FESTIVAL DI CINEMA: SI CAMBIA?Cinque questioni sul fare festival di cinema oggi

Prendendo spunto dal "caso" Torino Film Festival, consapevoli che si tratta di una crisi che ha radici concrete nel sistema festivaliero e culturale italiano, abbiamo aperto un dibattito per riflettere su cosa, come sta cambiando e perché. Interventi di Silvestri, DellaCasa, Sesti, Cosulich,Rondolino, Fumarola, Turigliatto, Vallan, Censi

GLI ARTICOLI PUBBLICATI FINORA:

 

Black Out!  di Federico Chiacchiari  30/12/2006

 

"Il divo è mille volte più avanti dei politici e dei critici" - Conversazione con Roberto Silvestri  9/1/2007

 

"Il problema reale è che i Festival devono trovare la maniera per servire ai film, devono essere utili ai film, altrimenti i Festival non servono a niente." Intervista a Steve Della Casa  12/1/2007

 

"La parte più difficile non è modellare l'identità di un festival ma intercettare il desiderio collettivo che è l'unica cosa che rende necessario un festival" - Intervista a Mario Sesti  16/1/2007

 

"Un festival deve essere un convivio dove si producono nuove opportunità creative, possibilmente in pubblico" - Intervista a Oscar Cosulich       23/01/2007

 

TORINO FILM FESTIVAL: "Descrizione di una battaglia", di Gianni Rondolino        del 25/01/2007

 

Potere dissoluto, di Donatello Fumarola             del 6/2/2007

 

TORINO FILM FESTIVAL - "Difendere il Festival in quanto tale non interessava in realtà a nessuno, premeva metterlo "in rete" (o in riga) col fantomatico sistema cinema torinese" - Parla, finalmente, Roberto Turigliatto  del 10/2/2007

 

TORINO FILM FESTIVAL - "Per chi avesse voglia di guardare alla realtà, l'atmosfera di "crisi" e di allarme creata intorno al festival aveva la credibilità delle armi di distruzione di massa in Iraq" - La parola a Giulia D'Agnolo Vallan  del 10/2/2007

 

FESTIVAL DI CINEMA - Questo dibattito... di Federico Chiacchiari del 11/2/2007

TORINO FILM FESTIVAL - Refrattario di Rinaldo Censi del 13/2/2007

 

TORINO FILM FESTIVAL - Dall'occhio all'orecchio... la rivoluzione del Festival: arriva il Sistema Cinema Piemontese di Federico Chiacchiari del 15/2/2007


  

LE CINQUE QUESTIONI SUL FARE FESTIVAL DI CINEMA OGGI

 

1 - Cos'è cambiato nel panorama in cui si fanno i Festival? Cosa è rimasto della grande stagione dei Festival sviluppatasi negli Anni 70/80 sulla spinta dell'Associazionismo Culturale e dei Cineclub? E' ancora attuale? Per chi e perché si fanno oggi i Festival? A quale urgenza rispondono (se c'è ancora un'urgenza...)?

2 - Il nuovo modello emerso dalla Festa del Cinema di Roma, con la sua forte impronta politico/spettacolare, nasce da un progetto politico preciso o è puramente espressione del mutato scenario culturale? Quanto ha modificato l'idea stessa della Formula Festival? E' un modello avanzato, popolare e moderno di uso del cinema oltre l'approccio cinefilo oppure, al contrario, è un uso del cinema arretrato, populista e fortemente televisivo/mediatico?

3 - Quanto è proponibile e accettabile oggi, a livello politico, un modello di sviluppo culturale legato all'evento-festival che sia pura espressione delle istanze di ricerca artistica, della trasversalità degli immaginari, delle poetiche e delle istanze culturali provenienti dal "basso" e da realtà autonome, ovvero non legate direttamente con i centri della politica, delle istituzioni e dei canali di comunicazione di massa?

4 - Partendo dal presupposto che un festival è un organismo dispendioso, in che modo la politica può e deve intervenire sulla gestione del Festival? Qual è il limite all'autonomia di chi gestisce un festival e fino a che punto la politica in quanto amministratrice di finanziamenti pubblici può e deve intervenire sulla gestione diretta dei Festival? In altre parole: un festival si fa perché ci sono i finanziamenti o i finanziamenti servono a fare il festival? Viene prima l'identità del festival o quella dei committenti?

5 - Quanto è importante oggi per un Festival saper fare seriamente comunicazione? E' divenuta centrale nell'ideazione stessa di un festival di Cinema la sua capacità di auto-promuoversi? E poi: cosa determina il "successo" di un festival? Il numero di spettatori presenti alle proiezioni oppure il numero di lettori/spettatori/utenti che lo seguono attraverso i vari mass media? Ovvero, la sua capacità di entrare in risonanza con le istanze del pubblico della città che lo ospita oppure con un pubblico più ampio che segue ormai gli eventi culturali anche a distanza attraverso i media?

LINK PER SEGUIRE IL DIBATTITO/SCONTRO SUL TORINO FILM FESTIVAL

 

DA SENTIERI SELVAGGI

 

1/2/2007 - TORINO FILM FESTIVAL: Forum addio...? 

25/1/2007 - TORINO FILM FESTIVAL: L'ufficializzazione di Nanni Moretti  

25/1/2007 - TORINO FILM FESTIVAL: Moretti soddisfatto per la direzione del Torino Film Festival  

24/1/2007 - TORINO FILM FESTIVAL: Nanni Moretti ha detto sì...  

23/1/2007 - TORINO FILM FESTIVAL: L'amarezza di Gianni Rondolino  

19/1/2007 - TORINO FILM FESTIVAL: Rondolino spiega la "mediazione"...

18/1/2006 - TORINO FILM FESTIVAL: Rondolino si dimette

18/1/2007 - TORINO FILM FESTIVAL: Rondolino risponde a Barbera
13/1/2007 - TORINO FILM FESTIVAL: Alcuni operatori culturali dicono la loro...    

10/1/2007 - TORINO FILM FESTIVAL: Alberto Barbera risponde...    

10/1/2007 - TORINO FILM FESTIVAL: segnali distensivi?  

9/1/2007 - Un appello per il Torino Film Festival  

8/1/2007 - TORINO FILM FESTIVAL: Barbera ancora dimissionario    

6/1/2007 - TORINO FILM FESTIVAL: un messaggio dei direttori 

 

DA LA STAMPA

 

"Una politica miope, arrogante che vuole soltanto apparire" Intervista a Gianni Rondolino

"E' uno scontro generazionale per il potere Intervista all'assessore Gianni Oliva 

Moretti: "Il mio festival sarà serio ma allegro"

Moretti un bel segnale per il cinema

Moretti "Rinuncio a Torino"

Rondolino: "Non mi pento è tutta colpa di Barbera"  

Choc in città: Nanni ripensaci

 

DA IL MANIFESTO

 

Nanni salta la scocca   di Roberto Silvestri

Torino film festival, politica o immaginari? di Cristina Piccino

Non scimmiottare i «grandi» festival di Gianni Vattimo

Perché il festival di Torino è passato al Museo del cinema di Fiorenzo Alfieri

Cinema Giovani, la storia fu un'altra di Roberto Silvestri

Bisogna dire «No!» al teatro delle merci mediatiche  di Giona A. Nazzaro

 

DA IL GIORNALE

 

Blitz al Festival di Torino: Moretti direttore    

La guerra a sinistra fatta di celluloide  

Festival di Torino, il Caimano Moretti si ritira 

 

 

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