CANNES 60 - "Amo contemplare la bellezza del mondo". Incontro con Carlos Reygadas
Il regista messicano, Carlos Reygadas, di "Battalla en el Cielo", ritorna a Cannes con il suo terzo lungometraggio, "Stellet Licht" (in francese "Lumière Silencieuse"), storia di un triangolo amoroso nella comunita' religiosa mennonita

Il regista messicano, Carlos Reygadas, di Battalla en el Cielo, ritorna a Cannes con il suo terzo lungometraggio, Stellet Licht (tradotto in francese Lumière Silencieuse), storia di un triangolo amoroso nella comunita' mennonita.
Dopo Battallia en el Cielo quando ha sentito l'esigenza di girare questo film?
Dopo il film ho sentito l'esigenza di un po' di tranquillita'. Me ne sono andato al nord del Messico, in campagna, per riordinare le idee che avevo in mente. Ho quindi deciso di cominciare questo film con una piccola equipe di undici persone e di lavorare quasi esclusivamente con la luce naturale.
Tutto il contrario di Battalla en el Cielo?
Penso che ogni film sia realizzato in relazione al precedente. Quindi le scelte sono sempre determinate da cio' che si e' gia' fatto e da quello che si vorrebbe ancora fare.
I mennoniti sono i protagonisti del film...
In pratica, i mennoniti sono dei cristiani protestanti che vivono con la vendita del formaggio. Ma quando ci si imbatte nei loro villaggi, si scopre un universo incredibile. Da loro, ci sono i valori della comunita' e della famiglia che dominano. Volevo quindi raccontare una storia d'amore, qualche cosa di universale. Quello dei Mennoniti e' stato per me solo il contesto.

Come ha fatto a convincerli a partecipare?
Ho spiegato loro le mie intenzioni, di cosa il film avrebbe parlato e cio' che avrebbe rappresentato per loro: un'occasione unica di far conoscere la propria cultura. Cosi' hanno accettato.
Le sue immagini devono respirare. Per questo sente il bisogno di girare con uno stile naturalistico?
E' il motivo per cui amo vivere la mia vita. Poca gente fa attenzione alla bellezza del mondo. Questo e' un grave errore, ma la vita resta assolutamente meravigliosa.
Com'e' passato al montaggio?
Sono andato ad Hanoi in Vietnam. Abbiamo lavorato come dannati tutti i giorni. Volevo che tutto fosse restituito alla luce naturale, il piu' possibile.
Quali sono state le difficolta' legate ai finanziamenti?
Non e' stato semplice. Ma non posso dire che sia stato piu' difficile delle altre volte. Forse pero' e' meglio cosi'. Se si ha gioco facile, si rischia di accettare tutto quello che viene imposto dalla produzione. Perche' nessuno regala soldi per realizzare i propri sogni. Nessuno!
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