CANNES 60 - "Ho voluto integrare le corse in strada con lo slasher-movie". Incontro con Quentin Tarantino

Quentin Tarantino, al suo quinto lungometraggio, con "Death Proof, pellicola "gore", s'ispira agli slasher-movie degli anni settanta e per la prima volta e' anche contemporaneamente sceneggiatore, produttore e direttore della fotografia. Cinema assurdamente spettacolare in cui Tarantino piu' che assorbire i generi pare vomitarli.

Arriva in conferenza con Kurt Russell e quattro delle sue attrici, tra le quali Rosario Dawson e Zoe Bell. Quentin Tarantino, al suo quinto lungometraggio, con Death Proof, pellicola "gore", s'ispira agli slasher-movie degli anni settanta e per la prima volta e' anche contemporaneamente sceneggiatore, produttore e direttore della fotografia. Cinema assurdamente spettacolare in cui Tarantino piu' che assorbire i generi pare vomitarli. In Italia arrivera' in sala la versione integrale di due ore e non quella di 85' uscita negli Stati Uniti.

 

Quanto si e' divertito a girare questo film?

Un mondo. Sul set amo sempre creare un gruppo coeso assolutamente assorto nella storia del film per tutto il periodo di lavoro. E' stato sempre un mio sogno riuscire ad integrare le corse in strada con lo slasher-movie. Anche se di colpo, a venti minuti dalla fine, il mio film cambia registro e proprio non saprei a quale genere possa appartenere. Ci si identifica talmente nei personaggi che quasi non ci si accorge del cambio netto di registro.

 

Ci parli delle sue ispirazioni...

Il film ha sicuramente l'audacia di riferirsi allo slasher-movie degli anni settanta con l'aggiunta di qualche tocco di modernita'. Il fatto poi che vi sia molta violenza, credo lo avvicini anche all'horror dell'epoca.

 

Oltre alla potenza esplosiva, questo film sembra avere una cura particolare anche del dialogo...

E' vero. Non ho provato a scrivere dei veri e propri dialoghi, soprattutto per le ragazze. Ho cercato di stimolare un dialogo il piu' possibile vicino alla quotidianita'.

 

Perche' ha scelto Kurt Russell nel ruolo di "cascadero"?
Ho scelto Kurt solo qualche settimana prima dell'inizio delle riprese. Ho sempre amato Kurt, sin dai film con John Carpenter: e' veramente un tipo formidabile.

La musica ha come sempre un ruolo determinante nel suo cinema. Ci parli del rapporto con Winstead?

Nel film ha l'occasione di cantare. Abbiamo usato la canzone "Baby it's You", che e'stata cantata dal gruppo degli anni settanta, Smith. Abbiamo acquistato i diritti di questo titolo e abbiamo chiesto appunto a Winstead di cantarla. Gli ho fatto una copia della canzone e lei mi ha detto che voleva provarci. Ci siamo accorti subito della sua voce meravigliosa. Siamo rimasti assolutamente impressionati dal suo talento.

 

E le auto...

Le auto sono degli autentici personaggi del film. Nel finale la Dodge Challenger affronta una Dodge Charter. E' la guerra delle Dodge.

 

Ha ingaggiato veri "stuntman"?

Certo. Con me c'era Buddy Joe Hooker, "cascadero" da leggenda. Ho sempre avuto un'ammirazione per Buddy che quando e' al volante, fa quello che vuole con l'auto, come se fosse un prolungamento del suo corpo. Ma oltre a Bobby c'erano Tracey Dashnaw, Zoe Bell e Terry Leonard.

 

A proposito di Zoe Bell...

Rischia di diventare un modello per il suo carattere forte e le sue formidabili acrobazie. Penso che molte ragazze vogliano un po' somigliarle.

 

E quella pellicola sporca...
Ho lavorato prima sulla pellicola in bianco e nero. Penso spesso alla pellicola come alla creatura di Frankenstein. Di fatti la grana della pellicola e' rovinata, come invecchiata.

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