CANNES 60 - "Mang Shan" (Blind Mountain), di Li Yang (Un Certain Regard)

Con questa storia, il regista (vincitore a Berlino nel 2003 dell'Orso d'argento con "Blind Shaft"), utilizza un anomalo stile documentaristico per ricostruire fedelmente la realta' della vita rurale cinese. Cosi' pero' non si e' mai troppo liberi di uscire da un quadro teorico, limitato da un tiepido manierismo e insistente didascalia

Bai Xuemei, giovane studentessa, e' vittima di un traffico umano ed e' venduta come "sposa" in un villaggio tra le montagne della Cina settentrionale, completamente isolato da tutto il resto, dove manca anche la corrente elettrica. Era in cerca di lavoro e ha ceduto alle prime promesse di un uomo invischiato in affari sporchi. Viene dapprima drogata e poi lasciata sul letto della sua futura casa. Violentata e picchiata, diviene ben presto schiava per il sesso e la riproduzione, senza alcuna possibilita' di evadere. Dopo alcuni anni, viene finalmente rintracciata dal padre, ma e' l'inizio di un'altra tragedia. Il film e' ambientato agli inizi degli anni novanta ed e' legato naturalmente al rapido sviluppo economico della Cina, in contrasto con il degrado della morale e dei valori tradizionali che rischiano lentamente un completo annullamento. Ancora di piu' in Cina la frattura tra la societa' modernizzata e quella arretrata si e' ingrandita e la brutalita' umana pare dominare incontrastata su larghe aree del paese. Il denaro e la corruzione comandano ormai ogni relazione. Alcuni anni fa, migliaia di donne e di bambini sono stati allevati e venduti, ma solo una piccola parte e' riuscita a liberarsi e a scappare. Con questa storia, il regista (vincitore a Berlino nel 2003 dell'Orso d'argento con Blind Shaft), utilizza quasi uno stile documentaristico per ricostruire fedelmente la realta' della vita rurale cinese. In effetti la confidenza con il documentario e' evidente, considerando che Li Yang ne ha girati ben tre prima di passare al lungometraggio di fiction. Ma e' cinema che sembra non respirare, asfissiato in una didascalica messa in scena. I tentativi brutali di drammatizzazione visiva e narrativa s'infrangono il piu' delle volte contro lo spasmodico desiderio di raccontare le gabbie dell'arretratezza culturale, il riemergere di istinti naturali. Eppure, i vani tentativi di fuga della protagonista tra i boschi, le montagne circostante che mozzerebbero il fiato, il mutare delle stagioni, sono semplici supporti per lo sguardo, mai troppo libero di uscire da un quadro teorico stretto e limitato, da cui il cinema dell'estremo oriente sa tenersi spesso lontano, per giungere al culmine supremo o al senza culmine. Neanche a dire che Li Yang persegua un formalismo estetizzante e manierato (altro limite spesso del cinema dell'estremo oriente): nessun mosaico visivo o tavole pittoriche in movimento, soltanto il compitino ben fatto di un regista che corre il pericolo di essere sopravvalutato.

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf  
"Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata
"Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
Diretta da David Gordon Green