SPECIALE Spider-Man 3 - "Cinema della crudeltà In My Country": Peter Parker, un insetto come tanti
Lettere "speciali" nascoste nel baule in fondo alla stanza in cui si parla di scelta, la stessa scelta che è nelle nostre mani. È il lascito della nostra generazione. È il nostro destino. Avrei potuto farmi cullare da quelle ragnatele che scendono giù dai muri di casa, costruite senza far alcun rumore, visibili soltanto controluce

Caro nemico Peter,
la crudeltà non è sovrapposta al mio pensiero: vi è sempre esistita. Mi occorreva soltanto prenderne coscienza. Uso il termine crudeltà nell'accezione di appetito di vita, di rigore cosmico, di necessità implacabile, nel significato gnostico di turbine di vita che squarcia le tenebre, nel senso di quel dolore senza la cui ineluttabile necessità la vita non potrebbe sussistere; il bene è voluto, è la conseguenza di un atto; il male è permanente. Il Dio nascosto quando crea obbedisce alla necessità crudele della creazione che a lui medesimo è imposta; e non può non creare, cioè non ammettere, al centro del turbine volontaristico del bene, un nucleo di male sempre più ridotto, sempre più corroso. E il cinema di Raimi, inteso come creazione continua, come azione magica totale, obbedisce a questa necessità. Un cinema in cui non esistesse, visibile in ogni gesto e in ogni atto, e nell'aspetto trascendentale dell'azione, questa volontà, questo cieco appetito di vita, capace di superare ogni cosa, sarebbe cinema inutile e mancato.
Caro sconosciuto caduto dallo spazio,
devo confessarti che non capisco e neppure ammetto le obiezioni che sono state fatte al mio titolo. Mi sembra infatti che la creazione, il cinema e la stessa vita possano essere definiti soltanto da una sorta di rigore, e quindi da una fondamentale crudeltà, che conduce a qualunque costo le cose alla loro ineluttabile conclusione. Lo sforzo è crudeltà, l'esistenza attraverso lo sforzo è crudeltà. Destandosi dal suo riposo e tendendo la sua tela fino all'essere, Spider-Man soffre di una sofferenza che sprigiona forze armoniche di gioia, ma che all'estremo limite della curva si esprime soltanto in orribili dissonanze. C'è nella fiamma vitale, nell'appetito della vita, nell'impulso irrazionale della vita una specie di fondamentale perversità: il desiderio di Eros è crudeltà in quanto consuma contingenze; la morte è crudeltà, la resurrezione è crudeltà, la trasfigurazione è crudeltà, poiché in tutti i sensi e in un mondo chiuso e circolare non vi è posto per la vera morte, poiché un'ascensione è uno strazio, poiché lo spazio chiuso si nutre di vite, e poiché ogni vita più forte passa attraverso le altre, e quindi le consuma, in un massacro che è una trasfigurazione e un bene. Nel mondo del cinema il male è legge permanente, e il bene è uno sforzo, dunque una crudeltà supplementare. È grazie alla crudeltà che le cose si coagulano, si formano i piani sequenza del creato. Il bene è sempre sulla faccia esterna, ma la faccia interna è male. Un male che alla lunga finirà per essere domato, ma solo nel supremo istante in cui tutto ciò che fu forma sarà prossimo a ripiombare nel caos.
Lettere "speciali" nascoste in un bauletto in fondo ad una stanza fatiscente in cui si parla di scelta, la stessa scelta che è nelle nostre mani. È il lascito della nostra generazione. È il nostro destino. Avremmo potuto e dovuto strappare o farsi cullare da quelle ragnatele che scendono giù dai nostri muri di casa, costruite senza far alcun rumore, visibili soltanto controluce, invece i "superpoteri" del mezzo, espandendo all'infinito i nostri pensieri, si sono ghiacciati e frantumati nell'internet(spazio). Quella volta zio Ben disse:" Da grandi poteri nascono grandi responsabilità". Basta, interpretare... a che ora cambiamo il mondo?
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