Bollywood: "Dehli 6" è il film di febbraio, "Slumdog Millionaire" delude
A Bollywood, febbraio è stato il mese di Dehli 6, scritto e diretto da Rakesh Omprkash Mehra, al suo ritorno dopo il premiatissimo Rang De Basanti (candidato persino al BAFTA nel 2006). Il pubblico indiano lo ha tributato con un ottimo successo, relegando nel dimenticatoio Slumdog Millionaire, che si è presentato pieno di Oscar nella sua terra, ricevendo un'accoglienza tiepida.
Nessuno è profeta in patria: sugli schermi indiani, a febbraio è finalmente uscito Slumdog Millionaire, il film di Danny Boyle, girato a Mumbai, che in Europa e negli Stati Uniti ha fatto il pieno di premi e riconoscimenti, per finire a vincere otto Oscar in una memorabile serata al Kodak Theatre. Bollywood ha invece riservato al figliol prodigo l’accoglienza che di solito riserva a qualsiasi altro prodotto proveniente dall’Occidente: un tiepido saluto da cinque milioni di dollari (duecentonovanta milioni di rupie)(1). Finora è la distribuzione straniera più redditizia dell’anno, dopo aver staccato Underwold: Rise of Lycans e il mucciniano Seven Pounds, ma il dato consola solo in parte: Slumdog Millionaire non è mai entrato in competizione con i titoli sfornati a Mumbai ed è stato snobbato proprio da quel pubblico su cui cercava di fare breccia, dopo averne sposato gli attori, le tematiche e le atmosfere. Agli indiani - che in parte degli ambienti culturali si sono anche fortemente ribellati alla visione povera, miserabile e corrotta del paese che il film propone - ha fatto molto meno effetto di quello che ha fatto ad europei ed americani.
Il film del mese è stato senza ombra di dubbio Delhi 6, scritto e diretto da Rakesh Omprkash Mehra, che nel 2006 ha vinto il Filmfare Award (l’equivalente indiano dell’Academy) per la miglior regia con Rang De Basanti (miglior film per quell’anno, e nominato al BAFTA per il miglior film straniero), e che il pubblico ha premiato con un incasso d’esordio di dieci milioni di dollari. La giovane star Abhishek Bachchan (figlio d’arte della vecchia gloria Amitabh Bachchan, di cui il Jamal di Slumdog Millionaire riesce ad avere un fortunoso autografo) interpreta Roshan, un ragazzo che lascia New York per andare nel quartiere di Old Delhi in cui la nonna (emigrata negli Stati Uniti) ha deciso di tornare per morire. I conflitti sociali vengono acuiti dalla sensibilità ormai americana di Roshan, che fatica ad adattarsi al sistema indiano e alle sue antiche tradizioni consolidate. Ovviamente, imparerà presto ad apprezzare i segreti della sua terra tramite l’amore per Bittu (interpretata da Sonam Kappor, altro volto emergente di Bollywood), che pur essendo la figlia di un notabile del luogo non vede l’ora di andarsene nella più dinamica Mumbai.
Dehli 6 è stato prodotto dal prolifico Ronnie Screwvala, uomo che Esquire ha inserito nella lista dei cento personaggi più influenti del ventunesimo secolo.
Infatti, il nuovo successo di Mehra è la sua seconda produzione di febbraio, che si era aperto con Dev D, rilettura piuttosto audace del popolare romanzo Devdas, scritto nel 1917 da Sarat Chandra Chattopadhyay e diretto da Anurag Kashyap. La storia è incentrata sull’amore impossibile tra Dev e Paro, divisi da insanabili problemi di classe (lu è ricco e lei è povera). Il protagonista, interpretato dal giovane Abhay Deol, cercherà invano di dimenticarla, affidandosi a prostitute, alcool e droga. Il tema piuttosto scabroso ha limitato gli incassi di Dev D, che si è fermato sotto ai quattro milioni di dollari.
Il secondo miglior incasso del mese è stato invece Billu, con la popolare star Irrfan Khan (due volte vincitore del Filmfare, e visto anche in Slumdog Millionaire nei panni dell’ispettore di polizia) e la regia del longevo regista Priyadahan, specializzato nei remake hindi di film girati in malayalam(2): il pubblico indiano gli ha consegnato un incasso di più di cinque milioni di dollari, e ha premiato la storia del barbiere del piccolo villaggio di Budbuda, che mantiene la sua autonomia e la sua modesta dignità anche quando tutta la cittadinanza impazzisce per l’arrivo della attore Sahir Kahn, interpretato da Shaharukh Khan (forse il più grande attore di Bollywood vivente: il Filmfare se l’è portato a casa dieci volte in quindici anni!). La sceneggiatura di Billu è liberamente tratta dal mito di Sudama e Krishna (i vecchi amici che si ritrovano e si aiutano, dopo essere stati divisi per anni dalle insuperabili differenze di casta).
(1)In India, un biglietto costa un terzo rispetto al prezzo italiano: per avere un’idea in rapporto alle presenze, ogni incasso in dollari andrebbe quindi moltiplicato per tre.
(2)Il malayalam è la lingua parlata nel sud dell’India, e tra le 22 lingue ufficiali del paese è quella – insieme al tamil – a vantare una consistente cinematografia locale.
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