VENEZIA 64 - "Blade Runner: The Final Cut è la versione definitiva del mio film più bello". Incontro con Ridley Scott
L’attesa versione restaurata e rimontata del meraviglioso capolavoro di Ridley Scott datato 1982 è stata presentata a Venezia 2007 dallo stesso regista e uscirà in dvd a dicembre. Un classico che resiste al tempo, che lo stesso regista ha confermato essere il film a cui è ancora oggi più legato
Presentato oggi a Venezia l’attesa versione restaurata e rimontata del meraviglioso capolavoro di Ridley Scott datato 1982. Blade Runner: The Final Cut è uno spettacolo per gli occhi che a distanza di anni mette ancora i brividi. Eppure ben poche sono le varianti rispetto al Director’s Cut, la seconda versione che uscì in sala nel 1996 e che è stata finora l’unica disponibile in dvd. I cambiamenti di questo Final Cut rispetto al primo Blade Runner risiedono soprattutto nell’aggiunta di nuovi piani d’ambientamento con qualche ritocco visivo, l’assenza della voce narrante e del finale paesaggistico e la presenza della scena dell’unicorno – l’ambiguo ricordo del protagonista che insinua il sospetto della sua natura androide. Blade Runner: The Final Cut uscirà nel mercato home video a dicembre.
Può spiegarci a grandi linee la necessità che c’è dietro a questa nuova versione di Blade Runner?
E’ una lunga storia che inizia 25 anni fa durante le riprese del film. Blade Runner è stato il mio primo film hollywoodiano, dal momento che Alien era stato realizzato in Inghilterra. Lavorare a Hollywood a quei tempi era il sogno di tutti i cineasti, ma allo stesso tempo rappresentava per me un esame davvero importante e per certi versi rischioso. Non avevo il controllo e la sicurezza di cui dispongo oggi. Il film era una superproduzione che ebbe un processo realizzativo molto complesso e prima dell’uscita in sala venne presentato a una serie di anteprime riservate alla stampa e a un pubblico selezionato – consuetudine che del resto è sempre stata utilizzata nel cinema americano – ricevendo molti pareri sfavorevoli. Tutto ciò avvenne ovviamente prima che la pellicola diventasse un classico e perciò fui costretto a rivedere alcuni aspetti del film, eliminando delle scene e inserendo la voice over del protagonista. Col tempo ho però sempre considerato quella del 1982 una versione ibrida e incompleta. Quella di oggi è invece la versione definitiva. E sono contento di poterla finalmente presentare al pubblico di tutto il mondo.
Oltre a Blade Runner ci sono stati altri suoi film danneggiati, che magari le piacerebbe rimodellare con la stessa cura che in questi 25 anni ha riservato a questo suo capolavoro?
Sì che ci sono stati. In questo lavoro succede continuamente di veder danneggiati i propri film. Fa parte del mercato e facendo anche i produttore mi rendo conto di quanto sia difficile questo mestiere. Non me la sento quindi di arrabbiarmi con chi produce i film. L’unico consiglio che mi sento di dare a un produttore è quello di collaborare con il regista il più possibile, fare in modo che il lavoro di equipe funzioni nel miglior modo.
Perché nella sua filmografia ci sono solo due film di fantascienza? E cosa ne pensa di questa recente proliferazione di film bellici sulla guerra in Iraq?
Alien e Blade Runner li ho amati entrambi per la solidità della sceneggiatura e per la loro forte componente realistica. Anche in un conteso fantastico l’importante è che lo spettatore creda a quello che vede. Mi piacerebbe fare un terzo film di questo tipo, ma ancora aspetto la sceneggiatura giusta. Per quanto riguarda il recente cinema di guerra, mi fa piacere che se ne parli. L’importante in assoluto è fare buoni film. Il mio Black Hawk Down per certi versi anticipava questo nuovo filone. Pur essendo ambientato a Mogadiscio, era un film che anticipava le dinamiche claustrofobiche della guerra in Iraq.
Che opinione si è fatto dei cambiamenti che il cinema ha subito negli ultimi anni? Anche tenendo conto della realtà multimediale e televisiva?
Non ho affatto idea di dove il cinema stia andando. Non sono però molto pessimista per quanto riguarda i progressi tecnici. Il mondo della televisione e dei video musicali è a suo modo molto cinematografico. So bene quanto il pubblico e l’estetica di MTV siano stati influenzati da Blade Runner. Il problema, almeno in America, risiede semmai nell’eccessivo potere commerciale del sistema scapito dell’arte.
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