CINEMAFRICA - The Great Debaters
The Great Debaters: la guerra delle parole. Ancora inedito in Italia è il secondo lungometraggio diretto da Denzel Washington, nel quale si racconta la storia vera del Professor Melvin B. Tolson e della prima squadra di afroamericani che partecipò nel 1935 al Great Debat - a cura di CINEMAFRICA - VIDEO
di Alice Casalini
Il 25 dicembre 2007 nelle sale cinematografiche statunitensi è uscito The Great Debaters, diretto da Denzel Washington. Candidato come miglior film drammatico alla 65a edizione dei Golden Globe, The Great Debaters è la seconda prova alla regia del celebre attore che nel 2003 ha debuttato con Antwone Fisher, nel quale ricostruiva il passato doloroso di un marinaio in preda ad attacchi d’ira. In entrambi i film Washington è sempre tra gli attori protagonisti e in The Great Debaters interpreta il ruolo del Professor Melvin B. Tolson che nel 1935 forma la prima squadra di afroamericani che partecipa al Great Debat.
Tratto da una storia vera, il film inizia con l’arrivo della giovane Samantha Booke nella città di Marshall in Texas, dove al Willey College incontra il Professor Tolson che sta facendo le selezioni per la squadra che parteciperà al Great Debat. Ispirato dai movimenti per il riconoscimento dei diritti dei neri che iniziano a scuotere il nord del paese, dalla Rinascita di Harlem e dai personaggi che ne fanno parte come Zora Neale Hurston, il Professor Tolson sfida i college dei bianchi con la sua squadra composta da Henry Lowe, la giovane e promettente Samantha Booke e il quattordicenne James Farmer Jr., figlio del reverendo Farmer. Con questo team il Professor Tolson arriva a sfidare la squadra dell’Università di Harvard.
Washington continua l’onda di film come Pride (Orgoglio, 2006) di Sunu Gonera e va alla ricerca di personaggi e storie che hanno segnato la lunga strada della lotta per i diritti degli afroamericani negli Stati Uniti: le vite di personaggi come l’allenatore di nuoto Jim Ellis o il Professor B. Tolson sono poco note, spesso sconosciute al grande pubblico e vengono riprese e raccontate sottolineando il loro lato più drammatico ed emotivamente coinvolgente. In particolare in The Great Debaters, aiutato dall’arte della retorica che è in qualche modo la vera protagonista del film, Washington sfrutta la parola per colpire a fondo lo spettatore: nel film dunque la regia classica sembra mettersi al servizio della storia e della sceneggiatura.
Le due ore di film in ogni caso mantengono un ritmo serrato nel quale si alternano i duelli a colpi di parola delle sfide che svolgono i tre giovani e le storie personali che s’intrecciano e che servono a ricostruire l’ambiente di quegli anni, le tensioni, le violenze, i diversi modi di affrontare la realtà, di accettarla o di rifiutarla. In questo senso il confronto tra il giovanissimo Farmer Jr e il padre, reverendo Farmer, è un punto cardine per comprendere l’evoluzione della resistenza e della lotta dei movimenti per i diritti. Washington è stato aiutato sicuramente dalla scelta del cast, che vede tra i protagonisti Forest Whitaker nel ruolo del reverendo Farmer, ma la vera sorpresa è il giovane Denzel Whitaker che nonostante il cognome e una certa somiglianza, non ha parentele con Forest.
The Great Debaters per ora è uscito solo negli Stati Uniti e in Canada nonostante i numerosi riconoscimenti e la nomination ai Golden Globe, è un film classico, ma efficace e se lo si legge a distanza di poco meno di un anno quasi profetico. Tolson dice che il dibattito è una lotta, ma le armi sono le parole e la mente non può non andare al ricordo vicino delle ultime elezioni e del primo discorso da presidente degli Stati Uniti d’America di Obama che ha commosso l’intero paese.
Articolo a cura di www.cinemafrica.org
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