NordSUDovestest - L'egiziano Samir Sayf racconta il suo cinema
Con l’intervista del quotidiano egiziano “Al-Ahram” iniziamo la collaborazione con il sito "aljazira.it", fondato da un gruppo di qualificati studiosi ed esperti del mondo arabo-islamico. Attraverso il loro meticoloso lavoro di traduzione potremo scoprire, da fonti dirette, cosa dicono davvero gli arabi, la ricchezza e la varietà delle loro realtà
Da “al-Ahram” (Le Piramidi, Egitto) del 29.05.2002(traduzione dall'arabo a cura di Stefano Sanna)
S'intitola "Sua eccellenza il ministro” ed è l’ultima fatica del regista Samir Sayf (55 anni, 25 film alle spalle, insegnante all'Istituto superiore per il cinema). Scritto da Wahid Hamid e interpretato da Ahmad Zaki e Hisham Abd al-Hamid racchiude tutto ciò che vi è di positivo e negativo della personalità del grande Sayf.
Samir Sayf è uno di quei cineasti che per quasi tutti i suoi film è riuscito ad avere un enorme successo di pubblico: possiede uno stile cinematografico personale, ha la propensione per le pellicole d’azione e per il genere sentimentale, costruisce il tutto su una solida struttura drammatica ed un ritmo veloce. Fra i suoi titoli più famosi: “Il circolo della vendetta” (1976), “Il sospetto” (1981), “L’orco” (1983), “L’ultimo dei rispettabili” (1984), “La tigre e la femmina” (1987), “La ballerina e il politico” (1990) ed altri ancora. In questa intervista espone la sua visione del cinema.
AL-AHRAM Parliamo del rapporto dell’artista con il pubblico... chi domina sull’altro?
SAMIR SAIF Il pubblico è come il bambino, non sa quello che vuole, ma quando gli dai ciò di cui ha bisogno lo riconosce immediatamente! Il ruolo del cinema è quello di recepire il gusto generale e di provare a realizzare opere artistiche che da una parte soddisfino le ambizioni dell’artista e dall’altra le esigenze dell’industria... insomma, un film senza pubblico sarebbe un film imperfetto, perché un elemento basilare di equilibrio verrebbe a mancare, dato che il triangolo artistico è costituito dall’artista, dall’opera artistica, e dal lancio commerciale. La storia dell’arte non è altro che un continuo tentativo di bilanciare questi tre elementi del triangolo.
AL-AHRAM Come ti spieghi l’interesse del pubblico nei confronti della commedia giovanile, e fino a quando durerà?
SAMIR SAIF Nel rapporto tra il cinema e il pubblico arriva un momento in cui si avverte una voglia generalizzata di cambiamento, un’esigenza di nuovo. Credo che il cinema egiziano attraversi questa fase. E’ da notare che questo avviene nella musica e nel canto, e non c’è niente di strano che tale influenza arrivi anche al cinema. Ciò non significa che quello che accade sia positivo o negativo, ma esprime, né più né meno, una decisa voglia di cambiamento.
AL-AHRAM Perché ti affascinano i film d’azione?
SAMIR SAIF Il film d’azione, quando è di buona fattura, accenna al lato oscuro della società, ne osserva le problematiche e ne riflette le speranze.
AL-AHRAM La figura del protagonista è cambiata molto nel cinema. Per quale motivo?
SAMIR SAIF Questo fa parte di un normale processo di evoluzione della società. Quando questa raggiunge un certo livello di maturità, è naturale che le caratterizzazioni non vengano più richieste. Ad esempio l’idea del principe immaginario che prende il ragazzo sul cavallo, è diventata ridicola. La gente non ha più interesse per l’inverosimile, è soddisfatta dalla sua realtà e tenta di migliorarsi. La star del cinema adesso è colui che, nella sua persona, nelle sue fattezze, e nei suoi modi, è in consonanza con il pubblico dei suoi film. Questo accade nel cinema mondiale, così come in quello egiziano. Le star cambiano in accordo con i gusti del pubblico.
AL-AHRAM Fra i giovani, chi possiede il talento e la capacità di durare nel tempo?
SAMIR SAIF Fra le attrici ci sono Hanan Turk e Mina Zaki. Fra i giovani, nel campo della commedia, il successo di Hani Ramzi , Hunaydi e Ala, è il coronamento di un lungo percorso. Quello che manca sono figure di primo piano nel campo del film d’azione o del film sentimentale.
AL-AHRAM Il metodo di insegnamento nell’Istituto superiore per il cinema consente di formare dei buoni registi?
SAMIR SAIF Non c’è al mondo un luogo di studio capace di creare degli ottimi registi. L’importante è che la scuola fornisca l’ambiente adatto nel quale il talento possa emergere. Esistono infatti decine di scuole frequentate da migliaia di registi, ma fra questi solo pochi raggiungono elevati livelli artistici.
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