VENEZIA 64 - "Xiaoshuo (The Obscure)", di Lü Yue (Orizzonti)

Originale e ipnotico Xiaoshuo di Lü Yue, nella sezione Orizzonti, è un’esperienza visiva davvero singolare in cui il documentario vira, inaspettatamente, nella fiction, facendo deragliare lo sguardo, le attese e l’attenzione dello spettatore su una deriva e un registro di anomale virtù.

Che strano oggetto questo Xiaoshuo (The Obscure) selezionato per la sezione Orizzonti. Siamo in Cina, fine anni novanta, presso l’Associazione degli scrittori, si riuniscono alcuni poeti e romanzieri che discutono del valore della poesia e della ricerca del poetico nella vita quotidiana. Questo processo avviene attraverso il continuo confronto tra le proprie esperienze artistiche con quelle personali in quanto scrittori, ma anche come semplici uomini e donne che vivono la propria ordinaria vita quotidiana, nel tentativo di fare luce sull’oscurità della poesia e della realtà. Contemporaneamente, l’organizzatrice dell’evento incontra, in albergo, una sua vecchia fiamma del liceo. Trascorre con lui una serata durante la quale i ricordi e i sentimenti si rincorrono, il presente è imbarazzante e il senso delle cose perdute si fa pesante. La storia d’amore e le discussioni dei poeti si intervallano, ma il film si chiude con il commento di alcuni autori sulla storia d’amore che gli spettatori hanno visto sullo schermo.

Originale e ipnotico il film di Lü Yue è un’esperienza visiva davvero singolare in cui il documentario vira, inaspettatamente, nella fiction, facendo deragliare lo sguardo, le attese e l’attenzione dello spettatore su una deriva e un registro di anomale virtù. Il senso dell’opera nasce e si rigenera proprio all’interno di questa tessitura, all’interno della quale la volontà dell’autore è proprio quella di fondere la fiction con il documentario. Esperimento i cui esiti sono indubbiamente positivi. Il quarantenne Lü Yue compone con straordinaria continuità i due registri, per cui si ha l’impressione di non assistere ad un casuale assemblaggio di due narrazioni, quanto, piuttosto, ad una consequenzialità necessaria che si esprime soprattutto attraverso il personaggio femminile traît d’union tra i due elementi compositivi di Xiaoshuo. Cosicché il film scivola, prima con discrezione e poi con decisione, nel racconto della vita dei due personaggi, ma anche in quella degli scrittori, contemplandone i multiformi toni e catturando i momenti segreti dei sentimenti delle persone che sfilano sullo schermo. Se si tratti di poesia o meno, ciascuno dia la propria risposta, ma siamo certi che il cinema, ancora una volta, sia riuscito a compiere una piccola magia.

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