Bollywood - Luglio, il mese di Kambakkht Ishq
Il mercato di Mumbai continua a riprendere quota dopo i disagi primaverili. Il film di luglio è stato Kambakkht Ishq, commedia romantica ambientata a Los Angeles, con l'action hero Akshay Kumar. Qui, oltre a cullare il sogno di incontrare Sylvester Stallone, si innamora della bellissima Kareena Kapoor. L'incorcio pericoloso tra la star maschilista e la modella dalla lingua tagliente è piaciuto più al pubblico che alla critica.
Il torpore primaverile che aveva avvolto Bollywood, alimentato dal drammatico sciopero degli esercenti, sembra davvero finito. Proprio nel momento in cui Slumdog Millionaire trionfava nella notte degli Oscar americani, la cinematografia che lo aveva ispirato viveva una delle sue crisi più grandi, che è durata fino al mese scorso, ed è terminata non senza aver fatto temere il peggio. A giugno, era stato New York a consegnare al pubblico di Mumbai il blockbuster che aspettava da tempo, e a riportare il sorriso sulla scena delle produzioni in lingua hindi; a luglio, l’attenzione è stata tutta concentrata su Kambakkht Ishq, che ha esordito il 3 luglio con l’action star Akshay Kumar come protagonista. Il divo aveva già cercato di prendere di petto le difficoltà dell’industria, e ad aprile era sbarcato sulle scene con 8 x 10 Tasveer, thriller che si era ben difeso nonostante i disagi della distribuzione. Questa volta, è stato la stella di un titolo che aveva tutte le carte in regola per raccogliere il testimone del appassionato e discusso film di Kabir Khan. L’attore – popolare in India per il ciclo iniziato nel 1992 con Khiladi e portato avanti per cinque sequel – si è calato nei panni farseschi di uno stunt-man che lavora ad Hollywood, e sogna di incontrare il suo
idolo Sylvester Stallone. Scritto e diretto dall’esordiente Sabir Khan, Kambakkht Ishq è una commedia che ruota intorno ad uno dei classici incroci pericolosi del romance: l’attore maschilista, che usa le donne come oggetti sessuali, che incontra la modella convinta che tutti gli uomini siano stupidi e privi di sensibilità: se Kumar indossa i panni di Spencer Tracy, quelli di Katherine Hepburn sono portati dalla bellissima Kareena Kapoor, che riprende così il ruolo che aveva strappato applausi in Jab We Met del 2007. L’attrice, figlia d’arte di diverse generazioni, è uno dei nomi più importanti della scena di Bollywood, premiata cinque volte con il Filmfare Award. I due si incontrano al matrimonio dei loro rispettivi migliori amici, e non possono fare altro che innamorarsi, scambiandosi battute feroci e fingendo di odiarsi. Girato per lo più a Los Angeles, con tanto di camei di volti noti come lo stesso Stallone, Kambakkht Ishq è una produzione in netta controtendenza rispetto a New York, con cui condivide solo l’ambientazione a stelle e strisce: infatti, piuttosto che scommettere su nomi nuovi, ha affidato il suo successo alla garanzia di personalità di facile richiamo. Il pubblico ha gradito, e gli ha consegnato quello che è sembrato un trionfo annunciato (il film sarebbe dovuto uscire già all’in
izio dell’anno), sebbene la critica non sia stata altrettanto benevola: i duetti di tra Kumar e la Kapoor sono stati giudicati o banali o volgari, a seconda dei casi. In ogni caso, Kambakkht Ishq è stato l'unico successo del mese, visto che le altre uscite hanno stentato a guadagnarsi il favore degli spettatori. Il calendario infatti prevedeva l'arrivo di Jashnn di Raksha Mistry e di Sankat City di Pankaj Advani che hanno realizzato entrate inferiori alle attese. Il primo vedeva il ritorno del giovane Adhyayan Suman, che è ancora alla ricerca della consacrazione nell'industria di Mumbai: nel film, si è calato negli autobiografici panni di un orfano che aspira a diventare una rockstar, senza però riuscire a sfondare. Dopo essere stato messo alla prova dalla vita, e aver sperimentato l'ipocrisia dell'ambiente di cui voleva fare parte (sua sorella – l'unico legame che gli è rimasto – viene mantenuta dal suo manager, che la riduce più o meno ad una schiava dei suoi capricci), riesce a trovare nell'amore per Anjana Sukhani una ragione per vivere e per cantare. Il tentativo di poggiare su due promesse del cinema hindi, e su un regista ansioso di farsi conoscere come Raksha Mistry non ha pagato, come invece era stato per New York e anche per 99, che a sorpresa è stato uno dei film più riusciti della difficile primavera indiana: snobbato dal pubblico, non ha entusiasmato nemmeno i critici. Sankat City si è invece pre
sentato come una commedia ambientata nel mondo dei gangster: l'arruffone Kay Kay Menon e il suo compare Dilip Prabhawalkar si ritrovano a rubare la Mercedes sbagliata. Oltre alla macchina, trovano un sacco di soldi, e quando provano a venderla vengono subito rintracciati dal proprietario, un terribile boss locale che rivuole indietro tutto il denaro. Prima di decidere del loro destino, gli da tre giorni per ritrovarli, visto che hanno dimenticato dove li hanno messi. Lungo la strada, incontreranno un'altra ladra, l'affascinante Rimmi Sen. Nonostante Kay Kay Menon (già uscito qualche mese fa con il thriller politico Gulaal) Sankat City è stato accolto tiepidamente da un pubblico che si è concentrato più sulle gesta del suo rivale Akshay Kumar.
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