CINEMAFRICA - “Africa United” di Debs Gardner-Paterson: Dreaming the World Cup
Pochi mesi dopo la fine del mondiale, il film della regista inglese Debs Gardner-Paterson, Africa United (2010), ha conquistato il pubblico dell’ultimo Festival di Toronto, dove la proiezione si è conclusa con una standing ovation per questo film che racconta la storia di cinque bambini e dei loro sogni
di Alice Casalini
Il mondiale di calcio è stato un grande evento sportivo, mediatico e politico, che ha travolto e infiammato il continente africano e che in breve tempo ha investito, ovviamente, anche il cinema, di finzione e non. Pochi mesi dopo la fine del mondiale, il film della regista inglese Debs Gardner-Paterson, Africa United (2010), ha conquistato il pubblico dell’ultimo Festival di Toronto, dove la proiezione si è conclusa con una standing ovation per questo road movie che racconta la storia di cinque bambini e dei loro sogni. Africa United è una coproduzione angloruandese ed è stato girato tra Rwanda, Sudafrica e Burundi, un paese, quest’ultimo, praticamente ignorato fino a questo momento dall’industria cinematografica. La regista esordiente Debs Gardner-Paterson ha girato gran parte delle riprese in Rwanda, il paese dove è cresciuta sua madre.
Africa United inizia dunque in Rwanda dove Dudu, un bambino orfano dell’Aids, prepara un pallone con un preservativo, una busta di plastica e uno spago. Fabrice, una promessa del calcio appartenente alla classe media, è amico di Dudu e della sua sorellina Beatrice che sogna di diventare un medico. Un giorno Fabrice è notato da un talent scout in cerca di giovani calciatori per rappresentare l’Africa alla cerimonia inaugurale dei mondiali a Johannesburg. Il talent scout gli dice di presentarsi per un’audizione a Kigali, la capitale del Ruanda. Dudu e Beatrice decidono di partire con Fabrice alla volta del Sudafrica e del sogno della World Cup, ma salgono sull’autobus sbagliato e non arrivano a Kigali: da questo momento inizia la loro avventura attraverso l’Africa. Un viaggio lungo e affascinante che li porterà ad ampliare il loro team Africa United con l’aggiunta di altri due membri, Celeste, una giovane prostituta, e George, un ex bambino soldato scappato dalla Repubblica Democratica del Congo.
Africa United è un road movie nel quale elementi fiabeschi si mescolano all’estremo realismo di alcune situazioni e non a caso l’avventura dei bambini viene riletta e poi raccontata da Dudu alla sorellina Beatrice e a tutti i loro amici: una storia nella storia che la Gardner-Paterson ha scelto di mettere in scena con una tecnica d’animazione, che aiutasse lo spettatore ad identificarsi con gli occhi di Dudu e il suo sguardo sul mondo. I cinque protagonisti rappresentano ognuno un archetipo di un aspetto o di un problema che caratterizzano il continente africano: Dudu e la piccola Beatrice incarnano il dramma dell’HIV, Celeste rappresenta la piaga della prostituzione minorile, George è l’esempio di un’altra realtà violenta, quella dei bambini soldato, e infine c’è Fabrice che sogna di diventare calciatore e che viene da una famiglia agiata, può studiare e possiede un cellulare. Cinque bambini che rappresentano alcuni aspetti di un continente difficile da rappresentare e da capire e in continua evoluzione.
Dudu, Fabrice, Beatrice, George e Celeste attraversano sette paesi africani e compiono un viaggio quasi impossibile durante il quale superano diversi ostacoli, si scontrano con il mondo corrotto degli adulti, si dividono, imparano a conoscersi e uniscono le loro speranze allo scopo di realizzare un sogno. Africa United è una fiaba nella quale gli orchi e i draghi sono rappresentati dal mondo degli adulti mentre i bambini rappresentano la speranza per un futuro migliore. Una soluzione didascalica che riesce comunque a coinvolgere e commuovere, anche grazie all’interpretazione dei piccoli attori non professionisti e in particolare al volto espressivo e accattivante del giovanissimo Eriya Ndayambaje che interpreta Dudu.
Africa United è un road movie fiabesco e coinvolgente che, dopo il successo riscosso in Stati Uniti, Francia e Inghilterra, speriamo arrivi anche nelle sale italiane.
[articolo a cura di www.cinemafrica.org]
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