Gregory Crewdson: Brief Encounters, il trailer


Sarà presentato in anteprima a Marzo al SXSW Festival di Austin, Texas, Gregory Crewdson: Brief Encounters, diretto da Ben Shapiro e dedicato al celebre fotografo. Le sue immagini sembrano frame di film che catturano l'anima più quotidiana e oscura della provincia americana



Sarà presentato in anteprima a Marzo al SXSW Festival di Austin, Texas, il documentario Gregory Crewdson: Brief Encounters, diretto da Ben Shapiro e dedicato al celebre fotografo.

 Gregory CrewdsonLe sue immagini sembrano frame di film che catturano l'anima più quotidiana e oscura della provincia americana. Per lo scrittore americano Russell Banks, che ha firmato un'introduzione alla sua opera, le immagini di Gregory Crewdson sono ancora più libere e aperte di un film, perchè costringono chi le osserva a immaginarlo interamente, partendo da una sola suggestione.

In Italia è stata la grande personale a Palazzo delle Esposizioni a Roma, nel 2008, a mostrare buona parte dell'incredibile universo in grande formato di Crewdson.
Un fotografo che non si limita a "catturare" le sue immagini nello scatto: le crea, attraverso un elaborato processo di ideazione e progettazione che dura settimane e comprende l'uso di sofisticati sistemi di illuminazione e il contributo di una squadra di oltre 60 persone tra scenografi, tecnici, truccatori, comparse: proprio come sul set di un film.

Per descrivere le sue serie più famose, Twilight (1998-2002) Dream House (2002) e Beneath the Roses (2003-2005) sono stati fatti riferimenti pittorici (Edward Hopper) fotografici (Walker Evans, William Eggleston, Jeff Wall) e si possono cercare infiniti riferimenti a quel gotico americano così profondamente radicato nella letteratura e nella musica degli Stati Uniti, ma forse è proprio quello cinematografico l'immaginario di cui Crewdson sembra innamorato, al punto di ricrearlo fisicamente in una rilettura originale.
 

 Le foto di Gregory CrewdsonLe sue periferie, ora residenziali, ora povere, i suoi quadri perfetti che svelano angosciose incongruenze, sembrano uscite da una rilettura surreale di Todd Haynes, Paul Thomas Anderson o Alfred Hitchcock.

I suoi fasci di luce blu, che colpiscono un sobborgo addormentato, e la natura circostante che si riappropria di luoghi abitati creando stranianti paesaggi, sembrano venire dalla fantascienza americana degli anni '80, richiamando ora l'innocenza perduta di Spielberg ora i germi della malattia di Cronenberg; i suoi tableaux vivant domestici e le ambientazioni twinpeaksiane fanno pensare immediatamente a David Lynch.


Chiamato a elencare i suoi 5 film preferiti di tutti i tempi, Crewdson cita nell'ordine: Vertigo, La morte corre sul fiume, Incontri ravvicinati del terzo tipo, Blue Velvet e Safe.


In alcune delle sue foto spuntano le star, ma totalmente spogliate della patina glamorous che li ricopre d'abitudine nei photoshoot promozionali, piuttosto, chiamate a interpretare veri e propri ruoli: Tilda Swinton, Jennifer Jason-Leigh, Philip Seymour Hoffman, Gwyneth Paltrow, Julianne Moore, William H. Macy. Celebre è anche il quadretto familiare al tempo stesso realista e fantastico realizzato da Crewdson per Alan Ball, per promuovere una delle sue serie favorite, che ha molti punti in comune con il suo lavoro: Six Feet Under.

Nella serie Sanctuary (2010) Crewdson ha cambiato apparentemente stile, fotografando in bianco e nero i set abbandonati di Cinecittà - ma solo per riflettere ancora una volta sui temi della rappresentazione, della finzione e sulla natura fantasmatica del cinema.


 Le foto di Gregory CrewdsonNel documentario Gregory Crewdson: Brief Encounters, realizzato in oltre dieci anni, seguendo Crewdson a partire dal 2000 (inizialmente come parte di un tv show di PBS dedicato all'arte, chiamato Egg) e soffermandosi in particolare sulla sua lunga serie Beneath the Roses, Ben Shapiro offre uno sguardo privilegiato sul modo in cui l'artista crea le sue immagini e intende svelare la storia dell'uomo dietro a quella del professionista.


Crewdson si racconta, dall'influenza del padre psicologo al fascino che hanno esercitato su di lui, ancora bambino, le immagini di Diane Arbus, al  modo in cui le paure dell'infanzia, le ansie e i desideri degli adulti e l'influenza della cultura pop si mescolano nel suo lavoro.

Shapiro aveva già diretto il corto Beneath the Roses nel 2005, oltre a lavorare come operatore di ripresa in altri documentari, da HBO a National Geographic, dal Sundance Channel alla CBS.
 
Sempre nel 2005 è stato realizzato un altro documentario dedicato all'artista: Gregory Crewdson: The Aesthetics of Repression, diretto dal filmaker indipendente Michael Blackwood.

Nella nostra gallery, una selezione di foto di Gregory Crewdson.
 

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