CANNES 60 - "Ezra", di Newton Aduaka (Ev. Speciale Semaine de la Critique)
"Ezra" è un'opera importante per il cinema africano e conferma il talento di un regista nato in Nigeria e cresciuto a Londra. Nel film è presente , il tempo del dolore e della elaborazione di una ferita che ha segnato tutti. Ha già vinto numerosi premi tra cui il Fespaco di Ouagadougou di febbraio, come miglior film

È arrivato a Cannes dopo avere vinto il Fespaco di Ouagadougou di febbraio, come miglior film, e il premio del pubblico al Festival del cinema africano, d'Asia e America Latina di Milano di marzo. Ezra, secondo lungometraggio di Newton Aduaka, è stato uno degli eventi speciali della Semaine de la critique, e sola presenza africana delle sezioni ufficiali del Festival di Cannes di quest'anno.
Ezra è il nome del protagonista, un uomo che, da bambino, fu reclutato come soldato durante la guerra che aveva sconvolto il suo Paese. Il riferimento è a quanto accaduto in Sierra Leone, anche se Aduaka non cita mai esplicitamente quella nazione, volendo descrivere le atrocità di una qualsiasi guerra e di un qualsiasi dopo-guerra. Sprofondando lo spettatore, e il film stesso, in un vortice (politico al limite del didascalico, nel senso di necessità di disegnare una narrazione solida e nella quale immediatamente identificarsi) spaziotemporale che sempre più sgretola i confini del passato e del presente. C'è, in Ezra, il tempo del dolore e della elaborazione di una ferita che ha segnato tutti, il giovane protagonista come la sorella (che lo accusa di avere ucciso i loro genitori), una comunità intera e coloro che, ora, presiedono la commissione di riconciliazione nazionale organizzato dall'Onu. Ezra è film che sosta in luoghi (la foresta rifugio dei guerriglieri, la stanza adibita a tribunale) facendone sentire il loro peso, luoghi-corpi che, al pari degli uomini, hanno subito violenze e lacerazioni inaudite.
Ezra è un'opera importante per il cinema africano e conferma il talento di un regista nato in Nigeria e cresciuto a Londra, esponente della diaspora anglo-africana degli anni Novanta con cortometraggi e il lungometraggio d'esordio Rage, del 2001, che ha per argomento bruciante attualità gli scontri fra comunità a Londra
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