“Gocce d’acqua su pietre roventi” di François Ozon

Tratto da un’opera teatrale inedita scritta da Fassbinder a 19 anni, il film di Ozon si nutre esclusivamente del suo modello, sia a livello narrativo, sia nella divisione dell’opera in atti

In “Gocce d’acqua su pietre roventi” Ozon si allontana dalla poetica molto personale che in “Sitcom” e ancora di più in “Sous la sable” si era delineata, per evocare un cinema che si nutre di modelli.
Congelato in una forma che già possiede un potere evocativo, in quanto espressione di un linguaggio cinematografico pieno di richiami al passato, l’ultima pellicola del giovane regista francese è perlopiù un sentito omaggio ad un regista che molto ha contato nella sua formazione di cineasta, Rainer Werner Fassbinder. Il cineasta tedesco, indagatore dei meccanismi di distruzione che la coppia inevitabilmente produce aveva già analizzato questi temi a soli 19 anni con un’opera teatrale inedita (“Tropfen auf heisse steine”) riadattata da Ozon in questo film. Resta la suddivisione in atti originaria della piéce, a scandire i diversi momenti in cui due omosessuali, riproducendo le modalità di una qualsiasi coppia eterosessuale, conducono il loro rapporto verso una fatale esasperazione.
Siamo nella Germania anni Settanta. Così suggeriscono gli arredamenti della casa di Léopold, un cinquantenne un po’ perverso che si diletta a circuire giovani ancora acerbi come Franz, il diciannovenne abilmente condotto dall’uomo nel suo appartamento. I due si scoprono. Franz ascolta affascinato i racconti bizzarri di Léopold. L’uomo vede nel giovane una potenziale preda e attraverso il gioco lo conduce a fare tutto quello che lui vuole. Nel secondo atto i due sono una coppia a tutti gli effetti. Léopold fa l’agente assicurativo, è spesso in viaggio, ma quando torna a casa trova sempre il buon Franz, angelo del focolare, ad occuparsi del ménage familiare. Si esce, a questo punto dall’eccezionalità dovuta alla natura trasgressiva del rapporto e si precipita nella lettura universale dei comportamenti di una coppia qualsiasi, perché, come diceva lo stesso Fassbinder, “…la marginalità non esiste, più la gente vive al di fuori della norma e più si appropria degli schemi dominanti delle relazioni umane”.
Titolo originale: Gouttes d’eau sur pierres brûlantes
Regia: François Ozon
Sceneggiatura: François Ozon dall’opera teatrale “Tropfen Auf Heisse Steine” di Rainer Werner Fassbinder
Fotografia: Jeanne Lapoirie
Montaggio: Laurence Bawedin
Scenografia: Arnaud De Moleron
Costumi: Pascaline Chavanne)
Interpreti: Bernard Girardeau (Leopold), Malik Zidi (Franz), Ludivine Sagnier (Anna), Anna Thomson (Vera)
Produzione: Euro Space Inc./Fidélité Productions/Les Films Alain Sarde/Studio Images 6
Distribuzione: Key Films
Durata: 90’
Origine: Francia, 1999
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