CINEMAFRICA - "Última Parada 174" di Bruno Barreto

Candidato all’Oscar come miglior film straniero per il Brasile, Última Parada 174 è uscito nelle sale nazionali un anno fa e a luglio nelle francesi, ma non in quelle italiane, che ancora aspettano di vedere uno degli ultimi successi internazionali del cinema brasiliano

di Alice Casalini

Última Parada 174Il 12 giugno del 2000, alle due del pomeriggio, un ragazzo prende in ostaggio un autobus a Rio De Janeiro. Nel cuore della città si consuma un evento drammatico che è diventato anche un caso mediatico: l’azione di questo giovane ha infatti catalizzato per alcune ore l’attenzione dei media brasiliani e non solo sul gesto sconsiderato di un ragazzo di strada.

A pochi anni dall’evento, questo episodio di cronaca è diventato il soggetto per un film, Última Parada 174 (Ultima fermata 174, 2008) diretto da Bruno Barreto, nel quale si ricostruisce la vita del ragazzo che ha dirottato l’autobus cercando di comprendere attraverso il suo passato e le sue esperienze, il motivo del suo gesto. 

1983, Rio de Janeiro. Marisa, una giovane donna tossicodipendente allatta suo figlio che le viene sottratto dallo spacciatore Meleca, perché la donna non ha saldato il suo debito. Il piccolo Alessandro cresce con Meleca. Dieci anni dopo, dall’altro capo della città, un bambino di nome Sandro diventa orfano in seguito all’assassinio della madre uccisa nel suo bar durante una rapina. Sandro si perde ed entra a far parte del gruppo dei ragazzi di strada che sniffa la colla e che vive ai piedi della cattedrale. Le vite di Sandro e Alessandro s’incrociano ben presto, ma la vita di strada non fa per Sandro che sogna di diventare un rapper famoso.
 
Rio e le sue bidonville sono ancora una volta lo scenario dove si consumano l’infanzia e i dolori dei due protagonisti. Una storia vera che fa incontrare i vari protagonisti. Evidente lo stile di Bráulino Mantovani che con Última Parada firma l’ennesimo figlio del film che l’ha portato al successo, City Of God: film a suo modo corale con vari piani che s’intersecano in un groviglio di azioni che non sempre però trovano il completo sviluppo. Il fatalismo dettato dal destino scritto è altro segno di distinzione per questo che ormai è un sotto Última Parada 174genere del film poliziesco. Ma la sceneggiatura non sempre trova un perfetto risconto nelle scelte di regia di Barreto, diventato famoso nel 1977 con Donna Flor e i suoi due mariti e che ha recentemente diretto Gwyneth Paltrow nel film Una hostess tra le nuvole (2003).
 
Nei primi venti minuti del film ogni sequenza parte da un micro dettaglio per poi aprirsi e raccontarci tutta la scena nell’insieme: un procedimento induttivo che coinvolge e tiene vigile l’attenzione ma che Barreto perde durante lo sviluppo del film, soffermandosi sugli elementi più sensazionali e facendosi prendere da uno stile più hollywoodiano che il regista ha evidentemente assimilato durante i suoi anni di lavoro negli Stati Uniti. Barreto però riesce a dirigere con precisione il cast giovanissimo, composto da molti bambini, e le tre donne protagoniste e profondamente diverse tra loro che incarnano tre modelli diversi di vivere e affrontare la realtà della miseria della periferia di Rio.
 
Última Parada 174L’interesse di Última Parada 174 sta sicuramente nello stretto legame con l’attualità e con la vera storia di Sandro ma sicuramente anche nell’attenzione posta al mondo dei bambini abbandonati in cerca di riscatto, ma soprattutto protezione, che trovano nella figura di Walquiria e della sua associazione che si prende cura dei ragazzi di strada che vedono consumare i loro destini sotto l’ombra misteriosa e impietosa della cattedrale.
Candidato all’Oscar come miglior film straniero per il Brasile, Última Parada 174 è uscito nelle sale nazionali un anno fa e a luglio nelle francesi, ma non in quelle italiane, che ancora aspettano di vedere uno degli ultimi successi internazionali del cinema brasiliano che da anni propone prodotti interessanti da monitorare.

 

[Articolo a cura di www.cinemafrica.org

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