VENEZIA 67 – “Quello che ho cercato è stato un punto di vista”, incontro con Ascanio Celestini

Ascanio Celestini con La pecora nera in uscita in sala a metà ottobre, mette a frutto il suo talento d’autore e d’attore, realizzando un film in cui le sue riflessioni sull’istituzione manicomiale sono complesse e partono da lontano e le sue parole permettono di comprenderne anche l’articolata genesi.

 

 

ascanio celestiniIl film di Ascanio Celestini, nella selezione ufficiale della Mostra del Cinema n. 67, non mancherà di creare interesse nel pubblico, sia per l’originalità del suo autore conosciuto per le sue performances teatrali e televisive, sia per la singolarità dell’operazione che sfugge a qualsiasi possibile seria classificazione. 

Tratto da un testo teatrale dello stesso Celestini, La pecora nera, si avvale di un cast del quale fanno parte Giorgio Tirabassi e Maya Sansa nei ruoli principali, oltre che lo stesso Celestini che non manca di verve durante l’incontro ufficiale.

 

Che bellezza c’è nella pazzia?

Non credo ci sia nessuna bellezza nella follia. Con questo film ho cercato di avvicinarmi alla condizione del disagio. Nel manicomio, che si occupa di disagio, c’e la consolazione. Il manicomio elimina ogni responsabilità al malato e non c’è quindi alcuna bellezza nel ridurre l’adulto alla condizione di neonato.

 

 

 

Qualcuno ha scritto che il cinema italiano è passato dal cinema di denuncia al cinema di rinuncia, cosa ne pensa di questa riflessione a proposito del suo film?

Credo che questo non sia un racconto di denuncia perché non credo che sia quello il problema. Il problema è più complessivo. Quando Basaglia parlava di come riformare l’istituzione manicomiale guardava al problema nel suo complesso cioè guardava alla scuola, alla fabbrica e ad ogni altra istituzione della nostra società e quindi si trattava di cambiare e trasformare anche quelle insieme al manicomio. Non volevo raccontare la parte peggiore del manicomio perché non è criminale il manicomio, è criminale l’idea di pensare un luogo come quello. Un luogo che priva di ogni libertà e di ogni diritto. In questo credo che insieme alla galera sia un’istituzione terrificante.

Per fare un esempio, qui a Venezia, dove il manicomio è su un’isola, una infermiera mi raccontò delle sue emozioni nel rapporto con i degenti, anche nel guardare insieme un tramonto. Il manicomio è un luogo vuoto, dove ti tolgono tutto e quindi non restano che le emozioni. Sono terribili le condizioni in cui vivono gli internati nelle istituzioni totali come i manicomi o le galere.

Nel film il protagonista passa dal manicomio al supermercato che un altro luogo che è diventato l’esempio del consumo compulsivo. Ma anche in questo caso non ho voluto affrontare il problema direttamente, credo che si debba passare dalla politica all’etica. La politica riguarda la società, l’etica il singolo individuo e credo che la sola speranza per un mutamento della società sia riposta negli individui.

 

All’uscita dalla sala si sentiva dire che La pecora nera  non è un film, cosa ne pensa?

Se è un complimento sono d’accordo.

In realtà quello che ho cercato di fare con questo film è di cercare un punto di vista, più che raccontare la storia di un personaggio. In questo senso ho scelto la strada che si utilizza a teatro in cui l’attore tenta di fare passare il personaggio dentro di se. Nel film ho tentato di evocare un terzo livello percettivo che si creasse dal connubio tra la voce fuori campo e le immagini. Un altro livello che coniugasse il “detto” e il “visto” e in questo ho avuto grande libertà creativa.

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf  
"Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata
"Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
Diretta da David Gordon Green