CANNES 60 - "Death Proof", di Quentin Tarantino (Concorso)
Ancora residui del cinema degli Anni'70 in una pellicola dal tormentato percorso produttivo. Un film sul voyeurismo, sullo sguardo diretto o nascosto e al tempo stesso un altro viaggio dentro i generi popolari (lo slasher-movie e il road-movie) in un'opera non omogenea, di straordinaria irregolarità, grandiosa proprio nella sua dichiarata incompiutezza

Dentro il cinema di Tarantino ci sono ancora i residui del cinema degli anni Settanta. E, di film in film questa operazione si fa sempre più scoperta. Riemergono dal passato musiche, costumi, generi (per esempio la blaxploitation di Jackie Brown, il kung-fu movie e il western all'italiana nel dittico Kill Bill) che non appaiono come i segni di una cinefilia sterminata ma di una memoria soggettiva che si è formata con l'esperienza del proprio sguardo. Ed è per questo che anche Death Proof si riappropria delle atmosfere degli slasher-movie ma anche delle forme del road-movie; non è un caso che in questa pellicola si citano capostipiti del genere come Punto zero, ma anche action-movie come Zozza Mary, pazzo Gary di John Hough.
Originariamente Death Proof era soltanto uno dei due segmenti di Grindhouse, circa 189 minuti di durata diretto, oltre che da Tarantino, anche da Robert Rodriguez. Negli Stati Uniti però il film è stato un flop. La produzione ha quindi deciso di fare uscire le due parti separatamente. Rispetto al progetto iniziale si avverte una dilatazione temporale da parte del regista statunitense, soprattutto nella seconda parte.
La pellicola infatti vede inizialmente protagoniste tre amiche: Jungle Julia (la DJ più sexy di Austin), Shanna e Arlene. Sono belle, disinibile e ogni volta che entrano in un locale attirano tutti gli sguardi. A loro riserva un'attenzione particolare 'Stuntman Mike' (un grande Kurt Russell), un uomo pieno di cicatrici che attira le vittime nella sua macchina assasina o le uccide schiantandocisi contro. Lui va in ospedale, ma guarisce. Nella seconda parte del film cercherà di fare la stessa cosa con altre quattro ragazze. Queste però gliela faranno pagare.
Se Kill Bill si poteva considerare praticamente come un unico film, Death Proof è invece una pellicola divisa in due. Tarantino sottolinea volontariamente questa frattura netta con il risveglio di Stuntman Mike - nel Tennessee, 14 mesi dopo - con le immagini che sono prima in bianco e nero poi a colori. Quello di Tarantino è un altro grandioso folle viaggio nello spazio e nel tempo. Il film inizia con il dettaglio dei piedi nudi di una ragazza sulla macchina, già segno evidente di un cinema che sa filmare la sessualità e la seduzione come pochi ed esplode nella scena della danza della ragazza davanti al protagonista. Death Proof è pieno di 'sguardi indiscreti', di un voyerismo evidente e nascosto. Quello di Stuntman Mike ad esempio è una specie di 'occhio che uccide'. Ma una delle cose che attraggono di più di questo film è il fatto che lo stesso Tarantino, mentre lo sta realizzando, è come se stesse guardando un vecchio film o un telefilm degli anni Settanta. Nella prima parte del film ci sono degli stacchi improvvisi di montaggio, tipici di quelle pellicole rovinate che rivengono proiettate dopo molto tempo e in cui qualche frammento è ormai inutilizzabile perché usurato. Inoltre i colori della fotografia dello stesso Tarantino sono accesi ma come sbiaditi dal tempo, mentre nella seconda parte sono più nitidi.
Death Proof è pieno di momenti di grande cinema: l'auto di Stuntman Mike che si muove a fari spenti, l'inseguimento delle quattrro amiche all'omicida con la loro auto che scorre su una strada parallela alla sua. Quest'opera chiaramente, per il suo percorso produttivo, non è omogenea ma è di una straordinaria irregolarità. Più che un film, una composizione di un artista: cinematografica, pittorica, musicale. E a volte, ciò che rende grandi certe opere artistiche è proprio la loro incompiutezza.
Cerca nel sito

- trailer
- torino 29
- DVD
- hbo
- cannes 64
- cannes 2011
- Cannes 65
- Corso Salani
- horror
- leonardo di caprio
- cinema giapponese
- Johnny Depp
- cinema americano
- Isabelle Huppert
- woody allen
- venezia 67
- venezia 68
- ben affleck
- oscar
- Sean Penn
- cinema UK
- nanni moretti
- robert de niro
- 3D
- michael fassbender
- david fincher
- cinema italiano
- david cronenberg
- cinema spagnolo
- james franco
- Martin Scorsese
- Kate Winslet
- torino film festival 28
- animazione
- clint eastwood
- cinema orientale
- jessica chastain
- matt damon
- documentario
- steven spielberg
- serie tv
- cinema francese
- marion cotillard
- brad pitt
- cinema indipendente
- george clooney
- Festival di Roma
- Jafar Panahi
- film tratti da libri
- joaquin phoenix
News
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa
- CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
- Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
- CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
- il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
- CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
- Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf
- "Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
- Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata
- "Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
- venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
- Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
- Diretta da David Gordon Green






