The Legend of Kaspar Hauser, Davide Manuli al 41° Rotterdam Film Festival
Ecco il trailer di THE LEGEND OF KASPAR HAUSER: lungometraggio in bianco e nero di Davide Manuli (Beket) con Silvia Calderoni, Vincent Gallo, Claudia Gerini e Fabrizio Gifuni
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Una nuova versione della misteriosa storia del Fanciullo Kaspar Hauser, che aveva già attirato l'attenzione di Werner Herzog nel 1974 (L'enigma di Kaspar Hauser, premio speciale della Giuria a Cannes): un lungometraggio in bianco e nero, in italiano e inglese, diretto da Davide Manuli, già regista del del documentario Inauditi-Inuit!, nel 2008 di Girotondo, giro attorno al mondo e nel 2009 di Beket (vincitore del Premio della critica indipendente a Locarno).
The Legend of Kaspar Hauser, girato quest'anno nei paesaggi lunari della Sardegna (Penisola del Sinis - la regione ha dato un contributo determinante alla realizzazione del film, sapendo riconoscere il valore di produrre cultura, a differenza di altre regioni italiane) sarà presentato in anteprima mondiale al 41° Rotterdam Film Festival (25 gennaio-5 febbraio 2012) e nelle intenzioni del regista rappresenta con il film precedente, Beket, una sorta di dittico.
«Mi attengo ai fatti realmente accaduti, ho preso tutta la documentazione e l’ho fatta mia, poi l’ho buttata via, cercando il filo rosso che tenesse unite questa storia e la vicenda reale. Il mistero del ragazzo apparso d'improvviso su una piazza di Norimberga, poi educato al mondo e sacrificato a logiche dinastiche e di potere della stirpe austro-ungarica, rimane" ha dichiarato Manuli, che allo stesso tempo promette libertà dal condizionamento puramente storico-biografico nel nome di una lettura poetica e surreale, diversa sia dall'opera di Herzog, sia da L'enfant sauvage (1970) di François Truffaut.
Siamo in un'isola semideserta, abitata da una Granduchessa divenuta regina (Claudia Gerini, Diverso da chi?, Meno male che ci sei, Il mio domani) dal suo servo, il Drago (Marco Lampis) da una veggente (Elisa Sednaoui, attrice-modella di recente in Bus Palladium e voluta da Šarūnas Bartas nel suo ultimo Indigène D'Eurasie) e un prete (Fabrizio Gifuni: già in Beket, ultimamente in Io sono con te e La kryptonite nella borsa, fortemente impegnato a teatro: splendido il suo L'Ingegner Gadda va alla guerra).
Ci sono anche lo Sceriffo e un Dark Man (imdb lo riporta come The Pusher): un doppio ruolo per Vincent Gallo (sembra che ci siano voluti due anni e mezzo dal primo contatto alla conferma definitiva, per ottenere la sua presenza sul set). Lo rivedremo davanti alla macchina da presa dopo l'ultima esperienza da attore (Essential Killing) e da regista (Promises written in water) che a quanto pare resterà invisibile insieme al prossimo film diretto da Gallo.
Kaspar è interpretato da Silvia Calderoni, performer dal talento non comune, danzatrice, DJ, interprete impegnata nel teatro di ricerca (collabora con il gruppo Motus) e nel 2009 insignita del prestigioso premio Ubu riservato alla miglior attrice under 30.
"Non è morto, è vivo. Si cerca di capire se sia un Santo, un idiota o un impostore" spiega Manuli. "Provano anche a dargli un’educazione in modo abbastanza imbecille come è stato fatto per il vero Kaspar Hauser. Provano ad ammazzarlo, poi lo ammazzano davvero, e torna all'acqua. La mia è una versione poetica, visionaria, resa possibile dai panorami della Sardegna. Ho rinunciato all'isola degli asinelli, ma la metafora rimane: alla fine Kaspar avrà una testa d'asino, a simboleggiare quello che la società ha fatto di lui".
La colonna sonora - che iniziamo ad assaggiare nel trailer - è a base delle miscele electro di Vitalic, moniker di Pascal Arbez, francese di origini spagnole e italiane.
The Legend of Kaspar Hauser è prodotto da Bruno Tribbioli e Alessandro Bonifazi per Blue Film e Shooting Hope Productions, con il contributo del MiBAC e della Regione Sardegna.
La distribuzione italiana è affidata a Iris Distribuzione, quella internazionale alla società indipendente Intramovies, che si è già occupata di 20 sigarette e L'uomo fiammifero.
Dopo la presentazione a Rotterdam il film dovrebbe essere ospitato in altri festival internazionali.
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Nel film il monologo del Prete (Fabrizio Gifuni), è stato scritto da quel genio dalla penna illuminata che porta il nome di GIUSEPPE GENNA. Sono onorato di poter aver dato vita ad alcune sue parole. Grazie Giuseppe.
Davide Manuli
Inviato da Anonimo il 18/04/2012 -
il regista davide manuli e' ineguagliabile, e' assolutamente unico..un genio che spero vivamente un giorno possa arrivare dove tanta gente inutile e futile, gia' c'e' per niente. merita un pubblico da intenditori e la sua arte purtroppo non e' da tutti, ma vi dico che chi conosce il cinema lo apprezza e sono felice di poter vedere con questo suo ultimo lungometraggio, qualcosa di importante, educativo poetico spensierato, unpo irreale e assurdo...bello! .. un cinema che in italia non e' mai esistito ...e che un regista come manuli ha saputo inventare in un paese duro e difficile nel campo (CINEMA sopratutto)come in italia. l'ispirazione arriva da dove il cuore di manuli lo porta in luoghi e personaggi isolati e malinconici come la sua voglia di essere. bravo davide !!! sono sempre con te.
Inviato da nibiru11 il 10/02/2012 -
corretto. grazie e auguri.
Inviato da redazione il 05/01/2012
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