CINEMAFRICA - "La Trahison"

La Trahison è il racconto autobiografico dell’esperienza della guerra d’Algeria di Claude Sales che Phlippe Faucon ha adattato per il grande schermo. Il film, uscito nelle sale francesi nel 2006, è stato recentemente programmato su TV5 e su Arte France. Articolo a cura di www.cinemafrica.org

La TrahisonIn una notte del marzo del 1960 nei vicoli stretti di un villaggio nel deserto roccioso del sud dell’Algeria si muovono furtivi degli uomini: ombre in fuga e luci che sembrano lucciole nella notte profonda e silenziosa. Phlippe Faucon ha scelto il buio, il suo mistero e la sua protezione per le prima scene di La Trahison (id., 2005), film tratto dall’omonimo romanzo di Claude Sales (Paris, Le Seuil, 1999), nel quale si segue l’evoluzione dei rapporti nel gruppo di soldati dell’esercito francese stanziati in un piccolo e sperduto villaggio algerino durante la Guerra d’Algeria.

Nel 1958 nasce in Marocco, da madre algerina, Philippe Faucon, nello stesso anno Claude Sales veniva inviato, all’età di 28 anni, in Algeria. La Trahison è il racconto autobiografico dell’esperienza della guerra di Sales che Faucon ha adattato per il grande schermo. Il film, uscito nelle sale francesi nel gennaio del 2006, è stato recentemente programmato su TV5 e su Arte France.

Dopo sei anni di guerra, il luogotenente Roquet è a capo di un gruppo di trenta uomini in un avanposto militare isolato nel deserto con il compito di assicurare la sicurezza ai piccoli villaggi di pastori della zona. Nel suo gruppo ci sono anche quattro soldati algerini, quattro harki, con il compito di fare da interpreti per l’esercito francese. A due anni dalla fine di una guerra che ha lasciato ferite ancora da rimarginare, i sospetti, la paura, le insicurezze, i dubbi s’insinuano e gli amici di ieri possono facilmente trasformarsi in nemici.

Faucon nel 2000 si è imposto nel panorama cinematografico francese e internazionale grazie alla storia della giovane beurette Samia (id. 2000), e nel suo ultimo film per il grande schermo, Dans la vie (id., 2007) raccontava l’amicizia tra un’immigrata algerina musulmana e un’esule algerina ebrea che in Francia s’incontrano grazie all’amore per la terra lontana. Già con La Trahison, Faucon si è avvicinato all’Algeria investendosi di un compito particolarmente arduo. Molti sono stati e continuano ad essere i film dedicati al conflitto franco-algerino. Ma il regista è riuscito, probabilmente anche grazie alla storia circoscritta nello spazio e nel tempo, ha restituire un quadro appassionato ma composto ed equilibrato della situazione. Faucon racconta come in meno di 15 giorni il rapporto di fiducia instaurato tra il luogotenente e i suoi soldati algerini entra in crisi. Il dubbio, l’incertezza si sviluppano da entrambe le parti, se Roquet guarda a poco a poco con sospetto i soldati che rappresentano, in quanto traduttori, la sua voce presso la popolazione locale, i quattro giovani iniziano a domandarsi qual è il loro vero posto, il loro compito.La Trahison

La Trahison ha due punti di forza: i dialoghi e la luce. I dialoghi riescono a essere quasi sempre essenziali e funzionali tranne quando, per necessità di contestualizzazione storica, eccedono in informazioni didascaliche. Faucon gioca sul contrasto tra il giorno e la notte, tra le ombre e l’oscurità, che favorisce l’insidiarsi del dubbio, e la luce che permette di vedere, sentire osservare, razionalizzare. La Trahison è un film dialettico: parlano il giorno e la notte che si passano complici il testimone, ma parlano anche i primi piani intensi sui volti sempre meno sicuri dei protagonisti che si logorano e i piani nei quali si descrive la vita quotidiana di un campo e le sua attività come schedare e fotografare tutti gli abitanti della zona. Questi contrasti sostengono l’insinuarsi del dubbio, portano alla luce la ferocia della guerra che tutto permette e giustifica, violenze e torture, e nel silenzio e nella desolazione del deserto, in un microcosmo che isola e amplifica ogni azione senza mai esagerare o strumentalizzare.

di Alice Casalini


Articolo a cura di www.cinemafrica.org

 

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