VENEZIA 64 - "Mal Nascida" di João Canijo (Orizzonti)
I corpi cercano dall’inizio alla fine un contatto che è allo stesso tempo malato e inestirpabile. E l’unica possibile salvezza per le vittime di una cultura abbandonata alla dannazione e a un cattolicesimo tragicamente degenerato è quella di cancellare il passato col sangue e la brutalità
In una località della campagna portoghese, mai così sporca e grigia, si consuma l’infelice esistenza di Lucia, continuamente aggredita dalla madre e dal patrigno che vorrebbero internarla in una casa di cura. E’ una famiglia che nasconde più di un tragico segreto e la donna viene ingiustamente creduta per la sua presunta follia e bruttezza la causa di tutte le disgrazie del passato. Il ritorno improvviso del fratello, che molti anni prima Lucia aveva fatto partire per salvarlo da quel mondo orribile, facendo poi credere a tutti di averlo maldestramente smarrito, scatenerà una vendetta risolutiva e violenta.
Per quanto, dilatando spesso i tempi e i meccanismi di racconto, rischi di cadere in più di un’occasione nella ripetitività a scapito di un coinvolgimento immediato, il portoghese Canijo – che in certi ritratti e atmosfere sembra essersi ispirato, facendo ovviamente le debite proporzioni, al Buñuel di Las Hurdes – riesce a ritrarre un luogo fisico e mentale arido, squallido, senza speranza, dove la dignità umana sembra aver abbandonato i protagonisti lasciandoli gradualmente morire nel rimorso di un passato segnato da colpe e morte. In Mal Nascida i corpi cercano dall’inizio alla fine un contatto che è allo stesso tempo malato e inestirpabile. E l’unica possibile salvezza per le vittime di una cultura abbandonata alla dannazione e a un cattolicesimo tragicamente degenerato è quella di cancellare il passato col sangue e la brutalità. E’ un percorso obbligato per i due figli protagonisti, il cui abbraccio finale pur essendo finalmente liberatorio, nasconde già il germe di un legame dannato. Lucia per uscire dalla sua prigione deve finalmente scoprire la propria carne – attraverso un incesto con il fratello ritrovato terapeutico e sconcertante assieme – e successivamente annientarne i residui marciti e avvelenati con l’eliminazione, compiuta da entrambi, dei genitori. E’ un vincolo che si spezza e rinasce nel buio.
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