CATTIVE LETTURE - "La guerra dei mondi", di H.G. Wells
I dischi volanti esistono sul serio, e li costruivano i nazisti alla Skoda. Non è vero? Bene, Wells aveva immaginato molto di peggio. Ecco una lettura che, applicata alla realtà odierna, diventa molto cattiva.

E' una favola oppure no, che i dischi volanti esistono sul serio e sono nati nei tranquillizzanti stabilimenti Skoda? Ovvero: il documentario prodotto alcuni anni fa e trasmesso più volte da un canale satellitare, in cui si racconta di scienziati nazisti passati al soldo degli americani alla fine degli anni Quaranta - insieme ai loro progetti di aeromobili antigravitazionali, sviluppati negli stabilimenti Skoda durante la Seconda Guerra Mondiale -, era fasullo come molti sostengono? Al di là del fascino di un'ipotesi come questa, vera o falsa che sia, l'immaginazione di Herbert George Wells era arrivata ben oltre: e già cinquant'anni prima dei supposti esperimenti nazisti. Basta dare un'occhiata al suo profilo, per rendersi conto che le intuizioni di cui è stato capace lo pongono al livello di Jules Verne, altro padre della narrativa che oggi definiamo fantascientifica. Contenute in capolavori ampiamente sfruttati dal cinema, come La Macchina del Tempo o L'Uomo Invisibile, le sue premonizioni circa il futuro della tecnologia o dell'assetto sociale dell'umanità hanno spaziato dalla genetica all'ingegneria, dal campo dell'infinitamente piccolo agli immensi spazi siderali.
In questo senso, La Guerra dei Mondi rappresenta uno dei passaggi principali del lavoro di fiction sviluppato da Wells; che, non dimentichiamolo, affiancò alle creazioni fantastiche tutta una serie di saggi riguardanti l'assetto geopolitico del pianeta, tanto da divenire consulente della Lega delle Nazioni, futura ONU. Il valore intrinseco di questo racconto, difatti, aumenta quanto più ci si immedesima nell'epoca in cui venne scritto. Alla fine del diciannovesimo secolo l'Europa intera si interrogava sul futuro del continente, mentre assisteva al rafforzamento del potenziale bellico della Germania, iniziato col secondo Reich: e la sensibilità raffinata di Wells percepiva il fatto che si stavano creando le condizioni per eventi di importanza eccezionale.

Ecco allora questa storia di invasioni marziane, in cui un nemico tentacolato attacca la Terra per necessità, per ampliare il proprio "spazio vitale"; una storia in cui i livelli delle conoscenze scientifiche delle due specie che si affrontano sono decisivi, per comprendere da che parte volgerà l'ago della bilancia, ma in cui sarà la silenziosa potenza della Natura a determinare il trionfatore. Wells, il socialista, racconta vicende in cui l'essere umano non è vinto né vincitore; e non manca mai di sottolineare ogni passaggio in cui l'esile presenza del singolo uomo sul nostro pianeta appare per quello che è: una capocchia di fiammifero, dalla luce infinitesima e dalla durata altrettanto effimera.
Gli studi scientifici dello scrittore, uniti ad una profonda coscienza politica e ad un'evidente sensibilità nella percezione degli stati d'animo umani, gli furono d'aiuto nell'immaginare questa storia fatta di dettagli psicologici (le sensazioni del protagonista, testimone di massacri che avvengono intorno a lui e di sconvolgimenti che accadono dentro di lui), di minuziose descrizioni della biologia marziana, di coreografiche raffigurazioni dei movimenti della "gente" (popolazioni in fuga, in trepida osservazione, in stato di costernazione): facile immaginare la smania di sceneggiatori, registi e produttori desiderosi di misurarsi con questo materiale...
La Guerra dei Mondi, quindi, offre davvero molte letture. Tra queste, forse la più aderente alla realtà del Ventunesimo secolo è quella che pone il parallelismo tra il conflitto "terrestri vs. marziani" e quello tra "abitanti del Nord del pianeta vs. abitanti del Sud". Proprio come gli inglesi del racconto di Wells, infatti, gli abitanti del Nord della Terra - quelli cioè dei paesi industrializzati - continuano ad avere la cieca convinzione che lo stato attuale delle cose non cambierà mai, e che i privilegi di cui godono dureranno all'infinito. E, dall'altro lato, come i marziani di Wells basavano il loro enorme potere su conoscenze tecniche infinitamente superiori a quelle terrestri, così gli abitanti del Sud del mondo possiedono il potere infinito dato loro dal controllo delle materie prime, quelle su cui si regge l'intera economia mondiale: iniziando dal petrolio, per finire con il materiale umano, dovuto a tassi di crescita demografica ormai sconosciuti al resto del mondo. In tema di scostamento tra realtà e cognizione della realtà, come in tema di squilibrio tra poteri, il mondo di oggi e quello raccontato da Wells non differiscono poi tanto tra loro.
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