio 2012, ore 1.05
- Tutti i santi giorni di Paolo Virzì
- Al via il 6 febbraio le riprese del film
- Frank or Francis di Charlie Kaufman: il cast
- Keener, Banks e Reubens si aggiungono a Carell, Black, Cage e Kline
- Bella addormentata di Bellocchio: Isabelle Huppert e Maya Sansa nel cast
- Riprese iniziate il 30 gennaio a Cividale del Friuli
- Claudio Villa: Vita sei bella, morte fai schifo
- In TV il documentario di Massimo Latini
- Kristen Wiig diretta da Sean Penn
- In The Comedian, accanto a Robert De Niro
- Bret Easton Ellis scrive per Paul Schrader
- Un noir a basso budget ambientato a Los Angeles
- Muore Ishioka
- Oscar per Dracula di Bram Stoker
- Jennifer Lopez condurrà la Notte degli Oscar
- Affiancherà Billy Crystal nella Notte delle Stelle
- Protti (Agis), preoccupazione per liberalizzazione sale cinema
- L'Agis allarmata per liberalizzazione incontrollata apertura delle sale cinematografiche
- E' morta Dimitra Arliss recitò in 'La stangata'
- Aveva 79 anni, fu 'Lady Killer' al fianco di Redford e Newman
- Bif&st omaggia Carmelo Bene, anteprime per Amelio e 'Diaz'
- Saranno 9 le anteprime in totale, anche Madden e Mereilles
- Presentazione di Attraverso il bosco fuori
- il 3 febbraio alle 20.30 libro+film+workshop nella sede di Sentieri Selvaggi
- 130 anni di James Joyce
- Studio Universal celebra con The Dead - Gente di Dublino
- Julian Assange: esordio in TV
- Un nuovo canale TV ospita confronti inediti
- 156 richieste di sovvenzione per il cinema nel Lazio
- L'assessore Santini alla Casa del cinema




