CANNES 60 - "Ploy", di Pen-Ek Ratanaruang (Quinzaine des Réalisateurs)

L'ultima regia del nuovo talento del cinema orientale narra la storia di un matrimonio in crisi, di un hotel popolato da fantasmi e di un'illusione chiamata realtà...Pen-Ek Ratanaruang sorprende pur non entusiasmando

Come sempre è assai arduo circoscrivere le storia narrate da Pen-Ek Ratanaruang: la Ploy del titolo è una ragazzina che si ritrova in un bar di un albergo di Bangkok a parlare con Wit, un tailandese che da dieci anni vive in America dove ha aperto un ristorante con la moglie Dang, una vecchia star del cinema che pochi riconoscono in giro per strada.

Chiusi in una stanza dell'hotel i tre inizieranno a vivere (o a sognare...) una realtà folle...

Così a caldo forse si rischia di vedere le cose con un'ottica un po' deformata ma Ploy, l'ultimo film del regista tailandese Pen-Ek Ratanaruang presentato alla "Quinzaine des Réalisateurs" di Cannes 60, costituisce sicuramente uno scarto significativo rispetto alle ultime fatiche dell'autore. Messi in cantiere capolavori del calibro di Last Life in the Universe e Invisible Waves, Ratanaruang sembra aver sentito la necessità di ripiegarsi in un cantuccio senza però abbandonare quelle atmosfere che lo avevano reso celebre fin dagli esordi. Già il fatto di essere ritornato a girare a Bangkok, dopo la parentesi di Invisibile Waves che sembrava davvero un allontanamento dalla triste realtà tailandese , è di per sé una scelta piuttosto significativa; ma ciò che costituisce lo scarto maggiore con le ultime due opere dell'autore è senza dubbio la scelta di ritornare al "vecchio" direttore della fotografia Chankit Chamnivikaipong, con il quale aveva esordito al cinema nel 1997 con Fun Bar Karaoke, prima di "abbandonarlo" nelle sue ultime due opere per il visionario Christopher Doyle che aveva senza dubbio impresso il suo "marchio" su queste pellicole. Insomma, per Ratanaruang questo film sembra un ritorno alle origini...

Oltre a questi cambiamenti, dicevamo, vanno notati comunque alcuni must  propri del regista thai: anche qui, infatti, rinchiude i suoi personaggi in una gabbia senza apparenti vie di fuga se non attraverso il sogno, unica vera valvola di sfogo per una realtà priva di ogni illusione. Ancora una volta, dunque, Ratanaruang mettendo in scena una storia di amori disillusi e di realtà sempre più alterate, prosegue quel suo personalissimo percorso cinematografico che si fa via via più intimo e misterioso. I corpi di Ratanaruang sembrano smembrati, divisi tra il bruciare eternamente nel fuoco delle passioni e lo sparire, il rendersi fantasmi, invisibili (come, appunto, faceva Asano Tadanobu in Last Life in the Universe e in Invisibile Waves...). Ma ancor di più che nei precedenti film, la coppia protagonista della pellicola sembra essere alle prese con una metafisica discesa agli inferi, un Viaggio in Thailandia (sulle orme di quello rosselliniano...) per ritrovarsi perdendosi nelle fredde camere di un hotel dove ci sono coppie che sfogano la propria libido in amplessi senza preamboli né parole, forse per non "scadere" (la ragazzina chiede infatti al protagonista se l'amore ha una data di scadenza...) anche loro nelle trappole del matrimonio. Ma è solamente dalla sofferenza che si sviluppa l'amore ed è solo dopo aver "sofferto" in questo viaggio mistico che moglie e marito potranno sfiorarsi le mani e sussurrarsi ancora una volta: "Ti amo"...

Ma è la realtà? O è solo un'illusione?

Ratanaruang ci risponde fermandosi, rimanendo sospeso tra immagini e musica. Una donna canta, dopo aver fatto l'amore con un misterioso barista (ancora fantasmi "luccicanti": e qui sembra davvero essere all'Overlook Hotel...): "Tell me You're Not an Illusion"...

Qui si sta tra coloro che sono sospesi, fra il Paradiso e l'Inferno, qui non si è né beati né miseri...

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf  
"Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata
"Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
Diretta da David Gordon Green