VENEZIA 64 - "Hotel Meina", di Carlo Lizzani (Venezia Maestri)
Hotel Meina di Carlo Lizzani è un film che prende vita da un ricordo, ma è anche un’opera che sembra il ricordo di un modo di fare cinema che non c’è più. La sceneggiatura, tratta dal crudo rastrellamento di un gruppo di ebrei narrato nel romanzo omonimo di Carlo Nozza, è anche un viaggio all’indietro nelle forme cinematografiche del melodramma italiano.
Ciò che colpisce di più in Hotel Meina, il nuovo film di Carlo Lizzani tratto da un romanzo omonimo di Carlo Nozza, non è solo l’emotività di una storia (presentata come autentica) in cui un gruppo di ebrei in vacanza sul Lago Maggiore cerca di sopravvivere al rastrellamento, quanto piuttosto l’evidente “anzianità” delle forme cinematografiche che presiedono alla struttura del film. Come all’inizio gli occhi della protagonista Nora (Ivana Lotito), ferma sulla riva del lago, risvegliano il flashback e quindi il racconto ambientato subito dopo l’armistizio del 1943, così sembra che lo spettatore venga proiettato all’indietro in un modo di fare e scrivere il cinema che sembra appartenere ad un altro tempo. Ad eccezione della panoramica iniziale sulla protagonista, che “motiva” il ricordo, Hotel Meina è costruito quasi del tutto su piani fissi, da un uso smodato del campo/controcampo e sul dettaglio dello sguardo, sia che sia quello tagliente e privo di pietà, che si intravede dietro il berretto delle SS del comandante Krassler (Benjamin Sadler), sia che sia invece quello innamorato e sognante della giovane Nora che, prevedendo il peggio, si concede al coetaneo ebreo Julien (Federico Costantini). Questo classicismo si ritrova anche nella sceneggiatura, che ha la sua forza in una struttura rigorosa e schematica, in cui ogni personaggio rispetta il suo ruolo drammatico: il cattivissimo comandante Krassler, che insieme al suo manipolo si fa beffe dei detenuti, ignorando l’imminente giudizio della Storia, gli “ariani” italiani che restano nell’albergo vedendo con malcelato piacere il gioco del gatto e del topo tra le SS e gli ebrei, e soprattutto il sottoplot romantico che poi è il vero centro del film (il ritorno dell’armonica suonata da Julien come oggetto simbolico dell’amore reciso). E’ indubbio che Carlo Lizzani s’impegni nel trattare con il massimo rispetto le tragiche vicende che sono il soggetto di Hotel Meina, e che onori il suo noto impegno etico di farsi testimone di diversi periodi della storia italiana, come in questo caso il tardo-fascismo. In più, il regista dimostra scelte felici, come l’accentuata claustrofobia del gruppo di ebrei in attesa di una morte annunciata. Piuttosto, a destare perplessità è la precisione chirurgica, tra cui una sfacciata citazione da Roma città aperta, con cui il film si trasforma presto in un melodramma e cerca di suscitare emozioni/riflessioni (per altro garantite) nello spettatore. Ma è la già accennata senilità del linguaggio utilizzato a lasciare la domanda più significativa: una scelta poetica dettata dall’ambientazione retrò, oppure la dimostrazione che un certo tipo di messa in scena è ormai definitivamente tramontato, e relegato alle produzioni televisive?
Sono presenti 0 commenti
Cerca nel sito

- cinema UK
- Festival di Roma
- cinema americano
- cinema giapponese
- serie tv
- david fincher
- cinema orientale
- woody allen
- leonardo di caprio
- cinema italiano
- torino 29
- Corso Salani
- joaquin phoenix
- Isabelle Huppert
- george clooney
- david cronenberg
- steven spielberg
- cannes 64
- DVD
- Kate Winslet
- venezia 68
- Cannes 65
- horror
- marion cotillard
- ben affleck
- animazione
- 3D
- cannes 2011
- matt damon
- jessica chastain
- Jafar Panahi
- robert de niro
- clint eastwood
- oscar
- brad pitt
- cinema spagnolo
- Sean Penn
- Johnny Depp
- film tratti da libri
- hbo
- cinema indipendente
- venezia 67
- nanni moretti
- trailer
- Martin Scorsese
- cinema francese
- michael fassbender
- torino film festival 28
- documentario
- james franco
News
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa
- CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
- Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
- CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
- il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
- CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
- Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf
- "Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
- Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata
- "Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
- venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
- Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
- Diretta da David Gordon Green






