Film in TV: "Scusi, dov'è il West?" di Robert Aldrich

Il cinema di Robert Aldrich, ruvido e robusto, cinico e polemico, politico senza mediazioni ruffiane, ma diretto ed essenziale in Scusi dov'è il West? si fonde all'umorismo gelido e composto, ironico e impassibile di Gene Wilder per un'originale fantasia western. Sabato 29 luglio ore 17:50 La 7.

C'era una volta il cinema di Robert Aldrich.

Un cinema ruvido e robusto, cinico e polemico, politico senza mediazioni ruffiane, ma diretto ed essenziale. Un cinema profondamente americano, dignitosamente americano, un cinema che ha celebrato eroi senza medaglie (L'imperatore del nord, Quella sporca dozzina, Quella sporca ultima meta...), che ha percorso la strada del cinema politico (Ultimi bagliori di un crepuscolo) e del noir, gioia dei cinephilés (Un bacio e una pistola), questo era il cinema di Aldrich che poi, alla fine della carriera, come capita ad ogni romantico disilluso, ad ogni Cyrano senza più parole per una irriconosciuta realtà si rifugiò nel mondo favolistico, fatto di un cinismo raffinato tanto da diventare lirico in Frisco Kid (Scusi dov'è il west?) o nel racconto scompostamente trasgressivo di All the Marbles (California Dolls). Una filmografia, che comprende una trentina di titoli, alcuni dei quali sembrano dimenticati e altri che, invece, ancora oggi, restano indimenticabili, ma tutti da annoverare nel compendio del migliore cinema del secolo scorso. Un cinema, in altre parole, di cui si è persa la memoria. Per cui, fa piacere, che il piccolo schermo si accorga e si ricordi di un autore così vitale come Robert Aldrich.

C'era una volta nel cinema la comicità yddish e il suo massimo rappresentante era Gene Wilder. Chi lo ricorda ne ha l'immagine accanto a Marty - occhi a palla - Fieldman, in Frankstein Junior, oppure come compagno di strada di Richard Pryor in Non guardarmi non ti sento  e nel malinconico sequel Non dirmelo non ci credo.

La sua comicità gelida e composta, ironica e impassibile diventa il fulcro spettacolare di questo penultimo film del dirompente autore americano. Un'altra lunare interpretazione per Wilder qui nei panni di un rabbino polacco alle prese con i problemi del west. Scusi dov'è il west? che ospita anche un giovanissimo, ma non esordiente (aveva già interpretato Guerre stellari) Harrison Ford, è quasi un ultimo approdo per Aldrich che inventa una favola dal fine sapore in cui il protagonista, lo stralunato Abraham Belinski, portatore dei principi ebraici dovrà adattarne il contenuto alla nuova sua situazione di ebreo errante nel far west. Coniugare la comicità inusuale e leggera di Wilder con la forte personalità di Aldrich e il suo cinema terragno e così profondamente legato alla natura umana e al senso di caparbia sconfitta dei vincenti, potrebbe non apparire facile combinazione. Eppure la carica destabilizzante di Aldrich incrociò il singolare humour di Wilder costruendo un'originale fantasia western dai toni smitizzanti all'interno di una saggia messa in scena in cui l'equilibrio tra dramma e divertito umorismo resta esemplare. Così il film si pone nell'ottica, maldestra e stravagante, di questo buffo, ma determinato personaggio, smitizzando l'epica western, senza l'intento di demolire alla radice i contenuti della cultura del Grande Paese, ma solo con la speranza di guardare a quell'epopea senza il manicheismo necessario del passato. Sono cambiati i tempi, stava per giungere quello della fine di ogni mito, di ogni ingannevole e intransigente ideologia, dieci anni dopo sarebbe caduto il muro di Berlino e Aldrich, in anticipo sui tempi, forse ne aveva avuto il sentore e da inguaribile romantico stava per intraprenderne la strada.

C'era una volta il cinema di Aldrich e oggi non c'è più.

SCUSI, DOV'E' IL WEST?
Regia: Robert Aldrich
Interpreti: Gene Wilder, Harrison Ford, Ramon Bieri
Origine: USA, 1979
Durata: 122'
Sabato ore 17:50 La 7.

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